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Retromarcia del Senato sullo studio che sconfessa l'autonomia: "Era una bozza". Pd e 5S: "Censura"

Il ministro Roberto Calderoli
Il ministro Roberto Calderoli 
Palazzo Madama si scusa per il documento in cui si parla di criticità sulla riforma spinta da Calderoli. La segreteria dem attacca: "Grave se una manina avesse sollecitato il ritiro del documento". L'ufficio stampa: "Non l'abbiamo ritirato". I grillini: "L'Ufficio Studi certifica l'insostenibilità del progetto"
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Era una "bozza provvisoria, non ancora verificata". Palazzo Madama fa retromarcia e "si scusa con la stampa e con gli utenti per il disservizio arrecato", per la pubblicazione di un post sulla pagina LinkedIn del Senato che richiama un documento redatto dall'Ufficio Studi in cui si parlava di "criticità" nel disegno di legge sull'autonomia del ministro Roberto Calderoli.  La bufera, però si era già scatenata e c'è da immaginare che la precisazione non la farà sopire. Anzi. Pd e M5s parlano di "censura": "Ciò che sta avvenendo in Senato ha dell'incredibile", afferma il senatore del Pd Alessandro Alfieri, responsabile Pnrr e Riforme per i dem. E Marco Sarracino, deputato e responsabile Sud e Coesione della segreteria nazionale Pd, mette in guardia: "Sarebbe grave se una manina avesse sollecitato il ritiro di un documento di un organo dello Stato. E sarebbe ancora peggio se fosse partito un processo di normalizzazione delle strutture tecniche, che come è noto svolgono con grande professionalità e imparzialità il loro lavoro". "Questo governo è tanto imbarazzante quanto pericoloso - dice la vicecapogruppo M5S a Montecitorio, Vittoria Baldino - Non solo ferma la pubblicazione di un importante dossier sul ddl Calderoli, per evidente imbarazzo, ma impedisce ai cittadini di essere informati sulla pericolosità dell'autonomia differenziata. Quanto accaduto è gravissimo".

Tanto che poi da Palazzo Madama arriva un'altra nota: la puntualizzazione della rettifica. "Si precisa - è scritto - che, come è verificabile direttamente dal sito del Senato, il dossier sull'autonomia non è stato rimosso, né modificato in alcuna parte. Poiché il dossier era provvisorio e non era stato verificato, si è provveduto esclusivamente a specificare l'errore tecnico".

Le opposizioni hanno messo in evidenza anche il merito delle osservazioni contenute nel documento dell'Ufficio Studi, sulle quali si rischia tra l'altro di aprire un fronte di tensione nella maggioranza, tra FdI e il Carroccio. "Non c'è che dire, oggi è proprio una giornata nera per il governo, in particolare per il ministro Calderoli e per tutte le pericolose ambizioni autonomiste della Lega", sottolinea infatti Alessandra Maiorino, vicepresidente del gruppo M5s di Palazzo Madama e capogruppo pentastellato in Commissioni affari costituzionali. E fa rilevare che "il cuore delle critiche dei tecnici di palazzo Madama consiste nell'insostenibilità dell'impianto, perché non riesce a tenere insieme l'aspirazione di aumento di gettito di fiscale, da parte delle regioni che chiedono il trasferimento di maggiori funzioni, e la necessità di garantire, e quindi finanziare, i Livelli essenziali delle prestazioni in tutte le altre Regioni". Sul fronte pentastellato interviene anche Roberto Fico: "Questa riforma - dice - è un pericolo per l'unità del Paese, un danno per l'intera comunità e uno strumento che creerà solamente problemi alle regioni del Nord. Il M5s sarà in prima fila per contrastarla".

Lo studio pubblicato su LinkedIn del Senato, "certifica ciò che denunciamo da mesi", dichiara Marco Furfaro, responsabile Contrasto alle diseguaglianze e welfare nella segreteria Pd e capogruppo in commissione Affari sociali della Camera: "L'aumento inevitabile delle diseguaglianze e l'indebolimento dei servizi essenziali, dalla sanità all'istruzione. Se dovesse passare l'autonomia differenziata, lo Stato non riuscirà più a garantire diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale e soprattutto nelle regioni con bassi livelli di tributi erariali maturati nel proprio territorio. La pericolosità di questo progetto del ministro Calderoli è ormai sotto gli occhi di tutti e per questo va fermato immediatamente".

"Se la parola che il Servizio del Bilancio di Palazzo Madama Usa come titolo della sua analisi è 'costo' vuol dire che ci sarebbero territori e cittadini che pagherebbero un prezzo salatissimo in termine di servizi", chiosa il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia. 

 

 

 

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