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Occhiuto: "È illogico che non sia Bonaccini a occuparsi dei danni dell'alluvione in Emilia"

Roberto Occhiuto, governatore della Calabria  
Il presidente della Calabria contro lo stop al governatore: "Per dodici anni qui nella mia regione sono arrivati commissari di governo alla Sanità che sono entrati in conflitto con noi. Ora il commissario sono io ed è tutto più facile"
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Roberto Occhiuto, governatore della Calabria ed esponente di Forza Italia. Lei ha espresso chiaramente la convinzione che Bonaccini debba fare il commissario per la ricostruzione dopo l'alluvione.
"È semplicemente una constatazione che nasce dal fatto che chiunque si occupi di ricostruzione deve farlo in un contesto di norme, di attività, di adeguamento di strumenti di programmazione che non può prescindere dalla Regione. La cosa più logica è che sia Bonaccini a occuparsene. Ci sono esempi, d'altra parte, che corroborano questa tesi".

Quali?
"È dimostrato che le cose hanno funzionato meglio quando sono stati nominati come commissari i presidenti di Regione. È successo per il post-terremoto in Emilia ma anche per la Sanità in Calabria: per dodici anni sono arrivati qui commissari di governo che sono entrati in conflitto con la Regione. Da un anno il commissario è il governatore della Calabria, …

Roberto Occhiuto, governatore della Calabria ed esponente di Forza Italia. Lei ha espresso chiaramente la convinzione che Bonaccini debba fare il commissario per la ricostruzione dopo l'alluvione.
"È semplicemente una constatazione che nasce dal fatto che chiunque si occupi di ricostruzione deve farlo in un contesto di norme, di attività, di adeguamento di strumenti di programmazione che non può prescindere dalla Regione. La cosa più logica è che sia Bonaccini a occuparsene. Ci sono esempi, d'altra parte, che corroborano questa tesi".

Quali?
"È dimostrato che le cose hanno funzionato meglio quando sono stati nominati come commissari i presidenti di Regione. È successo per il post-terremoto in Emilia ma anche per la Sanità in Calabria: per dodici anni sono arrivati qui commissari di governo che sono entrati in conflitto con la Regione. Da un anno il commissario è il governatore della Calabria, cioè il sottoscritto, la coincidenza ha reso più favorevole la gestione".

Un suggerimento per Giorgia Meloni.
"Macché. La premier non ha certo bisogno dei miei consigli. Il governo ha destinato una somma importante all'emergenza alluvione in Romagna e anche Bonaccini lo ha riconosciuto. Adesso bisogna definire meglio il "cratere" dell'emergenza. Ci sono danni anche in Regioni limitrofe all'Emilia-Romagna".

Proprio la tesi per cui il commissario dovrà occuparsi anche di altre regioni potrebbe escludere Bonaccini.
"Beh, Marche e Toscana hanno avuto danni inferiori rispetto a quelli subiti dalla Romagna. Credo che i presidenti delle prime due Regioni si sentirebbero rappresentate più da un loro collega che da un altro funzionario dello Stato".

Alla fine il rischio è che in questa partita, che vale dieci miliardi, prevarranno logiche politiche.
"L'atteggiamento che Meloni ha tenuto sulla vicenda, anche rispetto a Bonaccini, e la circostanza che sia presente di nuovo domani nelle zone alluvionate con Ursula von der Leyen, dimostra che non c'è alcun pregiudizio da parte della presidente del Consiglio. La guida politica di questa fase è saldamente in mano alla premier".

In questa vicenda emerge un fronte trasversale dei governatori.
"Allude a Zaia ma mi sembra che anche Toti abbia detto le stesse cose sulla nomina di Bonaccini. Ripeto, sono considerazioni di buon senso: un commissario che è anche presidente della Regione interessata è una garanzia sul rispetto dei tempi e sulla spesa".

Non c'è regione che sia esente dal rischio di disastri conseguenti ad alluvioni, specie nel Sud martoriato dal dissesto idrogeologico.
"La prospettiva mi spaventa molto, devo ammetterlo: in Calabria devo essere preoccupato per la siccità e, se ci sarà pioggia, per gli eventi avversi che questi potranno causare. Molti di questi problemi dipendono dal fatto che le zone montane hanno subito un progressivo spopolamento. Laddove non c'è l'uomo a fare manutenzione del territorio, tutto è piu difficile. Io mi occupo costantemente della pulizia dei corsi fluviali. Ma purtroppo per decenni non c'è stata alcuna attenzione verso questo problema da parte dei sindaci: alcuni Comuni hanno realizzato strade sul letto dei fiumi. E poi c'è stato un falso ambientalismo che ha contrastato opere che potevano servire a ridurre il rischio ambientale: dighe e altre infrastrutture straordinarie e necessarie".

L'abusivismo ha fatto il resto. E le responsabilità sono più diffuse.
"Quando mi sono insediato ho trovato 400 opere abusive non abbattute dai Comuni per mancanza di soldi. Ho deciso di nominare 400 commissari ad acta e istituito un fondo di rotazione. Molti Comuni sotto i 10 mila abitanti non hanno segretario generale o il ragioniere capo, molti sono in predissesto e dissesto. Questi sono problemi oggettivi nel contrasto al dissesto idrogeologico".