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L'appello di Orlando: "Con Colosimo tradita l'Antimafia. La maggioranza cambi il nome. Noi potremmo votarlo"

Andrea Orlando 
La prima riunione della commissione parlamentare nel giorno dell'anniversario della morte di Falcone. L'ex Guardasigilli ed esponente dem: "Se la rispsota sarà negativa agiremo nel segno della fermezza, con le altre forze di opposizione"
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Antimafia “tradita”. Siamo alla “celebrazione al contrario”. La maggioranza cieca e sorda? “Non ha voluto ascoltare il nostro appello rifiutandosi di cambiare il nome”. Che succede da domani? “Reagiremo nel segno della fermezza, con le associazioni delle vittime e con le altre forze di opposizione”, dice il pd Andrea Orlando.

Oggi un giorno speciale per l’Italia, quello in cui la mafia ha ucciso Giovanni Falcone. La maggioranza ha voluto “celebrarlo” eleggendo all’Antimafia la deputata Colosimo. Cosa prova?

“Un senso di sgomento e rammarico. Non cogliere l’esigenza di un approccio unitario a un passaggio così forte dal punto di vista simbolico è stato un grave errore. La maggioranza è andata avanti senza né ascoltare né interloquire con chi ha sollevato obiezioni e questo produrrà un danno grave alla commissione, un’istituzione che ha svolto un ruolo im…

Antimafia “tradita”. Siamo alla “celebrazione al contrario”. La maggioranza cieca e sorda? “Non ha voluto ascoltare il nostro appello rifiutandosi di cambiare il nome”. Che succede da domani? “Reagiremo nel segno della fermezza, con le associazioni delle vittime e con le altre forze di opposizione”, dice il pd Andrea Orlando.

Oggi un giorno speciale per l’Italia, quello in cui la mafia ha ucciso Giovanni Falcone. La maggioranza ha voluto “celebrarlo” eleggendo all’Antimafia la deputata Colosimo. Cosa prova?

“Un senso di sgomento e rammarico. Non cogliere l’esigenza di un approccio unitario a un passaggio così forte dal punto di vista simbolico è stato un grave errore. La maggioranza è andata avanti senza né ascoltare né interloquire con chi ha sollevato obiezioni e questo produrrà un danno grave alla commissione, un’istituzione che ha svolto un ruolo importante nella lotta al fenomeno mafioso. E tutto questo è accaduto in un giorno come questo. Una celebrazione al contrario”.


A Palermo si celebra l’anniversario, 31 anni da quel terribile pomeriggio quando la Croma blindata saltò in aria a Capaci. E la maggioranza accetta questa spartizione che offende proprio la memoria di quel giorno?
“Noi abbiamo dato disponibilità a convergere su un nome in grado di rappresentare tutte le forze politiche  scegliendolo insieme anche nell’ambito della maggioranza, ma questa nostra apertura è stata lasciata cadere”.

Le indagini sui legami tra mafia e destra eversiva sono tuttora in corso. Aver avuto rapporti con quel mondo, come nel caso dell’esponente meloniana, anche se lei nega, non preclude di per sé il vertice dell’Antimafia?
“Guardi, io odio i processi sommari. Un fronte ampio di associazioni e personalità segnate dall’atrocità dello stragismo ha sollevato riserve a causa dei legami che lei ricorda. E questo è un fatto politico per un organismo che si deve nutrire anche della fiducia della società impegnata nella lotta per la legalità. Il rispetto delle istituzioni e il riguardo per la funzionalità della commissione avrebbe consigliato due strade”.


Quali strade ha consigliato a questa ostinata maggioranza?

“La prima era chiarire, se si è in grado, la natura dei legami a cui si è fatto riferimento magari anche incontrando le associazioni. La seconda era scegliere un altro nome. La maggioranza ha preferito far finta di niente con dichiarazioni generiche ed evasive, e questo rischia di produrre un danno molto grave”.

Le sembra un modo per ridurre, in anticipo, la portata politica e investigativa della commissione Antimafia?

“Una partenza dopo otto mesi dal varo della legislatura autorizza questo sospetto. È possibile. Diciamo che il tema sino qui non è stato una priorità se non nelle ricorrenze. Più in generale vedo il rischio di una sottovalutazione, nonostante i richiami di chi indaga sul fenomeno. I grandi investimenti pubblici programmati, dicono gli esperti, rischiano di essere preda delle mafie. La risposta è stata un indebolimento della trasparenza nelle procedure di appalto e dei meccanismi di qualificazione delle imprese”.

Nella maggioranza c’è piena acquiescenza rispetto a questa scelta di FdI. Forza Italia e la Lega dicono semplicemente che “quel posto spetta a loro” e non discutono il nome. Quello dell’Antimafia sembra un posto da presidente come qualsiasi altro.
“Noi abbiamo avanzato una proposta di metodo. Diversamente dal passato abbiamo detto con chiarezza che saremmo stati disponibili a votare un esponente di maggioranza purché fosse condiviso. Sarebbe stato un segnale importante costruire le condizioni per un voto unitario”.