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Da Bindi a Forgione, che fine hanno fatto i presidenti della commissione Antimafia

Rosy Bindi, ex presidente della commissione parlamentare Antimafia  
Da tempo non si vedeva una un nome così divisivo come Chiara Colosimo. I precedenti
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Da tempo non si vedeva una un nome così divisivo. Chiara Colosimo è la nuova presidente della commissione parlamentare Antimafia. L'ultimo nome espressione del centrodestra è stato quello di Giuseppe Pisanu, ex Dc poi passato a Forza Italia nel '94. Fu eletto a capo della commissione con tanto di congratulazioni dell'allora senatrice del Pd Anna Finocchiaro, di certo non poco ostile allo schieramento politico da cui Pisanu proveniva. 

Oggi l'ex numero uno del Viminale, complice la veneranda età (86 anni), è quasi sparito dai radar della politica. Ultimamente ha elogiato l'attuale governo: "Meloni sa stare con i piedi per terra nel presente e sa guardare a occhi aperti il futuro". ha detto a La Nuova Sardegna, auspicando - da vecchio democristiano - uno spostamento al centro di Fratelli d'Italia. Nel 2012 decise di abbandonare gli azzurri per passare a Scelta civica di Mario Monti, ma senza candidarsi alle polit…

Da tempo non si vedeva una un nome così divisivo. Chiara Colosimo è la nuova presidente della commissione parlamentare Antimafia. L'ultimo nome espressione del centrodestra è stato quello di Giuseppe Pisanu, ex Dc poi passato a Forza Italia nel '94. Fu eletto a capo della commissione con tanto di congratulazioni dell'allora senatrice del Pd Anna Finocchiaro, di certo non poco ostile allo schieramento politico da cui Pisanu proveniva. 

Oggi l'ex numero uno del Viminale, complice la veneranda età (86 anni), è quasi sparito dai radar della politica. Ultimamente ha elogiato l'attuale governo: "Meloni sa stare con i piedi per terra nel presente e sa guardare a occhi aperti il futuro". ha detto a La Nuova Sardegna, auspicando - da vecchio democristiano - uno spostamento al centro di Fratelli d'Italia. Nel 2012 decise di abbandonare gli azzurri per passare a Scelta civica di Mario Monti, ma senza candidarsi alle politiche che si sarebbero svolte nell'anno successivo. 

Un epilogo, quello dell'ex parlamentare, opposto rispetto a quello di altri colleghi che hanno ricoperto il medesimo ruolo. A partire da Rosy Bindi, presidente delle commissione Antimafia dal 2013 al 2018. La fondatrice del Pd non ricopre più incarichi dirigenziali all'interno del partito, ma la politica, al contrario di Pisanu, non ha mai smesso di bazzicarla. "Anzi - dice - ho ben tre tessere in tasca: quella di Azione cattolica, di Libera e dell'Anpi". Il Pd - la sua quarta tessera - continua a bacchettarlo di tanto in tanto. Durante il congresso sostenne l'estrema ipotesi dello scioglimento del partito e annunciò che non avrebbe partecipato alle primarie. Posizioni che fecero rumore, in un partito alle prese con l'ennesima crisi di leadership. 

Del suo incarico alla presidenza della commissione Antimafia parla con soddisfazione: "E' stata una delle esperienze più belle del mio percorso politico". Sull'elezione della nuova presidente, indicata da Giorgia Meloni in persona, Bindi non ha dubbi: "Questo tipo di incarichi andrebbero affidati a persone prive di ombre". Il riferimento è alle antiche frequentazioni di Colosimo con l'ex esponente dei Nar Luigi Ciavardini. "Se c'è un aspetto che è stato acclarato in ambito giudiziario è quello che riguarda la complicità della mafia con il terrorismo nero", dice Bindi. Una posizione che ricalca quella di un suo predecessore: Francesco Forgione, presidente della commissione Antimafia nel biennio 2006-2008, sotto il governo guidato da Romano Prodi. 

"Quando si ricoprono ruoli di questo genere non ci devono essere ombre". dice Forgione interpellato su Colosimo. Una vita in politica, sempre rigorosamente a sinistra: Pci, Rifondazione comunista e, infine, Sel. "Ora - afferma con orgoglio - sono sindaco di tre isole". Forgione, infatti, dal 2020 è il primo cittadino di Favignana, gioiello siciliano delle isole Egadi. "E' la cosa più difficile che abbia ha fatto". Più difficile di fare il parlamentare? "Assolutamente sì - risponde - noi siamo la prima linea. Un parlamentare discute, parla, approva, ma non non ha l'angoscia di dare la risposta immediata". 

Originario di Catanzaro, si è trasferito in Sicilia "per amore di questa terra". La candidatura a sindaco è stata quasi una logica conseguenza del lungo passato in politica. Alla Calabria è legato anche Nicola Morra, ultimo presidente della commissione Antimafia prima di Colosimo. Nato a Genova ma cresciuto a Cosenza, dove prima di candidarsi con il M5s (da cui sarà espulso per non aver votato la fiducia al governo Draghi) faceva l'insegnante di lettere e filosofia. Dell'ex grillino, però, si sono perse le tracce. L'unico indizio risale all'agosto del 2022, quando annunciò che non si sarebbe ricandidato: "Ho deciso di tornare a fare un altro lavoro da cittadino", disse.