Comunali, le sfide più importanti tra la destra unita e il centrosinistra frammentato, ecco come e quando si vota
di Gabriele BartoloniMaggio è il mese delle elezioni amministrative. Si parte domenica 14 e lunedì 15, quando andrà in scena la prima tranche elettorale che coinvolgerà circa 600 città sparse in tutta Italia. A fine mese - date fissate per il 28 e il 29 maggio - sarà la volta di Sicilia e Sardegna, che per le comunali hanno optato per una data distanziata di due settimane rispetto a quella fissata al livello nazionale. Le urne saranno anche un mini-test per misurare la competitività delle forze di maggioranza dopo 8 mesi di governo e la compattezza di un’opposizione frammentata in parlamento quanto sui territori.
Le sfide più importanti
In palio, tra la prima e la seconda tornata, ci sono quasi 800 comuni di cui 17 città capoluogo. Si tratta di Ancona, Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Terni, Latina, Teramo, Brindisi, Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani. Il centrodestra parte in vantaggi…
Maggio è il mese delle elezioni amministrative. Si parte domenica 14 e lunedì 15, quando andrà in scena la prima tranche elettorale che coinvolgerà circa 600 città sparse in tutta Italia. A fine mese - date fissate per il 28 e il 29 maggio - sarà la volta di Sicilia e Sardegna, che per le comunali hanno optato per una data distanziata di due settimane rispetto a quella fissata al livello nazionale. Le urne saranno anche un mini-test per misurare la competitività delle forze di maggioranza dopo 8 mesi di governo e la compattezza di un’opposizione frammentata in parlamento quanto sui territori.
Le sfide più importanti
In palio, tra la prima e la seconda tornata, ci sono quasi 800 comuni di cui 17 città capoluogo. Si tratta di Ancona, Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Terni, Latina, Teramo, Brindisi, Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani. Il centrodestra parte in vantaggio: al momento ha in mano 9 città, mentre il centrosinistra ne governa soltanto 6; altre due sono sotto commissariamento e un'altra è amministrata da un sindaco di Azione. Sta al centrosinistra, dunque, l’onere di ribaltare il risultato nei comuni capoluogo, anche se saranno i piccoli centri quelli maggiormente coinvolti da queste elezioni.
Poche alleanze nel fronte progressista, il centrodestra si presenta compatto
Obiettivo del Pd è dare impulso al nuovo corso della segretaria di Elly Schlein incassando un altro buon risultato sui territori dopo quello conseguito a Udine con la vittoria del sindaco Alberto De Toni. Impresa ardua: il centrosinistra dovrà scontrarsi con un centrodestra più compatto e competitivo che mai. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si presenteranno unite in quasi tutte le città al voto. Le eccezioni sono poche, a differenza del centrosinistra. Specie nei comuni più importanti.
Quando si vota, date e orari
Si vota il 14 e il 15 maggio nella maggior parte dei comuni, mentre in Sicilia e Sardegna le date sono quelle del 28 e 29. In entrambi i casi si potrà votare sia di domenica che di lunedì. Il primo giorno le urne saranno aperte dalle 7 di mattina alle 23. Durante il secondo, invece, sarà possibile recarsi al seggio solo fino alle 15. Nei comuni con una popolazione superiore a 15 mila abitanti gli eventuali turni di ballottaggio, nel caso in cui nessun candidato abbia il 50 per cento dei voti, si terranno il 28 e il 29 maggio. In Sicilia e Sardegna, invece, le date del secondo turno sono fissate per l'11 e il 12 giugno.
La legge elettorale
La legge prevede due differenti sistemi elettorali in base alla popolazione del comune interessato. Nelle città con meno di 15 mila abitanti vince il candidato che ottiene più voti a prescindere dalla percentuale ottenuta. Nelle città con più di 15 mila abitanti, invece, quando nessuno supera il 50 per cento dei voti, il primo e il secondo classificato si sfidano a distanza di due settimane al turno di ballottaggio. Viene proclamato sindaco il candidato che ottiene anche un solo voto in più dell'altro. Solo nella prima categoria di comuni (quelli inferiori a 15 mila abitanti) non è ammesso il voto disgiunto, cioè la possibilità di votare una lista non collegata al candidato sindaco per cui si è deciso di votare.