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Meloni a Praga: migranti, Ucraina e l'alleanza europea fra conservatori e Ppe

La presidente del consiglio Giorgia Meloni (fotogramma)
La premier in sintonia con il capo del governo ceco Petr Fiala per puntellare l'architettura di una coalizione in Ue fra Conservatori e riformisti e Partito popolare. Identità di vedute anche su migrazioni e difesa di Kiev
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PRAGA - La primavera di Praga, per Giorgia Meloni, è una visita-lampo in una giornata di cielo limpido e buoni sentimenti. Quelli che legano la premier italiana a Petr Fiala, il capo del governo ceco che fa parte della stessa famiglia dei conservatori europei. Con la missione praghese, Meloni ha l'occasione di puntellare l'architettura di un'alleanza fra l'Ecr e il Ppe che l'anno prossimo mira a ribaltare gli attuali equilibri nel Parlamento europeo e mettere all'angolo i socialisti. A Praga gioca in casa, Meloni. Con Fiala i rapporti sono ottimi, sin dall'incontro del luglio scorso a Strasburgo insieme al presidente dell'eurocamera, Roberta Metsola, favorito da Raffaele Fitto.

L'alleanza Ecr-PPe

Fiala guida un governo simile, nella composizione, a quello italiano, imperniato proprio sull'alleanza fra popolari e conservatori, una coalizione fortemente collocata su posizioni filo-occidentali. Il premier ceco rappresenta insomma il partne…

PRAGA - La primavera di Praga, per Giorgia Meloni, è una visita-lampo in una giornata di cielo limpido e buoni sentimenti. Quelli che legano la premier italiana a Petr Fiala, il capo del governo ceco che fa parte della stessa famiglia dei conservatori europei. Con la missione praghese, Meloni ha l'occasione di puntellare l'architettura di un'alleanza fra l'Ecr e il Ppe che l'anno prossimo mira a ribaltare gli attuali equilibri nel Parlamento europeo e mettere all'angolo i socialisti. A Praga gioca in casa, Meloni. Con Fiala i rapporti sono ottimi, sin dall'incontro del luglio scorso a Strasburgo insieme al presidente dell'eurocamera, Roberta Metsola, favorito da Raffaele Fitto.

L'alleanza Ecr-PPe

Fiala guida un governo simile, nella composizione, a quello italiano, imperniato proprio sull'alleanza fra popolari e conservatori, una coalizione fortemente collocata su posizioni filo-occidentali. Il premier ceco rappresenta insomma il partner ideale per tentare l'assalto ai palazzi europei in nome di un approccio moderato. Un leader cui tendere una mano per spostare il pallino verso il centro. Maggiori resistenze su questa strada potrebbero invece arrivare dagli spagnoli di Vox, all'opposizione di Sanchez in Spagna, che hanno tenuto finora posizioni più estremiste.

Il tema migranti

È un cantiere che Meloni sta cercando di costruire in Italia con la sponda di Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia e vicepresidente del Ppe, mettendo in difficoltà la Lega, che a livello europeo rimane nel gruppo degli ultanazionalisti di Identità e democrazia. Il Carroccio, nei giorni scorsi, si è mostrato diviso sulla prospettiva. Ma la leader di Fratelli d'Italia va avanti, rinforzando le sponde europee: principali alleati, in questa partita, sono polacchi e cechi, appunti. Anche per il comune atteggiamento sul tema dei migranti: Praga sostiene, a Bruxelles, l'azione del governo Meloni volto a ottenere una protezione europea dei confini esterni dell'Ue e una cooperazione più efficace con i Paesi di origine. Da definire, invece, la questione delle migrazioni secondarie, tema che sta cuore alla maggioranza degli Stati centro-Europei. Temi economici (un'intesa su un patto di stabilità da negoziare entro la fine dell'anno) e la questione energia sono altri punti di un accordo complessivo su cui lavorano i due Paesi.

La crisi ucraina

Poi c'è la crisi ucraina, di cui Meloni parlerà nel pomeriggio con il neo-presidente della Repubblica ceca, Petr Pavel, generale ed ex capo del comitato militare della Nato, fiero avversario di Putin che in campagna elettorale si è proposto come convinto assertore della difesa di Kiev dall'invasione russa. Meloni continua a tessere la sua tela con gli esponenti della destra moderata europea. Con il fine di proseguire, nei suoi sempre più frequenti viaggi,  la sua "presentazione" a livello internazionale: la prossima settimana, prima di volare al G20 di Hiroshima, parteciperà alla riunione del consiglio di Europa. Appreso della presenza in Islanda dei maggiori leader, la premier italiana ha deciso che proprio non poteva mancare.