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Confronto sulle riforme: dal premierato al presidenzialismo alla francese, le proposte dei partiti

(agf)
Diversi i modelli a cui fanno riferimento le forze politiche che oggi andranno alle consultazioni di Giorgia Meloni
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Dal semipresidenzialismo al modello tedesco, dal premierato alla riforma della legge elettorale, passando per l'autonomia. E ancora: ripristino delle Province, poteri di Roma Capitale e modifica della legge elettorale dei grandi Comuni con l'eliminazione dell'attuale sistema di ballottaggio. È il corposo dossier delle riforme che sarà esaminato nel confronto governo-opposizioni chiesto dalla premier Giorgia Meloni.

"Sia chiaro io ho un mandato." - ha detto ieri la presidente del Consiglio - "Io offro massima disponibilità se c'è disponibilità, ma non accetto atteggiamenti aventiniani o dilatori, nel senso che faccio quel che devo fare".

I partiti si presentano in ordine sparso alle consultazioni che avranno luogo oggi alla Camera a partire dalle 12.30. Ecco le varie posizioni:

Fratelli d'Italia

La presidente del Consiglio si è spesso espressa a favore del presidenzialismo alla francese, uno dei…

Dal semipresidenzialismo al modello tedesco, dal premierato alla riforma della legge elettorale, passando per l'autonomia. E ancora: ripristino delle Province, poteri di Roma Capitale e modifica della legge elettorale dei grandi Comuni con l'eliminazione dell'attuale sistema di ballottaggio. È il corposo dossier delle riforme che sarà esaminato nel confronto governo-opposizioni chiesto dalla premier Giorgia Meloni.

"Sia chiaro io ho un mandato." - ha detto ieri la presidente del Consiglio - "Io offro massima disponibilità se c'è disponibilità, ma non accetto atteggiamenti aventiniani o dilatori, nel senso che faccio quel che devo fare".

I partiti si presentano in ordine sparso alle consultazioni che avranno luogo oggi alla Camera a partire dalle 12.30. Ecco le varie posizioni:

Fratelli d'Italia

La presidente del Consiglio si è spesso espressa a favore del presidenzialismo alla francese, uno dei punti programmatici di Fratelli d'Italia. La riforma proposta da FdI nella scorsa legislatura prevede un presidente della Repubblica eletto dai cittadini ogni cinque anni, che presiede il Consiglio dei ministri e può revocare i ministri. Tuttavia la stessa Giorgia Meloni non ha mai chiuso alla possibilità di valutare anche altre ipotesi, tra cui il premierato sul modello del 'sindaco d'Italia', apprezzato dal Terzo Polo. Ossia l'elezione diretta del presidente del Consiglio, con il presidente della Repubblica che resterebbe con funzioni di garanzia. Sarebbe comunque il premier a nominare e a revocare i ministri.

 

Partito democratico

I dem andranno all'incontro con una proposta che parte dal no all'elezione diretta del presidente del Consiglio e, men che meno, del Presidente della Repubblica. Apertura, invece, all'ipotesi di cancellierato alla tedesca, con un pacchetto di norme che comprende anche la sfiducia costruttiva e il potere di nomina e revoca dei ministri. Alla riunione - è emerso ieri al termine di una riunione della segreteria Pd con la segretaria Elly Schlein e i parlamentari delle commissioni Affari Costituzionali - il Pd si presenterà con una predisposizione al confronto. Sempre che dal governo ci sia una disponibilità non solo di facciata a lavorare assieme.

 

Movimento 5 Stelle

Il Movimento di Giuseppe Conte ha espresso la sua contrarietà a qualsiasi riforma che vada verso il presidenzialismo all'americana o il semipresidenzialismo alla francese. Contrarietà ribadita anche in merito all'elezione diretta del presidente del Consiglio "che non è risolutiva della stabilita di governo". Conte si è detto indisponibile "a stravolgere l'assetto costituzionale. Andremo ad ascoltare - ha spiegato -, ma abbiamo delle idee molto chiare e riteniamo di portare un contributo se ci si vuole confrontare su come migliorare l'efficienza dell'autorità e dell'azione di governo". Nel programma elettorale pentastellato, si propone l'introduzione della sfiducia costruttiva. Di recente, Conte ha anche citato la "soluzione tedesca" per evitare crisi al buio.

Terzo Polo

"Sindaco d'Italia", cavallo di battaglia di Matteo Renzi, e superamento del bicameralismo perfetto: questa la proposta del gruppo Azione-Italia Viva che ai colloqui alla Camera si presenterà unito nonostante le forti tensioni delle settimane scorse tra Carlo Calenda e il leader Iv. "La nostra posizione - ha detto la capogruppo al Senato Raffaella Paita - è il rafforzamento del ruolo del presidente del Consiglio attraverso un'elezione, come quella che avviene negli enti locali, con doppio turno".

Lega

Nel programma per le elezioni politiche del partito di Matteo Salvini, la proposta sull'autonomia, già in discussione al Senato, precede quella sulle riforme istituzionali. "Al presidenzialismo bisogna associare il massimo decentramento possibile", si legge. Il modello avanzato dalla Lega è quello "sperimentato in Francia con successo".

Forza Italia

"Per l'Italia il premierato potrebbe essere una soluzione, la vedo più gradita tra le forze politiche", così si è espresso il coordinatore del partito Antonio Tajani. Il programma elettorale di Forza Italia, però, riporta l'elezione diretta del presidente della Repubblica. La posizione storica del partito è quella del modello francese. Tajani in un primo momento aveva dettato la linea dura, "se c'è un muro, avanti lo stesso", poi la marcia indietro: "Vogliamo ascoltare le proposte delle opposizioni, le riforme si devono scrivere insieme", ha precisato.

Alleanza Verdi Sinistra

Nicola Fratoianni si è detto contrario a "misure che rafforzino l'esecutivo", allontanando qualsiasi ipotesi di modifica della Costituzione. "Non sosterremo mai operazioni che puntano al presidenzialismo", ha detto il leader dei Verdi Angelo Bonelli.

Noi moderati

"Sosteniamo l'elezione diretta del presidente del Consiglio, sul modello regionale, senza il doppio turno, prevedendo un rafforzamento dei poteri del Parlamento": questa la posizione espressa dal leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

+Europa

Il segretario di +Eu Riccardo Magi ha detto no al "presidenzialismo purchessia", affermando la necessità dell'istituzione di un'Assemblea Costituente eletta ad hoc con un sistema proporzionale.