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Premierato, cos'è e cosa prevede il modello di riforma su cui punta Giorgia Meloni

La forma di governo che concede al presidente del Consiglio più poteri di quelli accordati dalla Costituzione nella forma attuale non ha una definizione precisa e può essere declinata in vari modi
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"Mi pare che vi sia una chiusura netta su un'elezione diretta del presidente della Repubblica, mentre mi sembra ci siano posizioni più variegate sull'elezione del presidente del Consiglio". Così Giorgia Meloni, al termine della giornata di incontri alla Camera con le opposizioni sul tema delle riforme, prende atto che il modello di riforma che incontra "minore opposizione" è quella del premierato. La forma di governo che concede al presidente del Consiglio più poteri di quelli accordati dalla Costituzione nella forma attuale. Ma il termine "premierato" non ha una definizione precisa e può essere declinato in vari modi.

Cosa si intende per premierato

In Italia si usa spesso, ma impropriamente, il termine premier - dal francese, primo - per designare il capo del governo che talvolta è stato percepito come votato direttamente alle urne. Probabilmente ciò è accaduto perché dal 1994 al 20…

"Mi pare che vi sia una chiusura netta su un'elezione diretta del presidente della Repubblica, mentre mi sembra ci siano posizioni più variegate sull'elezione del presidente del Consiglio". Così Giorgia Meloni, al termine della giornata di incontri alla Camera con le opposizioni sul tema delle riforme, prende atto che il modello di riforma che incontra "minore opposizione" è quella del premierato. La forma di governo che concede al presidente del Consiglio più poteri di quelli accordati dalla Costituzione nella forma attuale. Ma il termine "premierato" non ha una definizione precisa e può essere declinato in vari modi.

Cosa si intende per premierato

In Italia si usa spesso, ma impropriamente, il termine premier - dal francese, primo - per designare il capo del governo che talvolta è stato percepito come votato direttamente alle urne. Probabilmente ciò è accaduto perché dal 1994 al 2008 le coalizioni che si sono presentate hanno indicato Silvio Berlusconi o Romano Prodi come futuro presidente del Consiglio sulla scheda elettorale.

Ma com'è noto, oggi secondo l'articolo 92 della Costituzione è il presidente della Repubblica previa consultazioni delle forze politiche, a "nominare il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri". Invece il premierato, prevede governi di legislatura basati di norma su coalizioni che riconoscano come leader chi sia stato indicato, prima del voto, dal partito più votato. Il governo, pur nascendo formalmente in Parlamento, in sostanza prende forma dal voto degli elettori.

In termini generali dunque, i criteri che individuano un premierato sono l'indicazione del capo di governo da parte dell'elettorato e un ruolo rafforzato del premier rispetto al Parlamento. Un sistema in cui il presidente del Consiglio ha per esempio il potere di revocare i ministri, rimanendo comunque legato a un rapporto di fiducia con il Parlamento. Prototipo di questo sistema è il 'modello Westminster' ossia quello vigente nel Regno Unito.

Nei casi in questo rapporto rischia di venire meno e con l'obiettivo di garantire una relativa stabilità, può essere introdotta la cosiddetta sfiducia costruttiva, cioè l'impossibilità per le Camere di sfiduciare un governo se contestualmente non viene accordata la fiducia a un altro esecutivo. Come avviene nel cosiddetto cancellierato tedesco, la forma di governo sostenuta dal Pd e Azione di Carlo Calenda.

L'elezione diretta e il "sindaco d'Italia"

Il modello apprezzato da Italia Viva di Matteo Renzi importa le regole vigenti per i comuni: l'elezione diretta del capo dell'esecutivo attraverso un sistema a doppio turno che, introdotto nel 1993, ha dimostrato di garantire una discreta stabilità alle amministrazioni. In caso di sfiducia o dimissioni del premier sarebbe previsto lo scioglimento automatico delle Camere.

Il "sindaco d'Italia" sarebbe in pratica un'elezione diretta del premier, che allo stato attuale non è prevista in nessuna delle democrazie occidentali. Unico caso recente, Israele, dove l'elezione diretta è stata introdotta negli anni '90 e successivamente abbandonata.

La differenza con il presidenzialismo

A differenza del premierato, il presidenzialismo, sistema preferito da Giorgia Meloni che ha sostenuto più volte di guardare con favore al modello americano, si basa sulla separazione tra potere legislativo ed esecutivo, centrato sulla figura del presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo.

A sua volta si distingue dal semipresidenzialismo - il sistema francese - dove i leader di partito competono per la carica di presidente della Repubblica, che è il vero capo dell'esecutivo mentre il primo ministro è in pratica un esecutore.