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Rai: Chiocci proposto per il Tg1, Preziosi per il Tg2. Tutti maschi al vertice dell'informazione dell'era Meloni

Ecco le nomine che l'ad sottoporrà al parere del cda di domani. L'ira del Pd, Bria: "Metodo e merito inaccettabile"
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Tutti maschi. TeleMeloni accende un paradosso: ora che a Palazzo Chigi siede una donna, la prima nella storia della Repubblica, i vertici Rai appena insediati dal governo piazzano soltanto uomini alla testa dei Tg. Neanche una fra le centinaia di graduate del Servizio pubblico è stata ritenuta degna di dirigere una testata nazionale: anzi, la più prestigiosa, Monica Maggioni che guidava l'ammiraglia, è stata dirottata altrove. Risultato? Fra new entry e conferme, il cosiddetto sesso forte vince a mani basse e disegna un monocolore di destra. In barba al richiamo sulla parità di genere lanciato dalla presidente (draghiana) Marinella Soldi, che adesso - anche se non servirà a niente - potrebbe astenersi o addirittura votare contro.

Maggioranza pigliatutto

Il faticoso accordo politico raggiunto dalla maggioranza, con la sponda di Giuseppe Conte, ha retto. Alla luce dei curricula trasmessi ai consiglieri in vista del Cda di domattina emerge l'e…

Tutti maschi. TeleMeloni accende un paradosso: ora che a Palazzo Chigi siede una donna, la prima nella storia della Repubblica, i vertici Rai appena insediati dal governo piazzano soltanto uomini alla testa dei Tg. Neanche una fra le centinaia di graduate del Servizio pubblico è stata ritenuta degna di dirigere una testata nazionale: anzi, la più prestigiosa, Monica Maggioni che guidava l'ammiraglia, è stata dirottata altrove. Risultato? Fra new entry e conferme, il cosiddetto sesso forte vince a mani basse e disegna un monocolore di destra. In barba al richiamo sulla parità di genere lanciato dalla presidente (draghiana) Marinella Soldi, che adesso - anche se non servirà a niente - potrebbe astenersi o addirittura votare contro.

Maggioranza pigliatutto

Il faticoso accordo politico raggiunto dalla maggioranza, con la sponda di Giuseppe Conte, ha retto. Alla luce dei curricula trasmessi ai consiglieri in vista del Cda di domattina emerge l'en plein di Fratelli d'Italia, il terreno guadagnato dalla Lega e l'avanzata pure di Forza Italia, mentre il M5S spunta qua e là più di frequente del previsto. Il partito di Giorgia Meloni spedisce al Tg1 un esterno, l'amico Gian Marco Chiocci, già direttore dell'AdnKronos. I berlusconiani impongono Antonio Preziosi al Tg2 e Iacopo Volpi a RaiSport. Al Tg3 resta invece Mario Orfeo in quota Pd, come pure  il "fratellino" Paolo Petrecca a RaiNews. I grillini ottengono il ritorno di Giuseppe Carboni, che prende RaiParlamento. Matteo Salvini conserva la TgR con Alessandro Casarin e Angela Mariella a Isoradio, strappando anche il Giornale Radio per Francesco Pionati. A Radio2 approda infine Simona Sala, in quota Cinquestelle.

Vince FdI, si difendono Lega e FI

Stesso schema sui Generi, il motore di format e programmi in grado di plasmare i nuovi palinsesti sovranisti. Marcello Ciannamea, gradito al Carroccio, fa lo switch con il sinistrorso Stefano Coletta: lui va all'Intrattenimento prime time, l'altro alla Distribuzione. Paolo Corsini, amato sia da FdI sia dalla Lega, da vice degli Approfondimenti diventa capo: sarà lui a decidere e supervisionare tutti i talk. Angelo Mellone, intellettuale organico alla destra, viene promosso a capo del Day Time. Con una sorpresa alla Direzione Cinema e Tv: Adriano De Majo caro al Movimento. Mentre ai Contenuti digitali arriva  Maurizio Imbriale, pare sponsorizzato da FI. Monica Maggioni coordinerà l'offerta editoriale. E restano infine al loro posto, ma soltanto per un anno poi si vedrà, Silvia Calandrelli alla Cultura, Maria Pia Ammirati alla Fiction, Fabrizio Zappi ai Documentari, Luca Milano a Rai Kids, Fabrizio Ferragni all'Offerta Estero, Elena Capparelli a RaiPlay.

L'ira del Pd

Per quanto riguarda le controllate, presidente di RaiCom verrà nominata Claudia Mazzola (altra "creatura" di Conte) che lascia l'Ufficio Studi a Francesco Giorgino, amministratore delegato sarà invece Sergio Santo. A San Marino radiotv sbarca Andrea Vianello, lì dirottato dal Gr1. A Rai Cinema rimangono presidente Nicola Claudio e ad Paolo Del Brocco. Un assetto che non piace per nulla a Francesca Bria. "Queste proposte sono irricevibili, nel merito e nel metodo", attacca la consigliera in quota Pd. "Dopo 8 giorni dal conferimento del suo incarico l'ad ci propone uno stravolgimento dell'assetto dirigenziale Rai con un'infornata di nomine sulle testate e generi principali. Invece di presentarsi in Cda con una visione industriale dell'azienda, una chiara idea su piano editoriale e risorse certe (ora che il governo vuole levare il canone dalla bolletta), garantendoci una data per la firma del contratto di servizio, si presenta con delle nomine che riflettono una lottizzazione selvaggia dell'azienda da parte della maggioranza di governo. Giornalisti e dirigenti indicati dai partiti di governo. Di fatto si tratta di un'organigramma costruito fuori dall'azienda, calpestando il ruolo di controllo e garanzia del Consiglio di amministrazione. La Rai appartiene ai cittadini italiani, non al governo di turno. Tra l'altro ci vengono proposti solo uomini alla guida di testate e generi. Abbiamo un esterno al Tg1 con un contratto per un anno e il Tg2 lo avevamo già nominato appena a dicembre. Sono scelte incomprensibili e inaccettabili".