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Dimissioni a raffica, la risposta del Pd: "Eravamo a rischio estinzione, ora con noi 20 mila nuovi iscritti e più vicini a FdI nei sondaggi"

Dal Nazareno, la replica di Furfaro alle fughe dal partito: "Con le primarie siamo riusciti a riportare a noi tanti astenuti alle Politiche. I dem erano ai minimi storici, relegati a terzo partito nel Paese e avevamo perso la guida, almeno nel gradimento, dell'opposizione. L'accoglienza nelle piazze ci racconta un cambio di percezione"
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Cinque addii negli ultimi due mesi contro ventimila nuovi iscritti al Pd nello stesso lasso di tempo. Appena cinque, tra parlamentari ed ex, che hanno deciso di salutare il partito nato sulle ceneri dell'Ulivo a causa della deriva a sinistra impressa dalla neo-segretaria - da ultimo il senatore Carlo Cottarelli, preceduto dal collega Enrico Borghi, dall'eurodeputata Caterina Chinnici, più Andrea Marcucci e Beppe Fioroni - contro i 5 punti recuperati nei sondaggi dacché Elly Schlein ha vinto le primarie. Col risultato di accorciare notevolmente la distanza da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Il nuovo corso

È la risposta del Nazareno alle defezioni che Matteo Renzi prevede siano "solo l'inizio". Segno, per alcuni, del malessere montante nell'area riformista e catto-dem di cui i vertici dovrebbero farsi carico; per altri, l'inevitabile prezzo da pagare alla linea di discontinuità imposta dalla giovane leader. La qua…

Cinque addii negli ultimi due mesi contro ventimila nuovi iscritti al Pd nello stesso lasso di tempo. Appena cinque, tra parlamentari ed ex, che hanno deciso di salutare il partito nato sulle ceneri dell'Ulivo a causa della deriva a sinistra impressa dalla neo-segretaria - da ultimo il senatore Carlo Cottarelli, preceduto dal collega Enrico Borghi, dall'eurodeputata Caterina Chinnici, più Andrea Marcucci e Beppe Fioroni - contro i 5 punti recuperati nei sondaggi dacché Elly Schlein ha vinto le primarie. Col risultato di accorciare notevolmente la distanza da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Il nuovo corso

È la risposta del Nazareno alle defezioni che Matteo Renzi prevede siano "solo l'inizio". Segno, per alcuni, del malessere montante nell'area riformista e catto-dem di cui i vertici dovrebbero farsi carico; per altri, l'inevitabile prezzo da pagare alla linea di discontinuità imposta dalla giovane leader. La quale, si fa notare, sta suscitando un'ondata d'entusiasmo come non si vedeva da anni: testimoniata - oltre che dai numeri del tesseramento - dal successo riscosso nelle piazze. "Prima della straordinaria mobilitazione innescata con le primarie, il Pd era ai minimi storici, relegati a terzo partito nel Paese e avevamo perso la guida, almeno nei sondaggi, dell'opposizione", spiega infatti Marco Furfaro, responsabile delle iniziative politiche e welfare nella segreteria Schein. "Sembravamo talmente andare avanti per inerzia e con così poco riscontro nella società che alcuni opinionisti ne davano a rischio persino l'esistenza", prosegue il dirigente. "Alle primarie, per fortuna, tutto è cambiato. Certo, avevamo buoni segnali dall'entusiasmo generato dalla corsa di Elly, ma è proprio alle primarie che accade un fatto insolito e decisivo: decine di migliaia di persone che sono venute a votare si erano astenute alle Politiche".

Un Pd di lotta

Un partito che si stava estinguendo, senza più linfa, incapace di rilanciarsi inverte dunque la rotta. "Con la vittoria di Elly si è riattivata una speranza: ha riportato a credere nel Partito democratico proprio quegli elettori che non credevano più nella sinistra, trascinandoli fuori dall'astensionismo", argomenta Furfaro. "Un dato enorme, che parla di un partito che si riconnette ai desideri delle persone. E che è testimoniato dall'accoglienza nelle piazze: quelle del lavoro, per i diritti, nelle celebrazioni del 25 aprile, nei luoghi dell'antimafia". Dove un tempo si rischiavano contestazioni, "ora si prendono applausi, sorrisi, abbracci. A lei, come a tutte e tutti noi, viene consegnata una rinnovata voglia di cambiamento". Sentimenti che, secondo il giovane esponente della segreteria dem, non è convidiso solo fuori dal partito, "lo vediamo anche dentro": conclude: "In poche settimane, 20mila nuovi iscritti hanno deciso di prendere parte assieme a noi. Dopo tanto tempo in cui non sembravano né carne né pesce, dove non riscuotevamo né simpatia né passione, oggi il Pd è il primo partito di opposizione, abbiamo ridotto la distanza rispetto a FdI da 15 a 8 punti. Siamo finalmente tornati ad un essere un partito popolare, contemporaneo, che finalmente fa quello che dice, ma sempre largo, inclusivo e plurale, rispettoso delle culture politiche di provenienza. In una parola: democratico".