Fazio lascia la Rai dopo 40 anni: "Non sono un uomo per tutte le stagioni"
di Silvia FumarolaROMA - A ottobre avrebbe festeggiato quarant'anni di carriera in Rai, ma le strade si separano. Da giorni circolavano voci sul passaggio di Fabio Fazio a Discovery, dopo che non gli era stato rinnovato il contratto (in scadenza alla fine di giugno). E l'annuncio ufficiale è arrivato. Il conduttore di Che tempo che fa ha firmato per Warner Bros. Discovery: sarà protagonista sul canale Nove con Luciana Littizzetto. Un accordo quadriennale che prevede nuovi progetti già dall'autunno.
In collegamento col Tg3 Fazio spiega: "Il mio lavoro continuerà altrove, d'altronde non tutti i protagonisti sono adatti per tutte le narrazioni, me ne sono reso conto. E quindi continuo a fare serenamente altrove quello che ho sempre fatto in questi quarant'anni. Vorrei esprimere anche in questa occasione gratitudine nei confronti delle persone con cui ho lavorato per tutta la vita in Rai, conserverò solo un ricordo meraviglioso". Poi, a Che …
ROMA - A ottobre avrebbe festeggiato quarant'anni di carriera in Rai, ma le strade si separano. Da giorni circolavano voci sul passaggio di Fabio Fazio a Discovery, dopo che non gli era stato rinnovato il contratto (in scadenza alla fine di giugno). E l'annuncio ufficiale è arrivato. Il conduttore di Che tempo che fa ha firmato per Warner Bros. Discovery: sarà protagonista sul canale Nove con Luciana Littizzetto. Un accordo quadriennale che prevede nuovi progetti già dall'autunno.
In collegamento col Tg3 Fazio spiega: "Il mio lavoro continuerà altrove, d'altronde non tutti i protagonisti sono adatti per tutte le narrazioni, me ne sono reso conto. E quindi continuo a fare serenamente altrove quello che ho sempre fatto in questi quarant'anni. Vorrei esprimere anche in questa occasione gratitudine nei confronti delle persone con cui ho lavorato per tutta la vita in Rai, conserverò solo un ricordo meraviglioso". Poi, a Che tempo che fa, dopo gli attestati di stima e solidarietà da parte di diversi ospiti, aggiunge: "Ci tengo a precisare che io e Luciana non abbiamo nessuna vocazione a sentirci vittime né martiri: siamo persone fortunatissime e avremo occasione di continuare altrove il nostro lavoro".
Il governo Meloni è pronto a rivoluzionare il servizio pubblico, Fazio era nel mirino. La decisione di lasciare la Rai arriva prima del cambio dei vertici di viale Mazzini; oggi l'assemblea degli azionisti indicherà Roberto Sergio come nuovo ad. Il caso Fazio tiene banco tra i veleni, con Matteo Salvini, leader della Lega e ministro delle Infrastrutture, che esulta con un post su Facebook: "Belli ciao", e l'emoji della mano che saluta. Un commento che scatena reazioni indignate. "Da lui" ha dichiarato Fazio in più occasioni, "ho subito 123 attacchi".
Redde rationem in Rai sul mancato contratto, volano gli stracci. L'ad uscente Carlo Fuortes nella riunione del consiglio del 5 maggio ha posto il tema, ricordando che il 18 maggio sarebbe scaduta la prelazione per il rinnovo dell'accordo. Ma non si sarebbe mai arrivati a discuterne, qualche giorno dopo Fuortes si è dimesso. Lo spiega il consigliere Riccardo Laganà: "Il cda è stato informato solo il 5 maggio della imminente scadenza dei contratti di Fazio e Officina. Molti dovrebbero chiarire su quanto avvenuto".
La Rai precisa con una nota che il cda non ha permesso a Fuortes di decidere sui piani autunnali: "Nella seduta del 3 marzo il cda ha limitato l'approvazione dei piani di produzione e trasmissione solo fino al 31 agosto 2023". La presidente Marinella Soldi e i consiglieri sottolineano come quei piani siano stati approvati a maggioranza e su proposta dello stesso Fuortes. "L'approvazione dei piani ha valenza procedurale e non limita la responsabilità e possibilità dell'ad nella cura dell'attività di gestione di programmi delle stagioni a venire. Nessuna proposta su contratti di programmi di rilevanza strategica - come quello di Fazio - è stata portata all'attenzione del cda in questi mesi". Maurizio Gasparri propone alla Rai "di lasciare vuoto lo spazio televisivo mettendo un'immagine fissa al posto di Fazio".
Il Pd critica Salvini, con l'ex segretario Enrico Letta che punta il dito contro tutta la destra. "Che tempo che fa di Fazio è stato uno dei migliori prodotti culturali della tv italiana. La destra al potere sceglie di privarsene e fa un danno alla tv, alla cultura e all'Italia". "Non spetta a me", osserva Peppe Provenzano "difendere la professionalità di Fazio. E non ci vuole un genio per capire che il suo addio alla Rai rappresenta un danno per l'azienda e il servizio pubblico. L'arroganza, l'ottusità e il rancore possono far parlare così. Ma un ministro non può parlare così". "Imbarazzante, un ministro imbarazzante" scrive su Twitter Alessia Morani. "Il servizio pubblico perde due competenze indiscusse anche sul fronte degli ascolti impoverendo la sua offerta", dice Gianni Cuperlo (Pd). "Il ministro e vice premier Salvini twitta felice come un fanciullo "Belli ciao". La differenza? Fazio e Littizzetto sono due protagonisti della comunicazione e della cultura. Salvini era e resterà un dilettante della politica e (ahimè) un incompetente chiamato a svolgere funzioni superiori alle sue capacità".
"Salvini conferma quello che tutti sappiamo: la Rai è terra di conquista, proprietà dei partiti e delle maggioranze di governo - scrive in una nota Daniela Ruffino di Azione - La sua esultanza per l'uscita di Fazio e Littizzetto conferma che ai "padroni" politici non interessano la qualità dei programmi o gli introiti pubblicitari. No: alla politica interessa una tv pubblica che sia come una cameriera a ore. A Salvini non importa se Fazio porterà via spettatori e pubblicità. Tanto ci sono milioni di utenti obbligati a pagare il canone, salvo seguire Fazio su un altro canale. Salvini esulta per la sua uscita, Discovery per il suo arrivo". Ricordando i grandi ospiti del programma di Rai 3 - da Obama a Meryl Streep - Marco Furfaro osserva come Salvini stia irridendo "tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno contribuito a rendere Che tempo che fa un'eccellenza della Rai. Esultare per la censura di un programma è da poco intelligenti o da autoritari. Ma spesso le due cose coincidono". E Gianfranco Pagliarulo, presidente dell'Anpi, non ha dubbi: "Con i nuovi vertici Rai, il non rinnovo del contratto a Fazio e Littizzetto è l'evidente avvio di una epurazione. Parla il rancoroso e meschino commento di Salvini "belli ciao". È una ferita al servizio pubblico e al Paese".