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Il popolo di Forza Italia in platea alla convention tra nostalgici del ‘94 e giovani acqua e sapone

(agf)

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In sala lo striscione per la compagna del leader: “Marta Fascina come te nessuna”
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MILANO - E "naturalmente, quando suonano gli inni bisogna mettersi in piedi". E la platea ubbidisce, certo c’è un po’ di imbarazzo, a farsi richiamare dal maestro. Ma siamo tutti distratti dalle ultime notizie sulle condizioni del capo (il Capo), e quindi ci sta che il ministro Tajani debba sgridare il popolo. In piedi! Ascoltare l’Inno di Mameli con la mano sul cuore, muovendo la bocca come fanno quelli della nazionale, e poi l’Inno alla Gioia, di cui nessuno conosce le parole, quindi siamo perdonati d’ufficio. Sul palco, il roccioso forse successore alla guida del partito, uno che è come il principe Carlo d’Inghilterra. Ora re, ma per anni al guinzaglio corto della regina.


"Bisogna aspettare, siamo a un bivio", dice una assessora di una città medio grande in provincia di Varese. Che avvenga la successione, o che Berlusconi ci lasci per sempre? "Qualunque cosa succeda, noi dobbiamo aspettare. In silen…

MILANO - E "naturalmente, quando suonano gli inni bisogna mettersi in piedi". E la platea ubbidisce, certo c’è un po’ di imbarazzo, a farsi richiamare dal maestro. Ma siamo tutti distratti dalle ultime notizie sulle condizioni del capo (il Capo), e quindi ci sta che il ministro Tajani debba sgridare il popolo. In piedi! Ascoltare l’Inno di Mameli con la mano sul cuore, muovendo la bocca come fanno quelli della nazionale, e poi l’Inno alla Gioia, di cui nessuno conosce le parole, quindi siamo perdonati d’ufficio. Sul palco, il roccioso forse successore alla guida del partito, uno che è come il principe Carlo d’Inghilterra. Ora re, ma per anni al guinzaglio corto della regina.


"Bisogna aspettare, siamo a un bivio", dice una assessora di una città medio grande in provincia di Varese. Che avvenga la successione, o che Berlusconi ci lasci per sempre? "Qualunque cosa succeda, noi dobbiamo aspettare. In silenzio, perciò non le dico il mio nome". E lei cosa pensa succederà? "Che decide ancora Berlusconi. Ma non è detto che sia Tajani". E se ne va come una Sibilla cumana, forse nel Varesotto si conoscono certi segreti sul principe ereditario di Forza Italia, ma certo "o Tajani o niente. Lei vede un altro successore di Berlusconi, qui?", fa uno "che c’era nel ’94, ed ero imprenditore seppure in piccolo, proprio come Silvio agli inizi. Stesso settore: edilizia", e quindi ha almeno 80 anni. Il suo nome, grazie. "Anche no". Perché siamo sempre a quel bivio, e ci sono "forze contrastanti nel partito, e tutta questa voglia di gioventù, vogliamo i giovani, i giovani… Capisce cosa intendo?". La risposta è no, ma è vero che di giovani ce ne sono parecchi, e che a dispetto della veneranda età del sofferente Berlusconi, le nuove leve del partito chiedono "un giovane. Uno come noi".


Chi? Sul palco sale il deputato Alessandro Sorte (non ha 40 anni), che con voce squillante come una tromba annuncia che "oggi qui ci sono tantissimi under 25", e ha ragione. Ragazze in scarpe basse e pantaloni comodi, non più le bellone del passato. Ragazzi candidi come gigli, con il primo completo serio della loro vita. Vito Gabriele, 17 anni, "dalla Basilicata, liceo classico". Cosa succederà, secondo te? "Berlusconi ci indicherà la linea del futuro»". E quindi? "Berlusconi è una figura unica", e su questo non ci piove. "Ma va riconosciuta la grande operosità di Tajani. Lui è il secondo presidente".

L’amico Edoardo Maria, da Potenza: "Tajani è il secondo pilastro, credo che Berlusconi si fidi molto di lui". Ma siete venuti da Potenza apposta? "Certo", e ci sono ragazze napoletane e pugliesi, forse tra queste facce così fresche c’è il futuro establishment di Forza Italia, e pochi fronzoli, e molti laureandi in Bocconi. Rocco, 16 anni: "Il carisma di Berlusconi non si può replicare…". E poi al Nord "Forza Italia è a terra, diciamolo. Al Sud va meglio. Il nostro coordinatore nazionale è già deputato…", ed è di Bergamo.


"Vede, ci sono molti volti nuovi". Uno è quello di Caterina Chinnici, figlia del magistrato Rocco ucciso dalla mafia, sul palco assieme a Rita Dalla Chiesa. Una clip breve e perciò assai commovente mostra il padre che parla, lei racconta che quando si seppe dell’omicidio del generale, "eravamo insieme, quando ricevette la notizia", fu subito chiaro che sarebbe presto toccato a lui. Tutti in piedi, quindi, per le due donne simbolo (intanto in platea si intravvede Stefania Craxi, al telefono, distratta da altro).

E ci sono molte stravaganze, come sempre succede nei convegni della politica. Avanzano i templari cattolici, in felpa bianca e logo, li conduce un tizio che dice "siamo qui per offrire i nostri servigi", parla come se fossimo nel Medioevo. Ma i servigi a chi, non lo dice. Nel frattempo, la deputata Rossello ricorda che "nel 2010 Berlusconi salì sulle guglie del Duomo e si rivolse alla Madonnina per essere protetto".


"Tajani è il principe Carlo, è chiaro", fa una della provincia toscana. Ma Carlo è ormai re, d’Inghilterra, e che diamine. "Ma fino all’altro ieri era suddito, sia chiaro". E quindi? Sarà re? Si innalza uno striscione, "Marta, come te nessuna", la Marta Fascina, oscura e inarrivabile moglie o quasi del vecchio leader, incombe su questo congresso, o convention che sia.