Riforme, 110 costituzionalisti a convegno promuovono il premierato
di Conchita SanninoIl piano B è quello vero. Di fronte alle perplessità sul presidenzialismo, "viene fuori da questo importante incontro una preferenza verso il premierato con varie articolazioni e varie sfaccettature". È la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati a tirare le fila del confronto, definito "ampio e plurale", ospitato al Cnel oggi presieduto dall'ex ministro Renato Brunetta e organizzato dalla rivista Federalismi con la partecipazione di giuristi e professori di varie aree. L'obiettivo evidente è anche quello di recuperare voce e spazio, da parte della ministra e Fi, in un dibattito sempre più verticalizzato: non solo da Palazzo Chigi, ma anche dalla connessione - che può diventare legame-scorsoio - tra il presidenzialismo di impronta meloniana e l'Autonomia differenziata imposta dalla Lega (che proprio ieri ha registrato uno stop, con le argomentate osservazioni del dossier elaborato dal Servizio Bilancio…
Il piano B è quello vero. Di fronte alle perplessità sul presidenzialismo, "viene fuori da questo importante incontro una preferenza verso il premierato con varie articolazioni e varie sfaccettature". È la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati a tirare le fila del confronto, definito "ampio e plurale", ospitato al Cnel oggi presieduto dall'ex ministro Renato Brunetta e organizzato dalla rivista Federalismi con la partecipazione di giuristi e professori di varie aree. L'obiettivo evidente è anche quello di recuperare voce e spazio, da parte della ministra e Fi, in un dibattito sempre più verticalizzato: non solo da Palazzo Chigi, ma anche dalla connessione - che può diventare legame-scorsoio - tra il presidenzialismo di impronta meloniana e l'Autonomia differenziata imposta dalla Lega (che proprio ieri ha registrato uno stop, con le argomentate osservazioni del dossier elaborato dal Servizio Bilancio del Senato).
Rilievi su cui la ministra interviene difendendo la legge, ma anche ponendo l'accento sulla coesione nazionale. "Dell'Autonomia si occupa il ministro Calderoli. Io faccio parte di una cabina di regia. Ma Autonomia significa solo migliore l'allocazione delle risorse in un quadro di unità nazionale. E comunque non è un'invenzione del centrodestra. Scaturisce come applicazione della riforma del titolo V elaborata dal centrosinistra".
Sul tavolo dell'aula plenaria "Marco Biagi", a Villa Lubin, tiene banco però solo la discussione su "Riforme istituzionali e forme di governo" presieduta dal professore Giovanni Pitruzzella. Una sorta di 'stati generali', con 110 costituzionalisti, da Renato Balduzzi a Annamaria Poggi, da Enzo Cheli a Stefano Ceccanti, da Massimo Luciani a Giovanni Guzzetta, con il presidente dell'Associazione Costituzionalisti italiani Sandro Staiano, e ad aprirlo non a caso è il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano. Che tiene a spiegare l'assenza della premier ("Sta facendo il giro del mondo in sei giorni, ora è in volo per Tokio"), e premette: "L'obiettivo è dare stabilità al governo e alla nazione. Occorrono interventi mirati sulla Carta. Ma non abbiamo ipotesi preconfezionate".
Per Casellati, in particolare, "dobbiamo proseguire sulla ricerca di quella forma di governo che sia più condivisa. Oggi ho sentito autorevolissimi costituzionalisti di varie formazioni culturali e devo dire che il bilancio è molto positivo. Tutti sono d'accordo sulla necessità di una riforma che dia stabilità. C'è una preferenza verso il premierato con varie articolazioni e sfaccettature. Sceglieremo quale sarà la forma migliore". Quanto alla necessità e al prezzo che questo imporrebbe, la Ministra non tocca il tema delle divisioni, per il governo conta un elemento : "Stabilità. Perché stabilità significa credibilità e rafforzamento del circuito democratico. Nessuna riforma si può realizzare senza stabilità politica. I nostri interlocutori internazionali ci chiedono con chi si deve parlare, visto che l'incertezza che ha caratterizzato i nostri governi".
Le posizioni dei professori, in realtà, sono molto frammentate. Ma nessuno, pur tra chi aderisce all'idea della maggioranza di "dare un nuovo assetto alla Repubblica", vuole il presidenzialismo; qualcuno propone l'elezione diretta del capo del Governo, ma molti segnalano che non esiste da nessuna parte, e poi nessuno intende mettere in crisi la posizione di equilibrio svolta dal Presidente della Repubblica. Una formula che potrebbe ricevere le maggiori adesioni è quella di operare sulla legge elettorale, in modo da dare una qualche legittimazione diretta al capo del governo, introducendo meccanismi di razionalizzazione ( sfiducia costruttiva, o fiducia al solo capo del governo, possibilità del capo del governo di chiedere lo scioglimento delle Camere in caso di voto negativo sulla mozione di fiducia).
Un ironico accento polemico resta poi agli atti, sul ruolo e la percezione di tali confronti sulle modifiche alla Carta, e sul tema dei giuristi più o meno 'asservitì al potere politico. È il presidente dell'Associazione italiana dei costituzionalisti, Staiano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza alla Federico II, a far volare un sassolino. "C'è chi punta il dito su un declino della categoria ", sottolinea Staiano, di area progressista fin dal giovanile impegno in politica, con implicito riferimento ad una recente e affilata riflessione di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale. "Si discute del declino dell'associazione, come se avessimo rinunciato al sacerdozio. Ma noi dobbiamo custodire il pluralismo della nostra funzione - commenta Staiano - Ed è scontato che, per nostre connotazioni genetiche e strutturali, non possiamo esimerci né dall'esercizio del pensiero critico, né dalle interlocuzioni aperte. Né possiamo negare che il decisore politico ha spesso fatto disastri, in questa materia". Poi, a scanso di equivoci, sull'ipotesi "di giungere alle riforme con una maggioranza ristretta, questo non farebbe - afferma il presidente dei costituzionalisti- che aprire nuove fratture e consolidare quelle preesistenti. E vedo molta confusione all'orizzonte".