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Nardella: "Si sta creando un fronte democratico. Sarò nelle piazze sindacali contro il decreto lavoro"

Dario Nardella 
Il primo cittadino di Firenze: "Si sta creando un fronte democratico. La mobilitazione sia unitaria. Il dl varato dal governo Meloni è totalmente inadeguato. Bisogna lanciare alternative e affrontare l'emergenza più grave con un piano casa"
2 minuti di lettura

"Si sta creando un fronte democratico di lavoratori, forze politiche di opposizione e sindaci. Io sarò nelle piazze sindacali, spero con gli altri primi cittadini per avere piazze non solo di protesta contro le misure sul lavoro del governo, ma di proposte". Dario Nardella, il sindaco dem di Firenze, lancia un appello: "I sindaci ci siano".

Nardella, comincia un mese di mobilitazione permanente che vede insieme sindacati e forze politiche di opposizione, ci saranno anche i sindaci?
"Sì. È un dato politico e sociale molto importante: si sta creando di fatto un fronte democratico che vede lavoratori, forze politiche di opposizione e sindaci uniti. Può diventare un elemento di grande forza se si mette in campo un 'contropiano' rispetto alle iniziative del governo. L'esecutivo di Giorgia Meloni con il decreto lavoro del Primo Maggio si è mostrato totalmente inadeguato".

Lei sarà nelle piazze di protesta …

"Si sta creando un fronte democratico di lavoratori, forze politiche di opposizione e sindaci. Io sarò nelle piazze sindacali, spero con gli altri primi cittadini per avere piazze non solo di protesta contro le misure sul lavoro del governo, ma di proposte". Dario Nardella, il sindaco dem di Firenze, lancia un appello: "I sindaci ci siano".

Nardella, comincia un mese di mobilitazione permanente che vede insieme sindacati e forze politiche di opposizione, ci saranno anche i sindaci?
"Sì. È un dato politico e sociale molto importante: si sta creando di fatto un fronte democratico che vede lavoratori, forze politiche di opposizione e sindaci uniti. Può diventare un elemento di grande forza se si mette in campo un 'contropiano' rispetto alle iniziative del governo. L'esecutivo di Giorgia Meloni con il decreto lavoro del Primo Maggio si è mostrato totalmente inadeguato".

Lei sarà nelle piazze di protesta che per ora sono tre, a Bologna sabato, a Milano il 13 e a Napoli il 20, contro le misure del governo sul lavoro?
"Non solo sarò in piazza ma lavorerò con gli altri sindaci perché le piazze siano non soltanto di proteste ma di proposte".

Quali proposte, ad esempio?
"Innanzitutto lanciare in alternativa alle politiche del governo un piano casa e un piano nazionale per il lavoro. Il governo elimina il contributo affitti, annuncia un taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi del tutto provvisorio e insufficiente di 50  euro al mese per sei mesi, noi dobbiamo puntare con i sindacati a un patto per il lavoro, che parta da una politica industriale".

Politica industriale che non vede?
"Che non c'è, tanto è vero che le vertenze industriali sono aumentate e aggravate, dalla siderurgia alla automotive agli elettrodomestici"

Altre proposte prioritarie?
"Il salario minimo e un programma per la sicurezza sul lavoro. Tra gennaio e marzo di quest'anno sono stati 196 i morti sul lavoro, più del trimestre 2022"

La "piazza grande" significa coltivare un seme di alleanze politiche, saldando Pd e 5Stelle?
"Attraverso la piazza le alleanze si saldano e si allargano davvero, ma per dare vita a una alleanza sociale e non solo politica. Così si riesce a riportare al voto migliaia di italiani che alle ultime politiche e amministrative hanno disertato le urne".

Voi sindaci avete il polso della società: quale è l'emergenza che anteporrebbe a tutte?
"L'emergenza casa è diventata insostenibile nelle nostre città a causa della combinazione di più fattori: l'aumento degli affitti e degli interessi sui mutui e la cancellazione da parte del governo di tutte le misure di sostegno sociale. Aumento degli affitti e dei costi delle case si è unito all'overtourism nelle grandi città con effetti pesanti. L'esecutivo invece di sostituire il reddito di cittadinanza con l'aumento della precarietà, avrebbe dovuto creare un fondo nazionale per il sostegno alle famiglie e alla casa da fare gestire dai Comuni, che sono le istituzioni più vicine ai cittadini".

Quali sono quindi le richieste?
"Più strumenti per aiutare le famiglie in difficoltà. Voglio ricordare che nel 2023 le famiglie in povertà assoluta sono 2 milioni. Ribadisco: con un piano casa nazionale e colpendo il fenomeno degli affitti turistici brevi, sarebbe un passo avanti".

E sul lavoro?
"Chiediamo più poteri a partire dalle politiche attive sul lavoro. Insisto poi sul salario minimo, per ridare dignità al lavoro".