Guerra (Pd): "Noi diversi dai 5S, sulla piazza di Conte ci confronteremo. Ora uniamo le opposizioni"
di Giovanna VitaleMaria Cecilia Guerra, già sottosegretaria all'Economia per Articolo1 e da neppure un mese responsabile Lavoro nella segreteria Schlein, è convinta che mai come adesso sia possibile siglare un patto fra i partiti del centrosinistra per combattere "le politiche inique e discriminatorie della destra". Prendendo esempio dalla mobilitazione unitaria dei sindacati. Senza fughe in avanti e "su una piattaforma chiara".
Ma come si fa con Giuseppe Conte che gioca a distinguersi, tanto da promuovere una sua manifestazione contro il governo?
"Io credo che sulla questione cruciale del contrasto alla precarietà e della difesa della dignità del lavoro ci siano molti punti oggettivi di convergenza con il M5Stelle e in qualche misura anche con il Terzo polo. Ora sta a noi del Pd, che siamo la forza di maggior peso nel campo dell'opposizione, costruire e proporre agli altri un percorso condiviso affinché le battaglie per smontare i pr…
Maria Cecilia Guerra, già sottosegretaria all'Economia per Articolo1 e da neppure un mese responsabile Lavoro nella segreteria Schlein, è convinta che mai come adesso sia possibile siglare un patto fra i partiti del centrosinistra per combattere "le politiche inique e discriminatorie della destra". Prendendo esempio dalla mobilitazione unitaria dei sindacati. Senza fughe in avanti e "su una piattaforma chiara".
Ma come si fa con Giuseppe Conte che gioca a distinguersi, tanto da promuovere una sua manifestazione contro il governo?
"Io credo che sulla questione cruciale del contrasto alla precarietà e della difesa della dignità del lavoro ci siano molti punti oggettivi di convergenza con il M5Stelle e in qualche misura anche con il Terzo polo. Ora sta a noi del Pd, che siamo la forza di maggior peso nel campo dell'opposizione, costruire e proporre agli altri un percorso condiviso affinché le battaglie per smontare i provvedimenti profondamente sbagliati dell'esecutivo trovino ascolto nel Paese, oltre che in Parlamento".
È proprio questo il punto: né i grillini, né i terzopolisti intendono riconoscere al Pd un ruolo guida. E allora?
"Alcuni distinguo sono fisiologici, siamo comunque forze diverse. Ma non è che la compagine governativa sia tanto più compatta. Guardi cosa fa la Lega di Salvini per non essere fagocitata da Fratelli d'Italia. Noi sulle cose fondamentali siamo d'accordo. Non a caso prima Schlein e poi Conte hanno definito 'decreto precarietà' il dl lavoro. C'è una sintonia di fondo che va oltre la tattica".
Su che cosa, per esempio?
"Intanto sull'introduzione del salario minimo, quanto mai necessario perché in un mercato in cui si moltiplicano le forme contrattuali, specie in settori nuovi come le piattaforme digitali, è richiesta una tutela anche legislativa che completi l'attività primaria rappresentata dalla contrattazione collettiva. Intervenendo laddove questa non arriva, e istituendo comunque un livello di salvaguardia, con una misura che impedisca di sfruttare i lavoratori, pagandoli per esempio 3 o 4 euro l'ora".
Perciò, seguendo il suo ragionamento, a giugno il Pd aderirà alla piazza annunciata dal M5S?
"Ancora non si sa se e quando si farà, né su quale piattaforma. Vedremo se è chiamata per segnare le differenze oppure per costruire un percorso comune. Dopodiché mi preme dire due cose. Primo, guardiamo ai sindacati: le mobilitazioni servono per informare i cittadini dei rischi che corrono a causa degli errori della maggioranza, sono tanto più efficaci quanto più sono unitarie. Marciare divisi indebolisce le ragioni sia della protesta, sia della proposta".
E la seconda?
"Noi sul lavoro abbiamo proposte molto chiare, finalizzate a difendere la dignità delle persone, che è l'opposto di quel che sta facendo il governo. Con l'ultimo decreto si crea un esercito di disperati disposti a lavorare a qualsiasi costo: magari a 3 euro l'ora, o per due ore al mese, oppure a 900 chilometri da casa. Il che impedisce ai giovani di costruirsi un progetto di vita, l'esatto contrario di quanto sostiene Meloni a proposito di tutela della famiglia e natalità. Come si possono mettere al mondo dei figli aumentando la precarietà?".
Proposte che partono da un presupposto: la demolizione del Jobs Act. Difficile che Renzi e Calenda possano essere d'accordo, non le pare?
"Intanto bisogna aspettare che trovino un equilibrio al loro interno, dopo lo stop sul partito unico. Nel frattempo noi cercheremo il massimo confronto con tutti, nella consapevolezza che un fronte coeso è più efficace che andare ciascuno per conto proprio, se si vuol contrastare la destra. Su lotta alla precarietà e mantenimento di una misura universale di contrasto alla povertà, seppur con approcci diversi, col M5S c'è più consonanza di quanto non sembri, mentre col Terzo polo il discorso è un po' più complesso, specie per quanto riguarda la povertà".
E infatti loro sono sempre stati contrari al Reddito di cittadinanza, tanto da plaudere alla sua abolizione.
"Ecco, noi su questo siamo in totale disaccordo. Anche il Pd ha criticato il Rdc, ma per migliorarlo, non certo per distruggerlo come ha fatto il governo. Ad esempio precisandone meglio il ruolo di strumento di inclusione, come chiede anche la Caritas".
E dunque in Parlamento come pensate di agire?
"Il Dl lavoro ci offre una straordinaria occasione per mettere in evidenza quanto sia alternativa la visione del centrosinistra rispetto a quella della destra. L'obiettivo è provare a cambiare la filosofia del decreto. Se in Italia abbiamo bassi salari - in Europa peggio di noi fanno solo Portogallo e Grecia - è perché la produttività è stagnante da anni. E l'esecutivo Meloni, invece di investire sulla produttività, in grado di sostenere i progetti di riconversione ecologica e digitale, si limita a tagliare il costo del lavoro senza incidere minimamente sulla crescita".