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Conflitto d'interesse, l'ultima legge è del 2004 ma non prevede controlli. Le opposizioni in campo

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La norma in vigore è quella che lasciò a Berlusconi ampi spazi. Il M5S ha depositato una proposta di legge che prevede limiti alle partecipazioni azionarie per i componenti del governo e mira a contenere 'casi Renzi'. Verdi e Sinistra chiedono che intervenga subito il Parlamento
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ROMA - Venti anni dall'ultima norma sul conflitto di interesse di chi ci governa. Tanto è trascorso dall'approvazione della contestata legge Frattini del 2004, che di fatto fotografava l'esistente lasciando all'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e ai vari ministri, lo stesso margine di manovra pur possedendo aziende in diversi ambiti. Una legge approvata con l'opposizione dell'Ulivo uscita dall'Aula, per ricordare il clima in cui venne varata. Il tutto dopo il flop, prima, del governo D'Alema che non arrivò a chiudere l'approvazione di una norma più stringente.

Da allora tante polemiche ma di concreto nulla: ad oggi la legge sul conflitto di interessi è sempre quella del 2004. Una norma che prevede, in soldoni, il conflitto di interessi nel caso in cui "il titolare di cariche di governo partecipa all'adozione di un atto, anche formulando la proposta, o omette un atto dovuto, trovandosi in situazi…

ROMA - Venti anni dall'ultima norma sul conflitto di interesse di chi ci governa. Tanto è trascorso dall'approvazione della contestata legge Frattini del 2004, che di fatto fotografava l'esistente lasciando all'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e ai vari ministri, lo stesso margine di manovra pur possedendo aziende in diversi ambiti. Una legge approvata con l'opposizione dell'Ulivo uscita dall'Aula, per ricordare il clima in cui venne varata. Il tutto dopo il flop, prima, del governo D'Alema che non arrivò a chiudere l'approvazione di una norma più stringente.

Da allora tante polemiche ma di concreto nulla: ad oggi la legge sul conflitto di interessi è sempre quella del 2004. Una norma che prevede, in soldoni, il conflitto di interessi nel caso in cui "il titolare di cariche di governo partecipa all'adozione di un atto, anche formulando la proposta, o omette un atto dovuto, trovandosi in situazione di incompatibilità, ovvero quando l'atto o l'omissione ha un'incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del titolare, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado con danno per l'interesse pubblico". Insomma acqua fresca e senza controlli.

Così l'Italia resta uno dei pochi Paesi europei a non avere un modello chiaro di norma in materia. In Francia ad esempio esiste una Authority con ampi poteri di controllo con banche dati e ricerche di eventuali partecipazioni, posizioni e potenziali conflitti di interesse di ministri e parlamentari. In Italia invece anche nella scorsa legislatura non si è trovata una intesa sui testi presentati dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico, ad esempio.

In questa legislatura la maggioranza non ha ancora presentato una norma in materia. Lo ha fatto il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, che come primo firmatario ha depositato una proposta di legge che prevede limiti alle partecipazioni azionarie per i componenti del governo e limita anche eventuali casi "Matteo Renzi": e cioè di deputati e senatori che ricevono compensi a vario titoli anche da leader di Paesi esteri. La norma per i componenti del governo prevede la cessione a un fiduciario di eventuali quote oltre il 2 per cento in società che lavorano direttamente o indirettamente per ministeri, enti pubblici e aziende di Stato. Secondo la proposta dei 5 stelle a vigilare sul rispetto dei limiti per i conflitti di interesse dovrebbe essere l'Anac, l'Autorità anticorruzione.

Anche Nicola Fratoianni di Verdi e Sinistra chiede che intervenga subito il Parlamento: "So bene che in Italia nel regolamentare il conflitto di interessi non ci siamo ancora, per convenienze della destra e troppe timidezze di quei partiti che nel centrosinistra hanno avuto a lungo un ruolo nel governo. Ma sarebbe ora che il Parlamento intervenisse in maniera efficace per un dovere di trasparenza e di correttezza verso i cittadini del nostro Paese".