Comunali, l'analisi dei flussi dell'Istituto Cattaneo: "La destra si conferma compatta. Al Sud l'alleanza M5S col Pd funziona"
di Stefano Baldolini"Non c'è stata una slavina. Una vittoria o una sconfitta netta". Così il professor Salvatore Vassallo, direttore dell'Istituto Cattaneo, che commenta con Repubblica l'analisi dei flussi elettorali nel primo turno delle Comunali dello scorso 15-16 maggio.
Considerato "come test della popolarità del governo e dei principali partiti di opposizione", visto anche "l'impegno diretto dei leader", è stato invece un primo turno che "riflette le attese ragionevoli sulle basi delle intenzioni di voto rilevate dai sondaggi su base nazionale", si legge nell'analisi. Un risultato che registra ancora la sostanziale asimmetria tra le due coalizioni, più compatto e coeso il centrodestra, a geometria variabile il centrosinistra. Un panorama che si attende modificato nei ballottaggi.
L'Istituto sottolinea la non evidenza del cosiddetto "effetto Schlein" le cui attese "erano del resto basat…
"Non c'è stata una slavina. Una vittoria o una sconfitta netta". Così il professor Salvatore Vassallo, direttore dell'Istituto Cattaneo, che commenta con Repubblica l'analisi dei flussi elettorali nel primo turno delle Comunali dello scorso 15-16 maggio.
Considerato "come test della popolarità del governo e dei principali partiti di opposizione", visto anche "l'impegno diretto dei leader", è stato invece un primo turno che "riflette le attese ragionevoli sulle basi delle intenzioni di voto rilevate dai sondaggi su base nazionale", si legge nell'analisi. Un risultato che registra ancora la sostanziale asimmetria tra le due coalizioni, più compatto e coeso il centrodestra, a geometria variabile il centrosinistra. Un panorama che si attende modificato nei ballottaggi.
L'Istituto sottolinea la non evidenza del cosiddetto "effetto Schlein" le cui attese "erano del resto basate su un effetto ottico prodotto dalla curva dei consensi stimati dai sondaggi per il Pd". Tanto più che le intenzioni di voto con l'elezione della nuova segretaria erano tornate a circa il 20%, "cioè solo un punto in più rispetto alle politiche 2022, mentre l'area Pd+Sinistra+M5S risulta nel complesso leggermente contratta".
Si invita però a ripartire da Brescia città, dove "la vittoria della coalizione di centrosinistra 'classica' (da Sinistra italiana a Italia Viva, passando per Pd, Verdi, + Europa) è netta". "Anche se", osserva Vassalo, "le elezioni nelle città da tempo non restituiscono risultati nitidi - nei centri piccoli i partiti non presentano simboli, nei centri grandi ci sono anche le liste civiche - quando entra in gioco la specificità dei candidati, il quadro cambia. Ecco, se dovessi segnalare delle istruzioni per eventuali strategie per il futuro, guarderei il modello Brescia".
Al Sud gli elettori grillini premiano l'alleanza col Pd, al Nord prevale l'astensione
Avviso per Conte e Schlein. Nei comuni del Sud, a partire da Teramo, "la confluenza tra 5 stelle e Pd ha funzionato". E il ballottaggio di Brindisi, dove il centrodestra è in vantaggio, "potrebbe confermare la tendenza e ribaltare il risultato". Nel centronord lo scenario è diverso. E più complicato si annuncia il lavoro della segretaria dem per mobilitare l'elettorato 5S. "Alle amministrative - continua Vassallo - i 5 Stelle tendono ad astenersi se considerano il loro candidato debole. Ed è difficile che la loro astensione cali nel secondo turno".
I numeri parlano chiaro. Nelle tre città simbolo del ballottaggio analizzate dall'Istituto - Ancona (4,9%), Vicenza (3,2%) e Pisa (6,3%)- sono rilevanti i flussi di elettori che alle scorse Politiche avevano votato 5S e che ora hanno scelto di rimanere a casa. Nella sfida di Vicenza "la componente di adesione dei 5 Stelle può essere decisiva", sottolinea Vassallo. Tanto più che il candidato del centrosinistra Giacomo Possamai - si legge nell'analisi del Cattaneo - "sembra avere attratto molti più voti dall'astensione (anche grazie alle liste civiche) che dal M5S".
Stesso discorso per Pisa, dove "i 5 Stelle sono defluiti in buona parte verso l'astensione, mentre una buona quota di elettori che alle politiche 2022 avevano votato per Azione-Iv ha sostenuto il candidato del centrodestra". La città toscana si presta a una lettura con qualche chiaroscuro per il nuovo corso dem. Sia per l'impegno diretto di Schlein, sia perché Pisa rappresentava il modello di "ricomposizione e rimobilitazione della sinistra promossa dalla nuova leader Pd". La vittoria sfiorata per un soffio dal centrodestra rappresenta invece "il risultato del mancato apporto tanto da parte di elettori del Terzo Polo del 2022 quanto da parte degli elettori M5S".
Ad Ancona invece dove i 5S appaiono irrilevanti - avendo preso solo il 3,6% - non va sottovalutato un forte interscambio di elettori, rispetto al 2022, tra le due coalizioni. Il motivo? "Candidature in grado di parlare a diversi pezzi della città. Al di là della polarizzazione politica. Una dinamica simile a quella registrata a Brescia", con la differenza che nel capoluogo marchigiano ha pesato la discesa in campo della premier Meloni e"gli elettori di centrodestra sono andati in massa a votare".