✕

Ruotolo: "Sulle barricate in difesa del pluralismo. La tv pubblica è diversità"

Intervista al responsabile Informazione del Pd: "Non è solo il cambio di caselle a preoccupare ma anche la narrazione che la destra vuol fare"
1 minuti di lettura

ROMA - "La vedo drammatica, questa è una destra prenditrice e vendicativa", dice Sandro Ruotolo, nominato responsabile Informazione e cultura della segreteria Pd da Elly Schlein.

Da destra diranno: è una scelta di Fabio Fazio.
"Qualcuno ha fatto qualcosa per trattenerlo? Non capiscono il danno che fanno al Paese. Ridurre un'offerta televisiva così forte com'era quella espressa da Fazio non ha nessun senso".

La cartina di tornasole è quel "belli ciao" di Salvini?
"Non solo, c'è quel che è successo nelle settimane prima con il decreto contra personam, il non voler aspettare la scadenza naturale di Fuortes. Non ci hanno ancora spiegato il motivo per cui lo si è congedato. Non vorrei che il presidente Sergio Mattarella fosse costretto a intervenire come fece Carlo Azeglio Ciampi. Era il 2002 e il presidente inviò un messaggio sul pluralismo alle Camere".

Siamo ai livelli dell'…

ROMA - "La vedo drammatica, questa è una destra prenditrice e vendicativa", dice Sandro Ruotolo, nominato responsabile Informazione e cultura della segreteria Pd da Elly Schlein.

Da destra diranno: è una scelta di Fabio Fazio.
"Qualcuno ha fatto qualcosa per trattenerlo? Non capiscono il danno che fanno al Paese. Ridurre un'offerta televisiva così forte com'era quella espressa da Fazio non ha nessun senso".

La cartina di tornasole è quel "belli ciao" di Salvini?
"Non solo, c'è quel che è successo nelle settimane prima con il decreto contra personam, il non voler aspettare la scadenza naturale di Fuortes. Non ci hanno ancora spiegato il motivo per cui lo si è congedato. Non vorrei che il presidente Sergio Mattarella fosse costretto a intervenire come fece Carlo Azeglio Ciampi. Era il 2002 e il presidente inviò un messaggio sul pluralismo alle Camere".

Siamo ai livelli dell'editto bulgaro di Silvio Berlusconi?
"Quello era il centrodestra, questa è la destra dove non si vedono i liberali. Si dovrebbe pensare a una offerta televisiva di crescita, dall'intrattenimento all'approfondimento, garantendo il pluralismo. E invece non è solo il cambio di caselle a preoccupare ma anche la narrazione che si vuole fare. L'onnipresente ministro Sangiuliano ha parlato di egemonia, è quella di Lollobrigida che parla di sostituzione etnica? Di Meloni che mistifica la storia sulle Fosse Ardeatine e La Russa lo stesso su via Rasella? C'è da essere molto preoccupati".

Come nuovo Pd quale sarà la vostra linea di azione?
"Per noi chiaramente è importante garantire il pluralismo, servirebbe una legge sul conflitto di interesse e comunque faremo le barricate per la difesa dell'articolo 21. Se pensano di spartirsi la lenzuonata di nomine si sbagliano. Non pensassero di tagliare le voci scomode, ci deve essere il dissenso, un punto di vista diverso. La Rai è forte quando esprime punti di vista diversi".

La vicenda Rovelli fa parte della stessa storia?
"C'è chi è più realista del re, a volte. Vediamo una fragilità, una paura di sbagliare, che non fa presagire nulla di buono".

Magari in "quota Pd" potrebbe tornare Michele Santoro?
"Non compete certo a me fare nomi e segnalazioni. Noi dobbiamo studiare il contratto di servizio, mentre le scelte editoriali toccano ad altri. Chi sono io per dire chi deve esserci o meno? A noi interessa la qualità del prodotto, e poi è il pubblico che decide con il telecomando cosa funziona o meno. Al netto della programmazione di interesse culturale che non può essere vincolata alla profittabilità".