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FdI critica l'ipotesi 'governatorato' di Calderoli: "Non decide lui", FI apprezza. Sulle riforme dibattito aperto nel Pd

Sulla proposta del ministro leghista si apre un fronte nella maggioranza. Il dem Morassut invita a discutere di premierato: "Non è giusto chiudersi in difesa dell'esistente", d'accordo Madia
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"Non sapevo che Calderoli e Casellati si fossero scambiati le deleghe. Mi pare che le proposte sulle riforme costituzionali spettino al ministro Casellati e a Giorgia Meloni. Da parte di Calderoli è un bel salto in avanti". Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, di Fratelli d'Italia, mostra l'irritazione del partito della premier. Nell'intervista a Repubblica, il ministro degli Affari regionali ha messo sul tavolo la proposta della Lega. Stabilito che va imboccata la strada dell'elezione diretta del capo del governo, quindi un premierato forte, il modello del "governatorato", ovvero di una elezione simile a quella per il presidente della Regione ma con alcuni importanti contrappesi, tra cui la "fiducia costruttiva", sarebbe la soluzione migliore, ha detto Calderoli. Replica da FdI: "Mi pare che siano le interlocuzioni del presidente del Consiglio a portare a definire lo strumento pi&ugra…

"Non sapevo che Calderoli e Casellati si fossero scambiati le deleghe. Mi pare che le proposte sulle riforme costituzionali spettino al ministro Casellati e a Giorgia Meloni. Da parte di Calderoli è un bel salto in avanti". Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, di Fratelli d'Italia, mostra l'irritazione del partito della premier. Nell'intervista a Repubblica, il ministro degli Affari regionali ha messo sul tavolo la proposta della Lega. Stabilito che va imboccata la strada dell'elezione diretta del capo del governo, quindi un premierato forte, il modello del "governatorato", ovvero di una elezione simile a quella per il presidente della Regione ma con alcuni importanti contrappesi, tra cui la "fiducia costruttiva", sarebbe la soluzione migliore, ha detto Calderoli. Replica da FdI: "Mi pare che siano le interlocuzioni del presidente del Consiglio a portare a definire lo strumento più idoneo, alla fine. Quella di Calderoli è solo una opinione personale", ribadisce Balboni. Che aggiunge: "Condivido la necessità di istituzioni italiane più efficienti per una democrazia decidente".

Sulle riforme istituzionali si apre quindi un fronte nella maggioranza. Nazario Pagano, presidente forzista della Affari costituzionali a Montecitorio, apprezza lo schema Calderoli, perché - dice - il modello elezione regionale è migliore rispetto a quello del sindaco d'Italia che ricorda il semi presidenzialismo alla francese. "Macron è passato al primo turno con il 25/27% dei consensi, voluto da un quarto del popolo francese e questo indica dei rischi sulla tenuta successiva", ragiona. Aggiunge che è contestualmente da affrontare a questione del rapporto con il Parlamento.

L'opposizione è sulle barricate sia per quanto riguarda l'autonomia differenziata (la devoluzione alle Regioni di competenze e risorse che Calderoli ha voluto), sia sulla proposta di "governatorato". Però anche nel Pd si accende la discussione. Dopo un deciso "no" sull'elezione diretta sia del capo dello Stato che del capo del governo, il dem Roberto Morassut invita a discutere di premierato, citando le elezioni in Turchia, nonostante la "democratura": "In Italia la democrazia è stanca e il Parlamento infiacchito, non è giusto chiudersi in difesa dell'esistente". Stessa proposta anche da Marianna Madia. Il responsabile riforme dem, Alessandro Alfieri promette: "Ci sarà un nuovo confronto nel Pd se capiremo che il governo fa sul serio". Però sulla proposta Calderoli è chiusura a catenaccio dai Dem, dal M5Stelle e anche dai terzopolisti.  

"Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Viene rispettosamente da pensarlo leggendo che il ministro Calderoli propone di temperare l'elezione diretta del presidente del consiglio - pericolosa trovata all'italiana, ancora di più se viene fatta a turno unico", denuncia Dario Parrini.

Per i 5Stelle si tratta di un "pasticcio costituzionale". Sono i componenti delle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato - Carmela Auriemma, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Alessandra Maiorino, Pasquale Penza e Riccardo Ricciardi - a smontare punto per punto la proposta Calderoli. "Sulla riforma costituzionale la maggioranza Meloni ha poche idee ma ben confuse", attacca Benedetto Della Vedova di +Europa. Per Osvaldo Napoli di Azione "da Calderoli arriva una macelleria costituzionale".