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Pasticcio Autonomia, i sospetti sulla "manina" di FdI. L'ira di Calderoli: "È una intromissione del centralismo e dei Palazzi"

Roberto Calderoli (a sinistra) al banco del Governo di Palazzo Madama insieme a Salvini, Meloni e Tajani 
Il capogruppo grillino Patuanelli invoca un'informativa di Calderoli: "Non vorremmo un altro Porcellum". Dal fronte dem interviene Boccia: "Quello che è accaduto è impensabile, la prima audizione in commissione sia con l'Ufficio Bilancio"
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ROMA - "È una intromissione del centralismo e dei Palazzi". Il ministro Roberto Calderoli attacca il dossier dell'Ufficio Bilancio del Senato sull'autonomia differenziata che tanto sta a cuore alla Lega. I rischi per il Paese, che i tecnici di Palazzo Madama indicano, sono "ipotetici non oggettivi". È una nota durissima quella del ministro leghista per gli Affari regionali, che ha legato il suo impegno politico proprio alla realizzazione del federalismo à la carte, ovvero la devoluzione di competenze e di risorse alle Regioni che lo richiedano, resa possibile dall'articolo 116 della Costituzione.

"La verifica dei profili di onerosità e della connessa copertura spetta istituzionalmente alla Ragioneria dello Stato, organo deputato alla quantificazione degli oneri, che ha già approvato la relazione tecnica, allegata al disegno di legge presentato al Senato, con la bollinatura".  L'ira di Calderoli…

ROMA - "È una intromissione del centralismo e dei Palazzi". Il ministro Roberto Calderoli attacca il dossier dell'Ufficio Bilancio del Senato sull'autonomia differenziata che tanto sta a cuore alla Lega. I rischi per il Paese, che i tecnici di Palazzo Madama indicano, sono "ipotetici non oggettivi". È una nota durissima quella del ministro leghista per gli Affari regionali, che ha legato il suo impegno politico proprio alla realizzazione del federalismo à la carte, ovvero la devoluzione di competenze e di risorse alle Regioni che lo richiedano, resa possibile dall'articolo 116 della Costituzione.

"La verifica dei profili di onerosità e della connessa copertura spetta istituzionalmente alla Ragioneria dello Stato, organo deputato alla quantificazione degli oneri, che ha già approvato la relazione tecnica, allegata al disegno di legge presentato al Senato, con la bollinatura".  L'ira di Calderoli ha portato ieri a una parziale marcia indietro dei tecnici, che dopo avere messo anche su Linkedin il dossier, lo hanno derubricato a bozza. Per Calderoli, come per Matteo Salvini, la manovra è apparsa una trappola con qualche "manina" politica dietro, in particolare di Fratelli d'Italia. Nella nota, il ministro leghista ricostruisce l'ok della Ragioneria, la cui relazione tecnica d'accompagnamento al disegno di legge certifica che non vi sono rischi per il bilancio del Paese, inoltre l'autorizzazione alla presentazione del Ddl di iniziativa governativa ritengo possa superare tutti i rischi che vengono attribuiti alla legge. Sarà poi l'esame del Parlamento a definire i puntuali contenuti della legge".

La morale per Calderoli è: "A fronte di un processo che, come la Costituzione prevede, riconosce e promuove le autonomie, era ed è prevedibile che i Palazzi e gli interessi del centralismo cercassero di intromettersi, utilizzando qualsiasi tipo di strumento".

Insorgono le opposizioni. Per il capogruppo del Pd, Francesco Boccia è "inaccettabile l'attacco del ministro al Servizio Bilancio del Senato". Boccia insiste: "Le criticità evdenziate nel dossier sull'autonomia modello leghista non sono ipotetiche, bensì oggettive. E' proprio questa oggettività che evidentemente dà fastidio a Calderoli e alla Lega. E' grave che un ministro della Repubblica sollevi dubbi sull'Ufficio di Bilancio del Senato, un organismo terzo che ha sempre dimostrato competenza e che ha sempre fornito contributi conoscitivi preziosi sui diversi provvedimenti. Un ufficio che non può certo essere accusato di ostacolare questa o quella riforma. Questo è dunque un attacco inaccettabile". Gli fa eco Peppe De Cristofaro di Sinistra-Verdi: "Le critiche dei tecnici sono oggettive". Per il responsabile dem dell'Economia, il senatore Antonio Misiani è "inaudito" che un inistro attacchi un ufficio del Parlamento.

Il documento ieri è stato prima tolto e poi rimesso in rete, mentre l'ufficio stampa di Palazzo Madama aveva acconsentito a derubricarlo a bozza finita per sbaglio dove non doveva finire. Una toppa peggiore dello strappo.  L'Ufficio Bilancio, guidato dal facente funzioni Stefano Moroni (dopo che il resposabile Renato Loiero è passato a Palazzo Chigi), si trincera come di prassi dietro il silenzio. Però il disagio negli uffici è forte.

E in apertura di seduta in aula a Palazzo Madama il capogruppo grillino Stefano Patuanelli ha chiesto una informativa urgente di Calderoli. "Visto quanto pubblicato dall'ufficio studi del Senato, vogliamo dare una mano al ministro Calderoli per salvare l'Italia da un altro Porcellum. Così da evitare che tra qualche anno il ministro, in qualche trasmissione televisiva, definisca la sua atonomia differenziata un'altra legge porcata che danneggia il Paese". Il riferimento è al Porcellum, la legge elettorale elaborata da Calderoli e da lui stesso poi rinnegata. Il Pd va oltre. Va detto che il dossier Bilancio il giorno 12 maggio era stato inviato a tutti i gruppi parlamentari, come normalmente accade in allegato ai testi di legge che iniziano il loro iter parlamentare. Dalla prossima settimana, l'autonomia di Calderoli sarà all'esame della commissione, il cui presidente, il meloniano Alberto Balboni, ha già stabilito un calendario.