Rai, Conte si astiene sulla nuova stagione meloniana. Il M5S tratta per le nomine
di Matteo PucciarelliI rapporti tra la Rai di Carlo Fuortes e il M5S erano nulli, con Giuseppe Conte che con il Movimento al governo nel novembre 2021 aveva denunciato l'esclusione da tutte le nomine del suo partito. Sarà anche per questo che, con la destra che ha voltato pagina, i 5 Stelle guardano con una certa benevola cautela al nuovo corso di Roberto Sergio. E anche per questo motivo Alessandro Di Majo, esponente nel cda in quota M5S, si è astenuto su Sergio.
Ma comunque nel voto per l'amministratore delegato anche l'astensione sul piano simbolico vale quasi come un via libera. I membri del cda sono sette, in caso di parità il voto della presidente filo-renziana Marinella Soldi vale doppio; e l'unico voto certamente contrario è quello di Francesca Bria (area Pd). "La partita della Rai la sta gestendo direttamente Conte", raccontano da via di Campo Marzio. Rai News, la direzione di Rai Fiction, Parlamento, Cultura o Cinema, una delle radio, un pro…
I rapporti tra la Rai di Carlo Fuortes e il M5S erano nulli, con Giuseppe Conte che con il Movimento al governo nel novembre 2021 aveva denunciato l'esclusione da tutte le nomine del suo partito. Sarà anche per questo che, con la destra che ha voltato pagina, i 5 Stelle guardano con una certa benevola cautela al nuovo corso di Roberto Sergio. E anche per questo motivo Alessandro Di Majo, esponente nel cda in quota M5S, si è astenuto su Sergio.
Ma comunque nel voto per l'amministratore delegato anche l'astensione sul piano simbolico vale quasi come un via libera. I membri del cda sono sette, in caso di parità il voto della presidente filo-renziana Marinella Soldi vale doppio; e l'unico voto certamente contrario è quello di Francesca Bria (area Pd). "La partita della Rai la sta gestendo direttamente Conte", raccontano da via di Campo Marzio. Rai News, la direzione di Rai Fiction, Parlamento, Cultura o Cinema, una delle radio, un programma condotto da qualcuno vicino al M5S. Di motivi per trattare ce ne sono, e considerato che si parte dallo zero di Fuortes per l'ex presidente del Consiglio, che ha buoni rapporti anche con il probabile direttore meloniano del Tg1 Gianmarco Chiocci, comunque vada sarà un progresso.
Certo è, però, che tutta la vicenda stride un po' con la denuncia di occupazione della Rai da parte della destra e infatti in queste settimane il Movimento si è ben guardato da alzare i toni contro gli appetiti di Giorgia Meloni e soci. Eloquente anche il silenzio dei Cinque stelle sull'addio alla tv pubblica, dopo quaranta anni, del conduttore Fabio Fazio. Si apre la stagione meloniana della Rai e Conte non si mette di traverso. Anzi. In un'intervista alla Stampa il leader M5S propone la convocazione degli Stati generali della tv - al tavolo maggioranza e opposizione - per riformare viale Mazzini. E sul voto in cda afferma: "Decide Di Majo, in scienza e coscienza". Inizia la partita delle nomine, il Movimento stavolta non sta a guardare.