ROMA - "Ma lui è sempre stato il nostro filosofo, un costruttore di ponti che parlava di Pasolini e Marcuse a Colle Oppio. Uno che non aveva nostalgie fasciste. Protagonista della lista studentesca 'comunità' insieme a destra, Comunione e liberazione e ambientalisti". Fabio Rampelli conosce molto bene Giampaolo Rossi, il nuovo uomo forte della Rai a trazione meloniana. "Un gentlemen e lo dico perché di bestie negli ultimi tempi in Rai ne stiamo vedendo", dice una nota conduttrice che ha avuto a che fare con Rossi in tempi bui, quando la stavano mettendo alla porta. Il filosofo, il gentlemen. "Un vero intellettuale", dice ancora orgoglioso Rampelli camminando in Transatlantico. Una immagine quasi idilliaca, da mite e culturalmente aperto per il Fuortes nero, visto che di fatto Rossi sarà direttore generale e avrà un ruolo, e tutti lo sanno, anche nelle scelte del neo amministratore delegato Roberto Sergio.
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ROMA - "Ma lui è sempre stato il nostro filosofo, un costruttore di ponti che parlava di Pasolini e Marcuse a Colle Oppio. Uno che non aveva nostalgie fasciste. Protagonista della lista studentesca 'comunità' insieme a destra, Comunione e liberazione e ambientalisti". Fabio Rampelli conosce molto bene Giampaolo Rossi, il nuovo uomo forte della Rai a trazione meloniana. "Un gentlemen e lo dico perché di bestie negli ultimi tempi in Rai ne stiamo vedendo", dice una nota conduttrice che ha avuto a che fare con Rossi in tempi bui, quando la stavano mettendo alla porta. Il filosofo, il gentlemen. "Un vero intellettuale", dice ancora orgoglioso Rampelli camminando in Transatlantico. Una immagine quasi idilliaca, da mite e culturalmente aperto per il Fuortes nero, visto che di fatto Rossi sarà direttore generale e avrà un ruolo, e tutti lo sanno, anche nelle scelte del neo amministratore delegato Roberto Sergio.
Ma chi lo conosce davvero nel profondo sa anche che Rossi, cresciuto con Giorgia Meloni e i “gabbiani” di Rampelli nella sede del Movimento sociale di Colle Oppio, non è uno dalle idee morbide e quando vuole qualcosa la ottiene: come ha fatto da presidente di Rainet piazzato da Gianfranco Fini nel 2004 e poi negli anni da consigliere di amministrazione in Rai nel Conte I e Conte II a sostegno dell’amministratore delegato Fabrizio Salini (del quale era diventato gran suggeritore, dicono).
Gentile, ma deciso: che si tratti di piantare un caso per una inchiesta di Report sui soldi di Mosca alla Lega, chiedendo l’intervento dell’Agcom salvo poi leggere la relazione dell’Autorità che dà regione ai giornalisti; oppure che si tratti di aiutare il suo cerchietto magico composto in Rai dal ministro Gennaro Sangiuliano, dal giornalista Angelo Mellone o dal neo direttore del Tg2 Nicola Rao. Ma a differenza di altri, Rossi fa tutto sempre in maniera garbata. I suoi colleghi in cda tra il 2018 e il 2021, vicini di stanza al settimo piano di Viale Mazzini, non ricordano un grande viavai dalla sua stanza. Meglio non dare nell’occhio. E nemmeno toni accessi in cda.
Ma dietro questo aplomb serafico con pipa e occhiali scuri, un Corto Maltese di destra nei mari della Rai, si nasconde uno che se non pensa alle scie chimiche di grillina memoria poco ci manca. Formatosi a Colle Oppio e poi divenuto docente dell’ateneo dai tanti docenti sovranisti, la Link University dell’ex ministro Vincenzo Scotti, nel corso degli anni ha scritto per giornali online come gli occhidellaguerra.it, per il blog de Il Giornale e per altri riviste. E spesso ha alzato il piede dal freno, aprendo a teorie complottiste mondiali che mischiano finanza e ebraismo, sostengono un Putin vittima dell’Occidente, oppure che criticano i vaccini.
Dal web il flusso di pensiero del “filosofo” Rossi emerge con chiarezza. Tra i suoi idoli c’è Putin: "L’ossessione anti Putin in Occidente impedisce di far nascere il dubbio che siano gli Stati Uniti a destabilizzare l’Ucraina", diceva in un video su YouTube nel 2015. Sui social nel 2018 aggiungeva: "La colpa di Putin è di non volere sottomettere la Russia ai dettami del Nuovo ordine mondiale preconizzato da Soros, speculatore globalista con il vizietto di destabilizzare i governi eletti".
Nel suo Pantheon c’è Donald Trump: "Trump non sta perseguitando poveri immigrati entrati illegalmente, sta colpendo quel sottobosco di criminalità fatto di assassini, stupratori, spacciatori, pedofili, membri di gang che usa la condizione di clandestinità per sfuggire alla legge", scriveva nel 2017.
E chiaramente un suo riferimento è Viktor Orban: "Il governo ungherese ha iniziato una battaglia contro Soros, ritenuto, non a torto, il principale ispiratore che spingono ad agevolare l’immigrazione incontrollata in Europa, prevalentemente islamica, che punta a produrre conflitti sociali, culturali e ulteriori crisi economiche", aggiungeva nel 2018 in un crescendo. Poi negli anni della pandemia ha definito "inquietanti" le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui vaccini: prima di entrare nel cda Rai l’aveva paragonato a Dracula, comunque.
Per dire l’aplomb del filosofo che scrivendo in suo articolo della terrorista nera Francesca Mambro la definisce la "pasionaria nera" che alla domanda di Sergio Zavoli sul "colore che le veniva in mente" pensando agli anni di piombo disse: "L’azzurro mare degli occhi del primo amico che mi è morto accanto". Che romantico e aperto si annuncia il nuovo corso in Rai.