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Sondaggi politici. Ecco il tesoretto di Schlein: da 5Stelle e delusi dem quei 9 punti necessari per sfidare Meloni

Elly Schlein (ansa)
Dal sondaggio effettuato il 3 maggio per 'Repubblica' risulta che il 63% degli elettori dem sarebbe favorevole a un'alleanza con Conte
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La neo-segretaria del Pd Elly Schlein sta cambiando pelle al partito. D'altronde aveva già annunciato di voler procedere in questa maniera sin dal giorno della sua candidatura alle primarie. L'obiettivo, quindi, non è solo consolidare il consenso attuale ma, se i dem vorranno puntare tra 5 anni a Palazzo Chigi, sarà necessario ri-conquistare almeno i voti che hanno perso nel corso del tempo e contemporaneamente attrarre nuovo elettorato.

A poco più di due mesi dalla proclamazione è interessante comprendere come è percepito il nuovo Pd di Elly, non solo dai suoi votanti attuali e dagli italiani in genere, soprattutto da quel target a cui deve puntare per confermare la sua leadership, cioè gli ex elettori Pd (da riprendere) e i votanti M5S (diretto concorrente in molte posizioni politiche). Un check - up demoscopico, quindi, per comprendere le potenzialità del Pd con alla guida Elly Schlein. Lo stato di salute appare in mi…

La neo-segretaria del Pd Elly Schlein sta cambiando pelle al partito. D'altronde aveva già annunciato di voler procedere in questa maniera sin dal giorno della sua candidatura alle primarie. L'obiettivo, quindi, non è solo consolidare il consenso attuale ma, se i dem vorranno puntare tra 5 anni a Palazzo Chigi, sarà necessario ri-conquistare almeno i voti che hanno perso nel corso del tempo e contemporaneamente attrarre nuovo elettorato.

A poco più di due mesi dalla proclamazione è interessante comprendere come è percepito il nuovo Pd di Elly, non solo dai suoi votanti attuali e dagli italiani in genere, soprattutto da quel target a cui deve puntare per confermare la sua leadership, cioè gli ex elettori Pd (da riprendere) e i votanti M5S (diretto concorrente in molte posizioni politiche). Un check - up demoscopico, quindi, per comprendere le potenzialità del Pd con alla guida Elly Schlein. Lo stato di salute appare in miglioramento anche se ancora lontano dalla "piena forma". Oggi il Partito democratico consolida il 21% dei consensi con un aumento di circa 4 punti dal giorno delle primarie, ma il risultato che potrebbe veramente far cambiare il corso è dato dal suo bacino potenziale che arriva fino al 30%. Il delta del 9% fra voto reale e probabile è costituito per quasi la metà (+5%) da ex sostenitori del Pd, mentre per il rimanente 4% da nuovi elettori. Ovviamente non sarà facile affascinare questo 9% di italiani, attenti alle mosse di Elly Schlein per decidere se appoggiare o meno il nuovo Pd.

La chiave perché diventino voti espressi nelle urne sta nella capacità della nuova segreteria di dare voce ai giovani, ai disoccupati, ai lavoratori e a chi è in difficoltà economica. Il minus è che solo all'interno dell'elettorato dei democratici vi è la convinzione che possa riuscirvi. Gli ex, invece, credono l'esatto contrario ma al contempo lo sperano, rimanendo in attesa degli sviluppi. È da evidenziare però che al Pd di Elly viene già riconosciuta la capacità di rappresentare le istanze del mondo femminile. Al di là del potenziale del 30%, è da notare la particolarità del dato che tra gli italiani, almeno una volta nella vita, il 40% ha votato dem. Oggi è la quasi totalità di chi vota Pd a guardare al nuovo corso con curiosità positiva e a ritenere che il partito sarà più forte di prima. Con proporzioni differenti, questa predisposizione verso la neo-segretaria è condivisa anche dalla maggioranza degli italiani, ma soprattutto da circa 1/3 dei Pentastellati e dal 42% di coloro che hanno smesso di votare Pd.

Tra l'altro se si chiede ai due principali target da conquistare (ex dem e votanti M5S) di valutare la credibilità, circa 1/4 dei 5 Stelle ed il 37% degli ex pensano che adesso la reputazione sia aumentata. Unico concreto ostacolo al nuovo corso sembra, secondo l'opinione generale, il timore che, a lungo andare, siano "i cacicchi ed i capibastone interni" ad indebolire la leadership, proprio coloro che Elly Schlein, appena eletta, ha dichiarato di voler estirpare dal partito. Nel complesso ciò che è avvenuto con l'elezione della neo-segretaria è un riposizionamento nell'immaginario collettivo dei cittadini. La maggioranza degli italiani, per esempio, ritiene che il partito guidato dalla Schlein in futuro sarà più forte di oggi. Un'opinione condivisa anche dal 28% dei votanti 5S e dal 40% degli ex elettori Pd.

Per quanto riguarda gli scenari è interessante notare che ad una alleanza con il partito di Giuseppe Conte sarebbero favorevoli il 63% degli elettori dem, il 71% di quelli del M5S ed il 60% di coloro che non votano più Pd. Indicatore questo di come gli elettori (reali e potenziali) richiedono un vero e proprio cambio di rotta anche nella tattica e non solo nelle proposte politiche. Invece si registra maggiore resistenza sull'ipotesi di cambiare nome al partito.

Infine, si è proposto agli elettori, se si votasse in un ipotetico ballottaggio per eleggere il Presidente del Consiglio, di scegliere fra Giorgia Meloni ed Elly Schlein. A vincere questo confronto diretto sarebbe di misura l'attuale premier con il 53% dei consensi, mentre la neo-segretaria si fermerebbe al 47 per cento. La strada è lunga ma per rivitalizzare un partito occorre tempo.