Europe for Peace e marcia Perugia-Assisi: la mobilitazione pacifista per la fine della guerra in Ucraina
di Matteo PucciarelliTutto pronto per la classica marcia per la pace Perugia-Assisi: appuntamento fissato per il 21 maggio. Fondata da Aldo Capitini nel 1961, quest'anno il cammino si intitola "Trasformiamo il futuro" e come da tradizione sarà una processione laica a cui si partecipa per testimoniare, per sentirsi parte di qualcosa. Ci si portano i figli, ci si accompagnano i genitori anziani, partecipano le scuole, sindaci e assessori comunali, parroci, suore, il presidente della Repubblica invia annualmente il proprio messaggio. "Chiediamo alla buona politica di raccogliere l'invito di Papa Francesco e fare tutto ciò che è in suo potere per ottenere l'immediato cessate il fuoco", è scritto nell'appello degli organizzatori.
Quest'anno però la marcia sarà anticipata dall'assemblea del giorno prima di "Europe for Peace", il coordinamento delle varie associazioni non-violente che aveva organizzato la grande mani…
Tutto pronto per la classica marcia per la pace Perugia-Assisi: appuntamento fissato per il 21 maggio. Fondata da Aldo Capitini nel 1961, quest'anno il cammino si intitola "Trasformiamo il futuro" e come da tradizione sarà una processione laica a cui si partecipa per testimoniare, per sentirsi parte di qualcosa. Ci si portano i figli, ci si accompagnano i genitori anziani, partecipano le scuole, sindaci e assessori comunali, parroci, suore, il presidente della Repubblica invia annualmente il proprio messaggio. "Chiediamo alla buona politica di raccogliere l'invito di Papa Francesco e fare tutto ciò che è in suo potere per ottenere l'immediato cessate il fuoco", è scritto nell'appello degli organizzatori.
Quest'anno però la marcia sarà anticipata dall'assemblea del giorno prima di "Europe for Peace", il coordinamento delle varie associazioni non-violente che aveva organizzato la grande manifestazione pacifista di Roma, lo scorso novembre. All'incontro fissato a Perugia si tenterà di uscire con delle proposte più politiche e pratiche riguardanti il conflitto in Ucraina. All'ordine del giorno ci sono diversi punti che vanno in questa direzione: il bilancio di più di un anno di guerra e quello della mobilitazione (politica, di solidarietà) di Europe for Peace; le proposte politiche, cioè negoziato e conferenza di pace; il rapporto con la politica e le istituzioni; e poi fra le altre cose la costruzione di una mobilitazione pacifista e di una rete in Europa e le esperienze realizzate nei diversi Paesi.
Siccome il movimento per la pace non è magmatico e quindi sensibilità e concretezza nell'azione cambiano tra le diverse realtà, va detto che l'istituzionalizzazione della marcia in sé, che poi è uno specifico obiettivo politico, non a tutti piace. Viste da fuori sembrano differenze tutto sommato minime, se non impercettibili. Anche perché anche stavolta alla marcia in sé si preannuncia una partecipazione larghissima e unitaria. Dalle realtà cattoliche di base a quelle della sinistra, esponenti del Pd e del clero, le associazioni che fanno parte della Rete pace disarmo e le personalità che hanno firmato l'appello di Michele Santoro.