Il set in ospedale, tre ore di riprese: attesa per l'apparizione di Berlusconi alla convention di FI
di Emanuele LauriaMILANO - La celebrazione del Capo, in una kermesse forzista che celebra i soliti riti (dall’inno “Azzurra libertà” alla sempreverde condanna dei comunisti), si trasforma in un’attesa spasmodica che diventa curiosità morbosa, ansia, quasi culto del corpo di Berlusconi. Voglia, insomma, di rivedere anche solo virtualmente il suo volto che, dopo un mese di ricovero in ospedale, sarà finalmente di pubblico dominio stamattina, attraverso un video che, con fatica, il Cavaliere ha registrato ieri pomeriggio, direttamente al San Raffaele.
L’ultima convention di Forza Italia, che prova a gettare le basi di un futuro oltre il fondatore, si sdoppia, svolgendosi idealmente su due campi. Il primo, negli East End Studios dove il coordinatore Antonio Tajani fa insieme da cerimoniere e protagonista, e il secondo non molto lontano, al San Raffaele, clinica nella quale rimane ricoverato l’ex premier. È lì che, dopo il no di famigli…
MILANO - La celebrazione del Capo, in una kermesse forzista che celebra i soliti riti (dall’inno “Azzurra libertà” alla sempreverde condanna dei comunisti), si trasforma in un’attesa spasmodica che diventa curiosità morbosa, ansia, quasi culto del corpo di Berlusconi. Voglia, insomma, di rivedere anche solo virtualmente il suo volto che, dopo un mese di ricovero in ospedale, sarà finalmente di pubblico dominio stamattina, attraverso un video che, con fatica, il Cavaliere ha registrato ieri pomeriggio, direttamente al San Raffaele.
L’ultima convention di Forza Italia, che prova a gettare le basi di un futuro oltre il fondatore, si sdoppia, svolgendosi idealmente su due campi. Il primo, negli East End Studios dove il coordinatore Antonio Tajani fa insieme da cerimoniere e protagonista, e il secondo non molto lontano, al San Raffaele, clinica nella quale rimane ricoverato l’ex premier. È lì che, dopo il no di famiglia e medici alle dimissioni di Berlusconi (onde evitare una pericolosa “fuga” per presenziare fisicamente alla manifestazione), è andata avanti per due giorni la registrazione di un faticoso contributo da remoto dell’86enne patriarca convalescente: giovedì si è tentato con un audio, con risultati non soddisfacenti.
Ieri, in ospedale, è entrata una troupe televisiva per produrre un video della durata di una quindicina di minuti incentrato sul tema dell’identità da difendere dentro il Ppe e sui (quasi) 30 anni dall’inizio dell’avventura forzista che dovrebbe servire da stimolo per il futuro. Fino a sera, viste le precarie condizioni di salute del Cavaliere, l’impresa è rimasta in dubbio. Ma alla fine, dopo tre ore, l’obiettivo è stato raggiunto: nella stanza dove è ricoverato Berlusconi è stato montato un vero e proprio set, con due gonfaloni di Forza Italia e l’ex premier al centro, il trucco sul viso a mascherare l’età e i patimenti di trenta giorni in ospedale, undici dei quali in rianimazione.
Tajani, in serata, ha garantito per lui: "Lo vedrete, lo vedrete". Dai megascreen del centro convegni, nel frattempo, sono stati trasmessi gli auguri per l’anziano leader di Roberta Metsola e Manfred Weber, dopo il lungo applauso della platea che il coordinatore lombardo Alessandro Sorte – uno degli uomini del nuovo corso Tajani-Fascina – ha indirizzato verso il San Raffaele.
Il vicepremier, anche per smentire un appiattimento di FI sulla Meloni, ha detto no a qualsiasi ipotesi di partito unico: "Siamo alleati di Lega e FdI ma diversi. Noi siamo il Centro e non solo del Centrodestra. Sarebbe folle non marcare la nostra identità proprio oggi che si scioglie il Terzo Polo". D’altronde, già alla vigilia, Tajani aveva respinto le critiche dell’opposizione interna che gli contesta di avere voluto utilizzare questa ribalta per sancire una sorta di incoronazione, la certificazione del suo ruolo di traghettatore di Forza Italia. "Io lavoro per unire e non ho mai attaccato nessuno, a volte è successo il contrario. Unico leader è Berlusconi, vorrei dare una mano per preparare il futuro".
La cosiddetta minoranza, per ora, guarda e abbozza. Licia Ronzulli, arrivata sul finire dell’intervento di apertura di Tajani, afferma che "tutti devono remare nella stessa direzione»". Alessandro Cattaneo ieri ha parlato solo nell’assemblea a porte chiuse dei dirigenti. E Giorgio Mulé è laconico: "Non bisogna ridefinire ma perimetrare l’identità del partito". Traduzione: nessun abbraccio troppo stretto con Meloni. In realtà, dopo l’incontro fra Ronzulli e Tajani dei giorni scorsi, l’ala critica penalizata dal ribaltone di marzo attende segnali dal coordinatore, a cominciare dalle designazioni per le commissioni bicamerali.
Così, sul palco degli East End Studios non si trasferiscono le tensioni che viaggiano sottotraccia. I contendenti restano tutti fermi, nel tempo sospeso che precede il ritorno virtuale del fondatore.