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Dal poster di Codreanu a Ciavardini: ascesa e inciampi di Chiara Colosimo, clone corvina di Meloni

Gli studi al Convitto Nazionale e poi alla Luiss, il colpo di fulmine per la destra sovranista che la portò a fare la spola tra il quartiere bene di Roma Balduina e la sezione militante di Garbatella: carriera politica parallela a quella della premier, cui somiglia e alla quale si ispira. Neppure le sue amicizie nell’eversione nera ne hanno intralciato l'ascesa alla Commissione Antimafia
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Voleva essere Giorgia Meloni e non lo nasconde, di certo punta a diventarlo. Le similitudini ci sono tutte, di carriera e militanza; la smisurata ambizione pure; identico il vizio di imbellettare le biografie omettendo i lati oscuri. Giusto qualche minima differenza - d'età ed estrazione sociale: ceto medio una, altoborghese l'altra - che tuttavia serve a completarsi. Per il resto, Chiara Colosimo sembra nata per clonazione della premier: stessi inizi nei movimenti giovanili di An, medesima gavetta nelle istituzioni locali, uguale persino la statura bonsai e il taglio di capelli, solo biondissimi la signora di Palazzo Chigi, corvini la più giovane emulatrice. Perfette "veline", ma agguerrite e parlanti, di quella Striscia la destra sovranista a cui è ridotta la politica italiana. Una passione tendente al settarismo, che è la costante dei Fratelli dove però comandano le sorelle. Di sangue e di fuoco che arde nel simbolo e le divora e…

Voleva essere Giorgia Meloni e non lo nasconde, di certo punta a diventarlo. Le similitudini ci sono tutte, di carriera e militanza; la smisurata ambizione pure; identico il vizio di imbellettare le biografie omettendo i lati oscuri. Giusto qualche minima differenza - d'età ed estrazione sociale: ceto medio una, altoborghese l'altra - che tuttavia serve a completarsi. Per il resto, Chiara Colosimo sembra nata per clonazione della premier: stessi inizi nei movimenti giovanili di An, medesima gavetta nelle istituzioni locali, uguale persino la statura bonsai e il taglio di capelli, solo biondissimi la signora di Palazzo Chigi, corvini la più giovane emulatrice. Perfette "veline", ma agguerrite e parlanti, di quella Striscia la destra sovranista a cui è ridotta la politica italiana. Una passione tendente al settarismo, che è la costante dei Fratelli dove però comandano le sorelle. Di sangue e di fuoco che arde nel simbolo e le divora entrambe.

L'AMICIZIA CON GIORGIA

"Fedelissima" è il termine che più ricorre per raccontarla. Una delle poche ammesse nell'esclusivo cerchio magico di Meloni, forgiato da anni di lotta per emergere. Romana, classe 1986, entrata alla Camera con la vittoria nel collegio uninominale di Latina che fu della sua leader, Colosimo ha accompagnato passo passo l'amica Giorgia sin sulla soglia del governo nazionale. È una sveglia "Chiaretta, così la chiamiamo noi, non s'è accorta di quanto è piccolina?", rivela divertito un vecchio commilitone, svelandone il carattere fumantino e la rapida ascesa. Punta di diamante di quella Generazione Atreju che ha scalato in fretta e tacco 12  la vetta di FdI. Per occupare, oggi, le leve più strategiche del Parlamento.

LA RAPIDA ASCESA

Nata il 2 giugno, festa della Repubblica che è uno dei simboli della storia patria, ne ha fatta di strada dacché, ancora adolescente, venne eletta rappresentante del Convitto Nazionale, il suo liceo: è allora che incrocia la squadra di Azione studentesca, ai tempi ospitata nella storica sezione dell'Msi a Garbatella, dove l'attuale presidente del Consiglio era già una star. Un colpo di fulmine che nel giro di poco le consente di conquistare il vertice di Azione giovani a botte di chilometri, una ventina, macinati quasi quotidianamente in motorino per raggiungere - dalla Balduina, quartiere bene di Roma Nord - i compagni di partito radunati nel rione popolare di Roma Sud. Facendo preoccupare, almeno in prinicipio, la famiglia: mamma Alessandra, microbiologa, e papà Cesare, neuroradiologo nonché professore al policlinico Gemelli, piuttosto contrariati allorché la figlia decise di interrompere gli studi universitari alla Luiss per votarsi anima e corpo alla politica.

Appiccicata come la gramigna all'unico albero cui permette di farle ombra. E così, mentre una assumeva il doppio ruolo di ministra della Gioventù nel Berlusconi quater e di presidente nazionale della Giovane Italia, l'altra si prendeva la guida regionale del Pdl baby e un seggio da consigliera nel Lazio, dove arruola come capostaff Arianna Meloni, amatissima sorella di. Giorgia corre e Chiara dietro, anche se fatica a tenerne il ritmo. Nel 2013 si candida prima alle politiche e poi di nuovo in Regione, ma viene bocciata. Un passaggio a vuoto che tuttavia fa la sua fortuna. Per consolarla l'amica le affida Atreju, la kermesse di FdI che la consacra.

GLI INCIAMPI

Nel frattempo, la ragazza cresce e però inciampa pure. Sempre in prima fila alle celebrazioni fasciste di Acca Larentia, finisce nella rete del fantomatico Mark Caltagirone, il promesso sposo virtuale di Pamela Prati. E in campagna elettorale si fa intervistare davanti al manifesto di Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di ferro romena e noto sostenitore del nazismo, che scatena la rivolta della Comunità ebraica.

LE FREQUENTAZIONI NERE

Segno di simpatie e frequentazioni con l'ambiente dell'eversione nera - a partire da Luigi Ciavardini, terrorista neofascista condannato per omicidio e strage - che le stavano costando l'Antimafia. E' stata ancora una volta la premier a salvarla. Contro tutto e tutti, incluso un gruppo di "camerati" che avrebbero voluto sostituirla. Per la fida Chiaretta che voleva essere Giorgia non poteva che finire così: con un atto d'imperio. Perché, per dirla con Tolkien, "le radici profonde non gelano". La fiamma le ha saldate.