Mattarella onora don Milani e il valore della scuola, poi dice: "Mai mettere a tacere la presentazione di un libro". Roccella apprezza
dal nostro inviato Concetto VecchioBARBIANA - "La scuola è di tutti, deve essere di tutti. Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Il merito non è l'amplificazione del vantaggio di chi già parte favorito". Nel prato di Barbiana il presidente Sergio Mattarella onora così don Lorenzo Milani, nel centenario della nascita. Lo definisce "un maestro, un educatore, una guida". Un prete "scomodo". "Un grande italiano". Fautore di "una scuola come promozione e non di selezione sociale".
"La scuola di Barbiana durava tutto il giorno - le parole di Mattarella -. Cercava di infondere la voglia di imparare, la disponibilità a lavorare insieme agli altri. Cercava di instaurare l'abitudine a osservare le cose del mondo con spirito critico. Senza sottrarsi mai al confronto, senza pretendere di mettere a tacere qualcuno, tanto meno un libro o la sua presentazione". Un chiaro riferimento alla vicenda Roccella al Salone di Torin…
BARBIANA - "La scuola è di tutti, deve essere di tutti. Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Il merito non è l'amplificazione del vantaggio di chi già parte favorito". Nel prato di Barbiana il presidente Sergio Mattarella onora così don Lorenzo Milani, nel centenario della nascita. Lo definisce "un maestro, un educatore, una guida". Un prete "scomodo". "Un grande italiano". Fautore di "una scuola come promozione e non di selezione sociale".
"La scuola di Barbiana durava tutto il giorno - le parole di Mattarella -. Cercava di infondere la voglia di imparare, la disponibilità a lavorare insieme agli altri. Cercava di instaurare l'abitudine a osservare le cose del mondo con spirito critico. Senza sottrarsi mai al confronto, senza pretendere di mettere a tacere qualcuno, tanto meno un libro o la sua presentazione". Un chiaro riferimento alla vicenda Roccella al Salone di Torino.
Mattarella: “Mai mettere a tacere qualcuno, tanto meno un libro o la sua presentazione”
Cos'è il merito, per Mattarella? "È dare nuove opportunità a chi non ne ha". Barbiana nel 1954, quando don Milani aprì la sua scuola per gli ultimi, era un rudere di case, senza luce elettrica né strade asfaltate. Don Milani cominciò a fare scuola ai figli dei contadini, analfabeti, destinati a un destino avverso. Costruì una comunità, "di radicalità evangelica", sapendo che la differenza è tra un uomo con mille parole e uno che ne ha soltanto cento. Mattarella cita un pensiero che gli è molto caro: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica. Sortirne da soli è l'avarizia". Il suo discorso rispecchia la sua visione della società: la scuola come specchio del Paese.
Quella di Mattarella è una sorta riparazione istituzionale, in un'occasione che ha riunito esponenti del cattolicesimo democratico, da Rosy Bindi ("don Milani resta una spina nel fianco per noi"), che presiede il comitato per le celebrazioni, al sindaco di Verona, Damiano Tommasi.
Don Milani divide ancora. Per la destra rimane "un cattivo maestro", come ha scritto Marcello Veneziani su La Verità. La Chiesa lo ha riabilitato solo in anni recenti, con Papa Francesco che venne qui nel 2017. Il presidente della Cei, Matteo Zuppi, oggi è in prima fila. Il priore di Barbiana però è più citato che studiato a fondo. I suoi temi rimangono attualissimi, dalla dispersione scolastica all'attenzione ai ceti meno abbienti, dalla lettura sistematica dei giornali in classe, in un Paese che è penultimo nella classifica in Europa per numero di laureati. Altre idee, sull'avversione alle bocciature, forse sono datate, ma il suo Lettera ad una professoressa rimane una riflessione potente e necessaria, lo ha ribadito don Zuppi: è stato il bestseller del '68, e in questi giorni è tornato tra i libri più venduti. E lo slogan I care parla ai giovani, che si sono messi in marcia dalla piazza di Vicchio fino a Barbiana. "Il motto di chi rifiuta l'egoismo e l'indifferenza", ricorda il Capo dello Stato. Resta una grande lezione. Qual è la morale? "Si può cambiare il mondo da quassù" ha detto il sindaco di Vicchio, Filippo Carlà Campa.
Roccella: "Apprezzo molto le parole di Mattarella"
"Ho molto apprezzato le parole del presidente Mattarella, soprattutto in una giornata significativa come il centenario della nascita di Don Milani e in un contesto particolare come la scuola di Barbiana. Mai mettere a tacere nessuno, mai mettere a tacere un libro. Spirito critico e libertà di espressione sono valori che i nostri giovani devono imparare a coltivare insieme". Lo ha scritto sul suo profilo Facebook la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella.