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Il governo pronto a cancellare la parola "razza" nella Pa: cambio di rotta dopo il caso Lollobrigida

Francesco Lollobrigida (ansa)
L'Esecutivo apre alla modifica di atti e documenti contenuta nell'emendamento del dem Arturo Scotto: sarà utilizzata la parola "nazionalità". La proposta era scattata in seguito alle parole del ministro sulla sostituzione etnica
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ROMA - Salvo clamorosi ripensamenti dei partiti di maggioranza, tra qualche settimana scomparirà negli atti e documenti delle pubbliche amministrazioni la parola ''razza''. E sarà sostituita da ''nazionalità''. La svolta dovrebbe essere preceduta lunedì dalla posizione che assumerà il governo di fronte alle commissioni affari costituzionali e lavoro della Camera, che si occupano del decreto pubblica amministrazione. In quella sede, l'esecutivo si rimetterà al giudizio della commissione sull'emendamento del deputato del Pd Arturo Scotto che prevede appunto l'abolizione del concetto di ''razza''. Ma gli uffici legislativi della PA, di Palazzo Chigi e del ministero dell'Economia hanno già dato in via ufficiosa un parere tecnico positivo all'ammissibilità della modifica, che è considerata sostenibile anche dal punto di vista finanziario. Si tratterebbe di una …

ROMA - Salvo clamorosi ripensamenti dei partiti di maggioranza, tra qualche settimana scomparirà negli atti e documenti delle pubbliche amministrazioni la parola ''razza''. E sarà sostituita da ''nazionalità''. La svolta dovrebbe essere preceduta lunedì dalla posizione che assumerà il governo di fronte alle commissioni affari costituzionali e lavoro della Camera, che si occupano del decreto pubblica amministrazione. In quella sede, l'esecutivo si rimetterà al giudizio della commissione sull'emendamento del deputato del Pd Arturo Scotto che prevede appunto l'abolizione del concetto di ''razza''. Ma gli uffici legislativi della PA, di Palazzo Chigi e del ministero dell'Economia hanno già dato in via ufficiosa un parere tecnico positivo all'ammissibilità della modifica, che è considerata sostenibile anche dal punto di vista finanziario. Si tratterebbe di una inversione di rotta, perché soltanto pochi giorni prima la maggioranza aveva bocciato in aula un ordine del giorno di questo tenore. Adesso, il contrordine. E d'altra parte, è difficile ipotizzare che l'esecutivo - una volta deciso di considerare ammissibile l'emendamento - possa poi farlo bocciare, scatenando una gigantesca polemica politica ed esponendo l'Italia anche in sede internazionale su un tema così sensibile.

La novità, infatti, assume un peso maggiore perché arriva dopo le reiterate dichiarazioni del ministro meloniano Francesco Lollobrigida, il quale aveva sollevato un'ondata di proteste per questa dichiarazione: ''Non possiamo arrenderci all'idea della sostituzione etnica - aveva detto - gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada". Pochi giorni dopo, l'11 maggio, aveva aggiunto: ''Credo che sia evidente a tutti che non esiste una razza italiana. È un falso problema immaginare un concetto di questa natura. Esiste però una cultura, un'etnia italiana, quella che la Treccani definisce raggruppamento linguistico culturale, che immagino che in questo convegno si tenda a tutelare. Perché sennò non avrebbe senso". Anche a seguito di queste prese di posizione, Scotto aveva presentato un ordine del giorno per abolire la parola razza dai documenti della PA, bocciata dalla maggioranza in aula. Un'iniziativa ripetuta in commissione affari costituzionali con l'emendamento al decreto - scritto dal ministro berlusconiano Paolo Zangrillo - che prevede di sostituire la parola razza con nazionalità.

La prossima settimana, dunque, è attesa la formalizzazione dell'ammissibilità degli emendamenti e  il voto della commissione sul testo. Il governo non si oppone alla modifica. Toccherà però in ultima istanza alla maggioranza di destra - e dunque ai gruppi di Fratello d'Italia, Forza Italia e Lega - esprimersi a favore dell'emendamento, oppure bocciarlo. Scatenando ulteriori polemiche.