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Lollobrigida: "Manzoni era un patriota, non credo Mattarella si riferisse a me"

Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida  (ansa)

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Il ministro dell'Agricoltura: "Domani sarò a una cena al Quirinale e ci sarà anche il presidente dell'Angola"
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ROMA - Chi, in serata, non esita a scorgere un significato politico dietro il richiamo di Mattarella a Milano si scontra con il silenzio di Palazzo Chigi. Nessun commento. E non c'è voglia di dire alcunché neppure negli ambienti parlamentari di Fratelli d'Italia: "Sarebbe un atto di scortesia istituzionale", si fa notare. Perché le affermazioni del Capo dello Stato si rispettano e basta. Il ministro della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, alle 19 risponde cortesemente al telefono. Esclude che possa esserci lui nella mente del presidente della Repubblica ("Non sono così importante, su...") ma non si esime dall'esprimere un proprio giudizio. Parlando di Alessando Manzoni, non direttamente di Mattarella.

Buonasera Lollobrigida, ha letto le parole del Presidente ndella Repubblica?
"Sì, ho dato uno sguardo alle agenzie".

"La persona, non l'etnia, ha diritto di protezione", a…

ROMA - Chi, in serata, non esita a scorgere un significato politico dietro il richiamo di Mattarella a Milano si scontra con il silenzio di Palazzo Chigi. Nessun commento. E non c'è voglia di dire alcunché neppure negli ambienti parlamentari di Fratelli d'Italia: "Sarebbe un atto di scortesia istituzionale", si fa notare. Perché le affermazioni del Capo dello Stato si rispettano e basta. Il ministro della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, alle 19 risponde cortesemente al telefono. Esclude che possa esserci lui nella mente del presidente della Repubblica ("Non sono così importante, su...") ma non si esime dall'esprimere un proprio giudizio. Parlando di Alessando Manzoni, non direttamente di Mattarella.

Buonasera Lollobrigida, ha letto le parole del Presidente ndella Repubblica?
"Sì, ho dato uno sguardo alle agenzie".

"La persona, non l'etnia, ha diritto di protezione", afferma Mattarella. Lei, nei giorni scorsi, aveva additato il rischio di "sostituzione etnica" e poi aveva parlato di "etnia italiana da tutelare". Si sente chiamato in causa dal monito del Capo dello Stato?
"Ma no, io credo che il Presidente, se avesse voluto riferirsi a me, avrebbe fatto in modo che lo sapessi prima. Il 24 maggio sarò a una cena di Stato al Quirinale. Ci sarà anche il presidente dell'Angola: parleremo dell'emergenza alimentare".

Davvero non si è ritrovato in alcun modo nelle parole di Mattarella?
"Guardi, io ascolto sempre con deferenza le parole del presidente della Repubblica, come quelle del Papa. Non penso che vadano interpretate. Altrimento rischieremmo di strumentalizzarle".

Le possiamo leggere, però.
"Io posso solo citare la figura di Alessandro Manzoni, cui il presidente Mattarella si è ispirato ieri in occasione del 150mo anniversario della morte. C'è stato un autore italiano, come colui che ha scritto i Promessi sposi, che più ha trasmesso il concetto di matrimonio e dunque di famiglia?".

Mattarella ha detto pure che "la triade Dio, Patria e famiglia", in contrapposizione ai principi della Rivoluzione francese, ovvero Libertà, eguaglianza, fraternità, è una "cesura eccessivamente schematica". Eppure l'espressione "Dio, patria e famiglia", secondo una definizione di Giorgia Meloni risalente alla scorsa estate, "rappresenta una manifestazione d'amore".
"Mi limito a dire che "Dio, Patria e famiglia" è un motto mazziniano".

In realtà la questione è controversa anche fra gli storici. Mattarella, ad ogni modo, condanna i populismi e i "nazionalismi esasperati".
"Le ripeto, non commento le parole del presidente della Repubblica. Posso parlarle ancora di Manzoni. C'è una passo di una sua poesia, Marzo 1821, che ricordo a memoria. Vuole che lo declami?".

Perché no.
"L'Italia, per Manzoni, è "una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor". C'era un forte contenuto patriottico nelle sue opere".

Però le sue affermazioni sulla difesa dell'etnia italiana non smettono di fare discutere. Ribadisce di essere stato frainteso?
"Come vede esistono autori che hanno affermato e difeso l'identità italiana. Si vuole discutere pure la tutela dell'identità? Ma quando mi soffermo io su questi temi, ormai, c'è sempre un attacco. Non ho mai parlato di razza ma di etnia, vista come raggruppamento che vede una lingua comune. Una collega del Pd, l'altro giorno, mi contestava pure l'uso della parola "ceppo". Devo ricordare che anche Berlinguer parlava di Trieste e di cosa rappresentasse quella città in termini etnici?".

Anche queste sono cose un po' diverse.
"Io so solo che mi sono stufato di precisare in continuazione. Anzi, ho proprio rinunciato".