✕

Antimafia, l'opposizione annuncia battaglia sui dossier: dagli appalti all'arresto di Messina Denaro

La prima seduta della Commissione Antimafia (ansa)
Dopo l'elezione di Colosimo il Pd annuncia che non salirà sull'Aventino: i dem pronti a spingere sull'agenda insieme a M5S e Avs. Polemica della renziana Paita: "Solo noi non abbiamo partecipato alla spartizione dei posti"
2 minuti di lettura

ROMA - "Nessun Aventino" per le opposizioni in commissione Antimafia. "Noi daremo battaglia ogni giorno perché dall'arresto di Matteo Messina Denaro alle nuove regole sugli appalti sono tanti i temi su cui è necessario mettersi subito a lavorare". Dice così il neo capogruppo del Pd in commissione Walter Verini. E le stesse parole arrivano da Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra, che ugualmente insiste "sui rapporti tra le organizzazioni criminali e la politica, nonché sulle infiltrazioni della mafia nel tessuto economico che ruota intorno al mondo degli appalti". E Stefania Ascari, che a palazzo San Macuto, sede della commissione, rappresenta il M5S ed è capogruppo dei suoi, cita il vicepresidente della commissione Federico Cafiero De Raho e la sua intervista a Repubblica che già contiene gli highlights della prossima attività della commissione. 

Ma dalla senatrice di It…

ROMA - "Nessun Aventino" per le opposizioni in commissione Antimafia. "Noi daremo battaglia ogni giorno perché dall'arresto di Matteo Messina Denaro alle nuove regole sugli appalti sono tanti i temi su cui è necessario mettersi subito a lavorare". Dice così il neo capogruppo del Pd in commissione Walter Verini. E le stesse parole arrivano da Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra, che ugualmente insiste "sui rapporti tra le organizzazioni criminali e la politica, nonché sulle infiltrazioni della mafia nel tessuto economico che ruota intorno al mondo degli appalti". E Stefania Ascari, che a palazzo San Macuto, sede della commissione, rappresenta il M5S ed è capogruppo dei suoi, cita il vicepresidente della commissione Federico Cafiero De Raho e la sua intervista a Repubblica che già contiene gli highlights della prossima attività della commissione. 

Ma dalla senatrice di Italia viva Raffaella Paita arriva invece la prima polemica contro chi "si è spartito i posti". Paita ce l'ha con Pd e M5s, "colpevoli" - a suo dire - di "aver rotto il fronte delle opposizioni", di "aver fatto finta di contrastare la maggioranza per poi prendersi la vice presidenza". Mentre io, dice Paita, "sono rimasta in aula, non ho votato Colosimo, ma la senatrice Dafne Musolino, e non ho partecipato alle spartizioni". Va detto, per onore di cronaca, che il vicepresidente Cafiero De Raho è stato eletto solo con i 13 voti dell'opposizione, e idem il segretario dei Dem Anthony Barbagallo. Quindi non c'è stata alcuna trattativa con la maggioranza per questi posti, né alcun voto. 

Ma polemiche politiche a parte, l'elezione di Chiara Colosimo al vertice dell'Antimafia, pur avversata duramente dalle opposizioni, ormai è alle spalle. Anzi, proprio questa scelta della maggioranza, motiva ancor fortemente la stessa opposizione a far partire subito la commissione su temi storicamente all'attenzione dell'Antimafia. Convocato il primo ufficio di presidenza, atteso il cambio dei funzionari, la commissione "deve" partire subito. Le opposizioni saranno molto vigili e combattive su questo. 

Un senatore esperto come Walter Verini, già componente dell'Antimafia a guida Morra dove ha condotto un'indagine sui giornalisti vittime della mafia, non ha dubbi. È convinto che adesso "la commissione deve mettersi subito a lavorare". Scontato il ruolo di "presidio" che avrà Cafiero De Raho, l'ex magistrato ed ex procuratore nazionale antimafia oggi deputato di M5S che il Pd avrebbe votato anche per la presidenza. Quanto all'agenda di lavoro e ai temi più urgenti da affrontare l'elenco è presto fatto. E il Pd ne ha ben chiaro il perimetro. A partire dalle parole che il presidente Sergio Mattarella ha pronunciato nell'anniversario della morte di Giovanni Falcone, è necessario un impegno quotidiano e non è sufficiente solo onorare la memoria di chi è stato ucciso dalla mafia.

Da qui è facile giungere ai prossimi capitoli che dovrà affrontare l'Antimafia secondo il Pd. L'arresto di Messina Denaro e i tanti interrogativi tuttora aperti, di quali protezioni ha goduto nella sua lunga latitanza, quali menti hanno consigliato i luoghi delle stragi, chi sono stati i suggeritori, il ruolo e la complicità della borghesia mafiosa. Come dice Verini "la magistratura fa il suo lavoro, e l'Antimafia il suo". 

Dovrà essere aperto il dossier sugli appalti, tema su cui insiste anche Avs con Piccolotti. Perché il rischio, dopo il varo del nuovo codice per mano del ministro Matteo Salvini, il rischio è che "s'indeboliscano i presidi di legalità, mentre le mafie hanno sempre gli stessi appetiti, già segnalati da molte procure, soprattutto in relazione ai fondi del Pnrr". Quindi tocca al Parlamento non solo effettuare dei controlli, ma laddove è possibile trovare le vie per bloccare le infiltrazioni. Come dice Piccolotti "è indispensabile indagare sul rapporto che intercorre tra le organizzazioni criminali e il mondo degli appalti". Questione assai delicata che certo potrebbe trovare ostacoli nella maggioranza. 

La dem Valeria Valente, che fa parte dell'Antimafia, affida proprio alle opposizioni il ruolo di vedetta, e dice: "Proveremo a salvare l'istituzione e le battaglie e le indagini che rappresenta e che conduce, e non faremo né passi indietro né sconti". Ma, nella logica dei numeri, e visto com'è andata per l'elezione di Chiara Colosimo, la maggioranza può anche imporre la sua agenda e bloccare le richieste dell'opposizione. Ma deve anche rispondere al Parlamento e al Paese del nome che porta - commissione Antimafia - e degli obblighi che ha nei confronti degli italiani.