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Comunali 2023, voto disgiunto: come funziona e dove è permesso

(agf)
Il 14 e il 15 maggio si vota per le elezioni amministrative in 595 comuni. Salvo i 13 capoluoghi al voto, queste elezioni coinvolgeranno soprattutto i piccoli centri o in ogni caso i comuni con un popolazione inferiore ai 15 mila abitanti
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Il 14 e il 15 maggio si vota per le elezioni amministrative in 595 comuni (4 milioni e mezzo di elettori). Salvo i 13 capoluoghi al voto, queste elezioni coinvolgeranno soprattutto i piccoli centri o in ogni caso i comuni con un popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Sotto questa soglia vince il candidato che ottiene più voti, a prescindere dalla percentuale ottenuta, mentre nei comuni sopra i 15 mila è necessario superare il 50 per cento dei voti. In caso contrario vanno al ballottaggio i due candidati più votati. Un’altra differenza riguarda il voto disgiunto, ammesso o meno in base alla popolazione del comune interessato. Ecco come funziona.

Come funziona il voto disgiunto e dove è permesso

Il voto disgiunto è ammesso solo nei comuni con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti e consente all’elettore di poter barrare una lista non collegata al candidato per il quale si è deciso di votare. In questo modo l&rsquo…

Il 14 e il 15 maggio si vota per le elezioni amministrative in 595 comuni (4 milioni e mezzo di elettori). Salvo i 13 capoluoghi al voto, queste elezioni coinvolgeranno soprattutto i piccoli centri o in ogni caso i comuni con un popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Sotto questa soglia vince il candidato che ottiene più voti, a prescindere dalla percentuale ottenuta, mentre nei comuni sopra i 15 mila è necessario superare il 50 per cento dei voti. In caso contrario vanno al ballottaggio i due candidati più votati. Un’altra differenza riguarda il voto disgiunto, ammesso o meno in base alla popolazione del comune interessato. Ecco come funziona.

Come funziona il voto disgiunto e dove è permesso

Il voto disgiunto è ammesso solo nei comuni con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti e consente all’elettore di poter barrare una lista non collegata al candidato per il quale si è deciso di votare. In questo modo l’elettore avrà la possibilità di contribuire alla vittoria del sindaco e allo stesso tempo aiutare la lista votata nella ripartizione dei seggi in consiglio comunale. 

Quest’ultimo viene ripartito tra maggioranza e opposizione in base ai voti ottenuti da ciascuno schieramento. Al vincitore vengono assegnati automaticamente il 60 per cento dei seggi e all’interno di questa quota i posti vengono assegnati in base ai voti ottenuti dalle singole liste. Il resto viene diviso tra i partiti di opposizione, sempre in base alle preferenza prese da ciascuna lista. Il tutto viene fatto sulla base dei risultati del primo turno. 

L’elettore dunque avrà tre modi per poter esprimere la preferenza: tracciando una X sul nome del candidato sindaco (il voto andrà solo al candidato contrassegnato); barrando il simbolo di una lista collegata ad un candidato sindaco (la preferenza verrà esteso anche al candidato) o, infine, tracciando un segno sia sul candidato sindaco che sulla lista non collegata. In quest'ultimo caso il voto verrà assegnato ad entrambi, lista e candidato. 

Nei comuni inferiori ai 15 mila abitanti il voto disgiunto non è ammesso. Dunque l’elettore dovrà necessariamente contrassegnare una lista collegata al candidato sindaco per cui ha deciso di votare.