Mentre la premier Meloni si prepara a incontrare le opposizioni per accelerare sul presidenzialismo, prosegue la protesta contro la riforma dell'autonomia differenziata regionale voluta dal ministro leghista Calderoli. Sono oltre 65 mila, infatti, le firme raccolte dal Coordinamento per la democrazia costituzionale, presieduto da Massimo Villone, che vuole contrastare gli effetti della riforma del titolo V della Costituzione e "preservare l'unità del Paese".
"Esprimiamo grande soddisfazione per aver raggiunto e largamente superato le firme necessarie (ne bastano 50 mila, ne sono giunte oltre 65 mila e altre sono in arrivo) prima della fine della campagna", esulta il coordinamento. "Nei prossimi giorni - prosegue la nota - comunicheremo il numero esatto delle firme pervenute e la data del deposito della legge in Senato, dove verrà presa in esame secondo le procedure e i tempi previsti dall'articolo 74 del regolamento del Senato".
Nello specifico, la proposta di legge di iniziativa popolare (a cui hanno aderito oltre 120 costituzionalisti, giuristi, accademici ed economisti), punta a modificare l'articolo 117 della Costituzione chiedendo che venga inserita "una clausola di supremazia della legge statale finalizzata alla tutela dell'interesse nazionale e dell'unità giuridica ed economica della Repubblica". In pratica, le Regioni possono lavorare per l'atuonomia, ma quest'ultima verrà limitata. "L'obiettivo della modifica proposta - si legge nella proposta - è consentire una limitata e giustificata variabilità dell'autonomia regionale, espungendo però gli elementi che la rendono potenzialmente pericolosa per l'unità del Paese".