Bonaccini: "La priorità è la ricostruzione. Deprimente se si discute solo di consenso"
di Giovanni Egidio"Io comunque starò qui a lavorare fino a che non sarà ripartito tutto. Sforzandomi di mantenere lucidità e equilibrio, perché la situazione lo richiede". Stefano Bonaccini cerca di tenersi a distanza dal dibattito che si è scatenato sulla sua, fin qui, mancata nomina a guidare la ricostruzione dell'Emilia-Romagna alluvionata. Ed è soddisfatto dell'impegno preso da Ursula von der Leyen dopo la visita alle terre disastrate. "Ho percepito una grande e reale disponibilità, sono certo che ci aiuteranno. Ne abbiamo bisogno, perché bisogna fare presto. Altrimenti, in queste condizioni, anche un evento atmosferico ordinario potrebbe riportarci indietro. Le priorità sono: strade, frane, argini e canali di bonifica. Vanno rimessi in sesto il prima possibile".
Capiamo l'emergenza, però non potrà non averle fatto piacere sentire il coro degli amministratori d'Italia, di qualsias…
"Io comunque starò qui a lavorare fino a che non sarà ripartito tutto. Sforzandomi di mantenere lucidità e equilibrio, perché la situazione lo richiede". Stefano Bonaccini cerca di tenersi a distanza dal dibattito che si è scatenato sulla sua, fin qui, mancata nomina a guidare la ricostruzione dell'Emilia-Romagna alluvionata. Ed è soddisfatto dell'impegno preso da Ursula von der Leyen dopo la visita alle terre disastrate. "Ho percepito una grande e reale disponibilità, sono certo che ci aiuteranno. Ne abbiamo bisogno, perché bisogna fare presto. Altrimenti, in queste condizioni, anche un evento atmosferico ordinario potrebbe riportarci indietro. Le priorità sono: strade, frane, argini e canali di bonifica. Vanno rimessi in sesto il prima possibile".
Capiamo l'emergenza, però non potrà non averle fatto piacere sentire il coro degli amministratori d'Italia, di qualsiasi colore, invocare il suo nome per il ruolo di commissario.
"Certo che mi ha fatto piacere. Direi lo stesso io di Zaia, Fedriga o Toti, anche se hanno un'altra appartenenza politica. Semplicemente perché anch'io, come loro, so che un presidente di Regione deve per forza conoscere meglio di tutti il proprio territorio ed è la persona più adatta a gestire la ricostruzione".
E come si spiega che in questo caso non venga scelto il presidente dell'Emilia-Romagna?
"Non ne ho idea. E comunque il tema non è il nome. Io spero solo che chiunque scelgano non lo facciano per questioni di consenso senza tenere conto delle urgenze. Sarebbe deprimente. Io ora mi occupo di fare l'amministratore. La politica è la mia vita, ma ci sono momenti in cui bisogna metterla da parte e darsi da fare senza tenere conto delle bandiere. Nell'emergenza lo schema politico salta. Io, l'ho già detto, spero solo che il commissario, chiunque sarà, non pensi di poter gestire questa situazione al telefono da Roma. Perché rallenterebbe tutto. Senza un confronto e una collaborazione serrata con gli amministratori di qui, sindaci in primis, la situazione non si risolve. E se non si risolleva l'Emilia-Romagna, rallenta tutto il Paese, perché il Pil nazionale lo trainiamo forte, e da anni, proprio da questa terra".
Il suo rapporto con la premier Meloni com'è?
"Fin qui è stato ottimo. Abbiamo collaborato benissimo, non solo con lei ma anche con molti altri dei suoi ministri. Tra l'altro commissario mi hanno già nominato, per il rigassificatore di Ravenna, e in 120 giorni di lavoro abbiamo chiuso un progetto che ridarà autonomia energetica all'Italia e proteggerà i cittadini - ma anche il welfare, i comuni e le aziende - dalle spaventose bollette arrivate in autunno".
Nonostante i fin qui ottimi rapporti con Meloni, in consiglio regionale il centrodestra la considera corresponsabile del disastro post alluvione. Come se lo spiega?
"Ognuno fa politica come meglio crede e con gli argomenti che ha. Prima mi hanno detto che ero troppo ambientalista, ora mi dicono che sono stato cementificatore...Io continuo a pensare che ci siano solo avversari e non nemici da abbattere, e mi comporto di conseguenza. Anche durante la campagna elettorale per le primarie dissi che consideravo Meloni una premier capace, e non me ne sono pentito. Poi un conto sono le capacità, altro le visioni politiche e prospettiche. Che tra noi sono opposte e tali rimarranno" .
Con la segretaria del Pd Elly Schlein invece è parso non molto in sintonia sull'uso dei fondi del Pnrr per la ricostruzione.
"No, no, siamo in piena sintonia. E ci siamo sentiti tutti i giorni da quando c'è stata l'alluvione. Lei ha detto che se c'è possibilità di usarli, lo si deve fare. E io la penso allo stesso modo. Ho solo aggiunto che non vanno rallentati i tempi perché sono fondi a cui non possiamo rinunciare. Ma credo che qualcosa si riuscirà a utilizzare, anche se naturalmente bisognerà farlo in armonia col governo".
Ai ragazzi di Extinction Rebellion che l'altro giorno sono venuti in consiglio a contestarvi in difesa dell'ambientalismo, cosa si sente di dire?
"Che vanno ascoltati, che il nuovo mondo andrà governato con principi diversi. Se il tema è l'utilizzo di suolo pubblico, abbiamo già tagliato di 11mila ettari lo spazio edificabile. E di altri 11mila ettari lo taglieremo. Fino a arrivare al consumo di suolo a saldo zero".
Sì ma gli ambientalisti dicono che il consumo zero va raggiunto prima del previsto, se si vogliono evitare altre catastrofi.
"Ci si può anche ragionare. Purché si tenga conto che questa regione, da poverissima che era nel primo dopoguerra, è diventata ricca. E che ha il tasso di disoccupazione più basso del Paese. Oltre ad avere il numero più alto di studenti universitari. E livelli altissimi di welfare. Insomma che non si commetta l'errore di mettere in contrapposizione ambiente e lavoro, perché sarebbe uno sbaglio madornale".
Tornando all'alluvione, la situazione più difficile è quella di Conselice, dove l'acqua ristagna e non si riesce a togliere?
"Sì, ma stiamo cercando soluzioni. E le troveremo a breve. Non abbiamo la bacchetta magica, ma non lasceremo solo nessuno. Questo è sicuro"