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Noi moderati, prove da partito. Lupi: "Non c'è spazio per il Centro fuori dai poli". Al primo congresso i big del centrodestra

Maurizio Lupi,leader di Noi Moderati (agf)
L'evento all'hotel Marriott di Roma - con Salvini videocollegato, Tajani in presenza e il messaggio di Meloni - mira a dare una casa comune a una serie di sigle (Noi con l'Italia, l'Udc, le formazioni di Toti e Brugnaro) che gravitano nell'orbita del governo
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Un messaggio di Meloni ("Un partito che celebra un congresso è un partito vivo"), Salvini in videocollegamento, Tajani in presenza: i big del centrodestra, in un modo e nell'altro, ci sono. Pronti a omaggiare il tentativo di decollo, come vero e proprio soggetto politico, della cosiddetta "quarta gamba" del centrodestra: Noi moderati da lista elettorale prova a diventare partito. Lo fa da stamattina, con la celebrazione a Roma, all'hotel Marriott, del primo congresso che mira proprio a dare una casa comune a una serie di sigle e personaggi che gravitano nell'orbita del governo Meloni: Noi con l'Italia, l'Udc, le formazioni di Toti e Brugnaro. Con un'idea fissa: "Non c'è spazio per il Centro fuori dai poli", dice Maurizio Lupi, che dell'aggregazione dei moderati è il leader.

La sfida di Lupi

La sfida non è da poco: provare a irrobustire un consenso che alle Politiche, per Noi Moderati, non ha su…

Un messaggio di Meloni ("Un partito che celebra un congresso è un partito vivo"), Salvini in videocollegamento, Tajani in presenza: i big del centrodestra, in un modo e nell'altro, ci sono. Pronti a omaggiare il tentativo di decollo, come vero e proprio soggetto politico, della cosiddetta "quarta gamba" del centrodestra: Noi moderati da lista elettorale prova a diventare partito. Lo fa da stamattina, con la celebrazione a Roma, all'hotel Marriott, del primo congresso che mira proprio a dare una casa comune a una serie di sigle e personaggi che gravitano nell'orbita del governo Meloni: Noi con l'Italia, l'Udc, le formazioni di Toti e Brugnaro. Con un'idea fissa: "Non c'è spazio per il Centro fuori dai poli", dice Maurizio Lupi, che dell'aggregazione dei moderati è il leader.

La sfida di Lupi

La sfida non è da poco: provare a irrobustire un consenso che alle Politiche, per Noi Moderati, non ha superato l'1 per cento. "Ma il nostro contributo è fondamentale per la stabilità dell'esecutivo", dice ancora l'ex ministro che promuove a pieni voti l'azione del governo, non rinunciando a rimarcare alcune differenze: "Giorgia Meloni è partita bene, mostrando serietà e responsabilità. La invitiamo solo ad accelerare e concentrare le risorse sui temi che rappresentano grandi cambiamenti: la famiglia, la natalità. Bisogna scegliere fra le politiche a favore dei giovani o a favore delle pensioni. Io sceglierei le pensioni". Una stoccatina alla Lega. E, per quel che può, Lupi prova a far sentire la propria voce anche sul Mes: "Noi siamo per la ratifica, da fare al più presto". Dura vita, essere moderati dentro un governo definito di destra-centro: "Nulla di più sbagliato che questa definizione. Il modello politico rimane quello che ha inventato Berlusconi trent'anni fa. Oggi si è rafforzato il pilastro conservatore. E noi - dice il leader di Noi Moderati - siamo per un'alleanza fra conservatori e popolari da esportare anche in Europa". E una lista, chissà, la formazione di Lupi potrebbe presentarla anche nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. Se non si accontenterà di far valere il suo peso sotto un simbolo alleato.

Obiettivo: recuperare voti fra gli astensionisti

Di certo, i moderati di Lupi sono convinti di poter trarre vantaggio dall'implosione del Terzo polo: "Il bipolarismo è tornato d'attualità perché gli elettori hanno scelto così. D'altronde Renzi e Calenda stavano insieme non per un interesse politico ma per superare la soglia del 4 per cento. I loro elettori possono scegliere di tornare a sinistra o scegliere la proposta di Centro dentro il centrodestra". Ma gli occhi sono puntati anche sui travagli di Forza Italia, legata a filo doppio alla malferma salute del suo leader: "Ma no, noi e FI abbiamo lo stesso obiettivo: recuperare voti fra gli astensionisti. Insomma, la nostra area politica, dentro il centrodestra, vale il 10 per cento. Il Pdl era al 39 per cento. Credo - conclude Lupi - che ci sia molto lavoro da fare". Perché i moderati non sono un'astrazione geometrica, dice, "se esiste una proposta vera e concreta e con una collocazione precisa". I numeri, di recente, hanno detto il contrario. Ma chissà che il nuovo partito in cantiere possa invertire la rotta.

Il messaggio di Meloni

La premier è intervenuta con un video di saluto registrato prima della tragedia in Emilia Romagna e del G7 a Hiroshima. "Un partito che celebra un congresso è un partito vivo che vuole mettere al centro della propria azione idee, valori e persone. Un congresso non è mai una perdita di tempo, è il sale che dà sapore ad una forza politica, che la rafforza e le dà nuova linfa. Ed è ancora più importante che questo accada oggi, nel momento in cui gli italiani ci hanno affidato l'onore e l'onere di guidare questa Nazione", dice la premier. Che ribadisce i prossimi impegni del governo. A partire dalle riforme istituzionali, per "la stabilità dei governi e il rispetto del voto dei cittadini nelle urne", spiega nel suo video-messaggio. E poi: "Vogliamo ripartire dalla dignità del lavoro, dal protagonismo delle nostre imprese e dei nostri lavoratori", "uscire dal tunnel dell'assistenzialismo e costruire uno Stato che accompagni piuttosto che dirigere, rimettendo al centro il lavoro e senza dimenticare chi è più fragile".

Gli interventi di Tajani e Salvini

Secondo il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, "un Pd che si sposta a sinistra lascia spazi al centro: essere il centro significa offrire al Paese responsabilità e stabilità. In vista delle europee possiamo modificare gli assetti anche non permettono di fare scelte chiare. Penso a un'alleanza che crei un pieno bipolarismo anche in Europa". Il coordinatore di Forza Italia assicura poi la battaglia per "combattere il cambio climatico ma mettendo al centro la persona: penso che il contadino sia il migliore controllore dell'ambiente". E su questo tema, con polemica, si aggancia Matteo Salvini: "Uno pseudo ambientalismo ideologico che non voleva mettere a posto gli argini per salvare le nutrie e i topi fa male all'uomo e all'ambiente: mi stanno a cuore i topi ma anche gli uomini", dice in collegamento.