Comunali, legge elettorale, doppio turno, voto disgiunto: ecco come si vota
di Gabriele BartoloniIl 14 e il 15 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative in quasi 600 città. Dopodiché il 28 e il 29 sarà la volta di Sardegna e Sicilia. In tutto sono quasi 800 le città interessate dal voto di maggio. Urne aperte due giorni: sarà possibile votare sia la domenica dalle 7 alle 23 che il lunedì fino alle 15. Sono 17 i capoluoghi al voto, di cui uno di regione (Ancona). Ma la maggioranza dei comuni interessati ha una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti, dove vige una legge elettorale diversa rispetto a quella in vigore nelle città più grandi. Ecco come si vota.
Sopra i 15 mila abitanti
Nelle città con più di 15 mila abitanti quando nessun candidato supera il 50 per cento dei voti il primo e il secondo classificato si sfidano a distanza di due settimane al turno di ballottaggio. Qui viene proclamato sindaco il candidato che ottiene anche un solo voto in più dell'altro. In questi com…
Il 14 e il 15 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative in quasi 600 città. Dopodiché il 28 e il 29 sarà la volta di Sardegna e Sicilia. In tutto sono quasi 800 le città interessate dal voto di maggio. Urne aperte due giorni: sarà possibile votare sia la domenica dalle 7 alle 23 che il lunedì fino alle 15. Sono 17 i capoluoghi al voto, di cui uno di regione (Ancona). Ma la maggioranza dei comuni interessati ha una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti, dove vige una legge elettorale diversa rispetto a quella in vigore nelle città più grandi. Ecco come si vota.
Sopra i 15 mila abitanti
Nelle città con più di 15 mila abitanti quando nessun candidato supera il 50 per cento dei voti il primo e il secondo classificato si sfidano a distanza di due settimane al turno di ballottaggio. Qui viene proclamato sindaco il candidato che ottiene anche un solo voto in più dell'altro. In questi comuni è ammesso il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare un candidato diverso dalla lista per la quale si è deciso di votare. Oltre al sindaco si rinnova anche il consiglio comunale. Al candidato vincente spetta il 60 per cento dei seggi, mentre all'opposizione va il rimanente 40 per cento. I seggi vengono assegnati in base ai voti ottenuti dalle singole liste durante il primo turno.
Sono dunque tre i modi attraverso cui l'elettore può esprimere il proprio voto: tracciando una X sul nome del candidato sindaco (il voto andrà solo al candidato contrassegnato); barrando il simbolo di una lista a sostegno di un candidato (la preferenza verrà esteso anche al candidato sindaco) o, infine, tracciando un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista non collegata. In quest'ultimo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata.
Sotto i 15 mila abitanti
Nelle città con meno di 15 mila abitanti vince il candidato che ha preso più voti a prescindere dalla percentuale ottenuta, anche se quest'ultima si colloca sotto il 50 per cento. Non sono previsti secondo turni a patto che il primo e il secondo classificato non abbiano ottenuto lo stesso identico numero di preferenze. In questo caso si procederà con il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti. A differenza delle città più grandi, nei comuni inferiori ai 15 mila abitanti non è ammesso il voto disgiunto. L'elettore dunque non può barrare il simbolo di una lista non collegata al candidato per il quale ha deciso di votare.
Le regole in Sicilia
La Sicilia è l'unica regione in cui il meccanismo per l'elezione dei sindaci si discosta da quello in vigore nel resto d'Italia. Qui per vincere basta superare il 40 per cento dei voti. Oltre questa soglia vince il candidato che ha ottenuto più preferenze. Si procede con il ballottaggio solo se nessuno degli sfidanti riesce a superare il 40 per cento dei voti.