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Fascina-Ronzulli, sfida di striscioni. La famiglia di FI piange per il capo Berlusconi

Alle convencio di Forza Italia il cartello per la capogruppo strappato e poi riappeso vicino a quello per la deputata. Commozione in platea davanti al video del leader dal San Raffaele: "Che grinta"
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E giù lacrime, "non mi vergogno di piangere per lui" perché Berlusconi per molti è padre, fratello, amico, nonno. Uno che potrebbe entrare nel tuo tinello marron e "ti fa sentire subito parte della famiglia". Maria Grazia Ciola, ad esempio, ringrazia tanto i medici "che lo hanno curato così bene, e gli hanno permesso di lasciarci questo messaggio bellissimo, anzi: meraviglioso". Con la speranza che non sia l'ultimo, sebbene tutti sappiano che l'uomo si trova ancora in ospedale, che la scrivania e le bandiere che si vedono alle spalle sono una scenografia. È tutto finto, ma che importa, lui è vivo e questo basta alla famiglia di Forza Italia, dove molti sono anziani come lui e invecchiati con lui, e questi piangono sì, a risentire la voce tonante dei vecchi filmati, e la voce di oggi, a tratti incerta, inceppata ma sempre cara a chi lo ama davvero.

Così, mentre si arrotolano le bandiere e si …

E giù lacrime, "non mi vergogno di piangere per lui" perché Berlusconi per molti è padre, fratello, amico, nonno. Uno che potrebbe entrare nel tuo tinello marron e "ti fa sentire subito parte della famiglia". Maria Grazia Ciola, ad esempio, ringrazia tanto i medici "che lo hanno curato così bene, e gli hanno permesso di lasciarci questo messaggio bellissimo, anzi: meraviglioso". Con la speranza che non sia l'ultimo, sebbene tutti sappiano che l'uomo si trova ancora in ospedale, che la scrivania e le bandiere che si vedono alle spalle sono una scenografia. È tutto finto, ma che importa, lui è vivo e questo basta alla famiglia di Forza Italia, dove molti sono anziani come lui e invecchiati con lui, e questi piangono sì, a risentire la voce tonante dei vecchi filmati, e la voce di oggi, a tratti incerta, inceppata ma sempre cara a chi lo ama davvero.

Così, mentre si arrotolano le bandiere e si va verso casa, si raccolgono vere dichiarazioni d'amore (intanto i giovani festeggiano la fine del loro primo congresso ballando con 'Il cielo è sempre più blu'). È il mondo nuovo che avanza, la terza generazione di Forza Italia, i ventenni, i ragazzini. Salvatore Figlia, diciassettenne di Catania: "Mi ha colpito molto perché è perfettamente nelle condizioni di parlare, ma è esausto per l'ospedale". Si vedeva benissimo, e nei molti video che si porteranno nel telefono c'è tutta la sofferenza di un nonno, diciamo, che ne ha viste tante eppure è ancora lì. Maria Grazia Centoducati, delegazione dalla Basilicata, non ancora nonna: "Ho fatto il pieno di vitamine, oggi. Lo ascoltavo... e mi sono tanto commossa. Io ho sempre guardato a lui come a un esempio. I miei figli, li ho educati come piacerebbe a lui. E sono due ragazzi perbene". E la sua è una famiglia perbene, e quel racconto della prima famiglia Berlusconi, e dei giorni decisivi della discesa in campo, "raccontati così, con quella mamma che va al letto del figlio e lo incoraggia...". Sembra una favola, ma dice Guido, già sindaco di un paese veneto, che quelle parole lo hanno "colpito al cuore".

È stata la grande magia di Berlusconi uomo di successo, nel business e nella politica (pochi messaggi e semplici, e così è andato al governo, sostenuto da gente come questa oggi piangente), ma così alla mano, quando ricorda "la casa della felicità, allora abitavamo all'Isola" nella casa di via Volturno, in un quartiere al tempo popolare, non di moda come oggi, e lontano dal centro dei ricchi, e nei secoli passati abitato da gente poco raccomandabile. E rievocare "mamma Rosa, che quella sera ripassa davanti alla vecchia casa dove abitava con il marito, il piccoli Silvio e Paolo, e la sorellina Antonietta", è stato un vero colpo di teatro per molti perché lì "tutti abbiamo pensato alle nostre famiglie e alle nostre case", dice uno di Como, significa che oggi come allora Berlusconi sa come parlare alla gente, gli basta niente e tutti piangono.

Si chiama carisma, c'è che ce l'ha e chi no. E così, nonostante il clima lugubre della messinscena che ha ospitato questo congresso, periferia di Milano, zona di archeologia industriale, i capannoni della Caproni resuscitati a nuova vita per lo più fashion. E nonostante i tendoni neri e le lacrime, bisogna dire che erano vere lacrime di gioia nel rivedere un vecchio parente che si temeva morituro, e invece "eccomi qui". Diego Sorbero, da Cervasca, provincia di Cuneo, delegazione Valle Stura: "È acciaccato, ma raggiante. E spiritoso, ci ha fatto anche ridere un paio di volte. La storia del risotto, la sera che ha deciso di scendere in campo... Ah che ridere". L'amico Enzo Giraudo: "È un grande leader, e certo è anziano, ma che grinta". E Diego: "Speriamo che duri ancora un po', ne abbiamo bisogno".

Nel frattempo, succedono cose che sfuggono alla clima della famiglia serena radunata attorno al tavolone, tipo l'arrivo dell'ex leader siciliano dei Cinque Stelle, Giancarlo Cancelleri, appena passato a Forza Italia, e accolto dal vicepresidente della Camera Mulè con un "benvenuto. Ma ricordati che noi non siamo né mafiosi né malfattori". E lo striscione "Forza Licia" (intesa Ronzulli) con tanto di cuore rosso, appeso e poi strappato via e poi rimesso, venerdì era apparso quello che inneggiava a Marta Fascina, la semi moglie attuale, nell'ultima delle molte famiglie che Silvio Berlusconi ha messo su negli anni. E quindi come succede nelle famiglie, i bisticci e le ripicche, ma anche i dolori veri, perciò si spiega la commozione di molti guardando il vecchio amico ("irriconoscibile!", sfugge di bocca a una delegata), "eppure grande esempio di coerenza", commenta l'avvocata Silvana Agosto da Cuneo. "E la sua visione politica, ma soprattutto la coerenza, e la difesa della libertà...". Quindi, "che tenga duro ancora un po'", qui se lo augurano tutti perché in futuro, chissà cosa succederà alla famiglia. Sul muro della ex Caproni, appena fuori, si legge ancora la frase cubitale e fatale: "Ad atti di guerra risponderemo con atti di guerra" (Mussolini, annunciante l'inizio della guerra d'Etiopia). Dentro le guerre sono già cominciate, e figuriamoci dopo.