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“Italia federale e premierato”, spot della destra per le Comunali

(ansa)
Meloni, Tajani e Salvini rilanciano le riforme. “Senza numeri c’è il referendum”
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L'ultimo comizio prima del voto amministrativo di domani e lunedì, diventa per la destra uno spot sulle riforme. Che Giorgia Meloni volesse tirare dritto lo si sapeva, ma dal palco di Brescia (città che la maggioranza di governo punta a strappare alla sinistra) arriva la conferma:"Non vi fate prendere in giro, vi diranno che fare la riforma della Costituzione non è una priorità, la verità è che hanno paura di una riforma che rimetta il potere di scelta dei cittadini al centro del sistema". Aggiunge che la ricetta che ha in mente è questa: "Governi stabili che durino 5 anni e affidino ai cittadini la scelta". Insiste poi sul fatto che andrà avanti comunque, e che se i numeri in Parlamento non ci sono, i cittadini si esprimeranno col referendum. Dal momento che "questa nazione la cambiamo davvero o non c'è bisogno che stiamo al governo come hanno fatto tutti gli altri".

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L'ultimo comizio prima del voto amministrativo di domani e lunedì, diventa per la destra uno spot sulle riforme. Che Giorgia Meloni volesse tirare dritto lo si sapeva, ma dal palco di Brescia (città che la maggioranza di governo punta a strappare alla sinistra) arriva la conferma:"Non vi fate prendere in giro, vi diranno che fare la riforma della Costituzione non è una priorità, la verità è che hanno paura di una riforma che rimetta il potere di scelta dei cittadini al centro del sistema". Aggiunge che la ricetta che ha in mente è questa: "Governi stabili che durino 5 anni e affidino ai cittadini la scelta". Insiste poi sul fatto che andrà avanti comunque, e che se i numeri in Parlamento non ci sono, i cittadini si esprimeranno col referendum. Dal momento che "questa nazione la cambiamo davvero o non c'è bisogno che stiamo al governo come hanno fatto tutti gli altri".

A farle eco è Matteo Salvini che, sempre da Brescia, assicura: "L'obiettivo è arrivare a fine legislatura con un'Italia federale e i cittadini che eleggeranno direttamente il premier e per cinque anni il voto dei cittadini non si tocca". Quindi autonomia differenziata e premierato.

Più che mai queste amministrative diventano un test di politica nazionale. Domani e lunedì si vota in 760 comuni per eleggere il sindaco e rinnovare il consiglio. Sono 5 milioni e 400 mila gli italiani chiamati alle urne, il 10,8% della popolazione. Le città capoluogo sono 13: Ancona (unico capoluogo di regione), Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso e Vicenza. Di queste, 7 hanno una amministrazione uscente di centrodestra, 5 di centrosinistra, e Latina è stata retta da un commissario prefettizio. I Comuni con più di 15 mila abitanti in cui nessun candidato sindaco raggiungerà il 50% più uno dei voti, andranno al ballottaggio, che si terrà il 28 e 29 maggio (giorni in cui in Sicilia e Sardegna ci sarà il primo turno delle comunali). In Trentino e Valle d'Aosta si va alle urne il 21 maggio.

Il ballottaggio è lo scoglio più temuto dalla destra, che nel secondo turno si ritrova un avversario più forte, perché la sinistra si unisce. Il risultato a Udine solo un mese fa, dove il centrosinistra ha vinto con l'ex rettore Alberto De Toni, ribaltando i numeri del primo round, è stato un boccone amaro per la destra. Che tra le riforme in cantiere ha anche quella di eliminare il ballottaggio alle Comunali. Il Pd di Elly Schlein invece è al modello Udine che pensa per incassare un buon risultato. Per la segretaria dem è la prima vera prova del nove. Il Pd riterrebbe una vittoria strappare alla destra almenouna delle ex roccaforti della rossa Toscana (Siena, Pisa, Massa) e tenere laddove ha governato finora. Ancora una volta il centrosinistra è ad alleanze variabili. Pd e M5S sono alleati in 4 capoluoghi (Latina, Pisa, Brindisi e Teramo). Conte dal palco di Ostuni rivendica il ruolo di "garante" della legalità del Movimento: "Quando ci siamo noi qualsiasi infiltrazione non è possibile".

Le alleanze del Pd anche con Azione e Iv sono in 6 capoluoghi: Brescia, Vicenza, Ancona, Pisa, Treviso, Brindisi. Il centrodestra si spacca solo a Massa dove FdI ha presentato un candidato sindaco, Marco Guidi, diverso da quello di Lega, FI e liste civiche, che è Francesco Persiani, uscente. Prova a portare il centrosinistra alla riconquista di Massa Enzo Romolo Ricci. Urne aperte domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Però la prima grande incognita per tutti i partiti è l'astensionismo. Alle amministrative del 2022 votò il 54% degli aventi diritto, con un calo del 5,4% rispetto alla precedente tornata. C'è insomma una disaffezione costante.