Guerra (Pd): "Le tasse sono un 'pizzo di Stato'? Così Meloni strizza l'occhio all'evasione in cambio di voti"
di Giovanna Casadio"Le tasse paragonate al 'pizzo di Statò sono un messaggio politico chiaro di Giorgia Meloni: è lo scambio tra la tolleranza ad evadere in cambio del consenso politico. Non a caso l'ha detto in campagna elettorale". Cecilia Guerra è la responsabile Lavoro del Pd, economista, deputata, ex sottosegretaria. Giudica le parole della premier un fatto "grave", non solo perché "strizza l'occhio all'evasione", ma anche per il paragone con il "pizzo", che rimanda all'estorsione mafiosa.
Cecilia Guerra, le tasse ai piccoli commercianti sono "pizzo di Stato", come sostiene la premier Giorgia Meloni?
"La parola 'pizzo' è inequivocabile. Il pizzo è uno strumento nelle mani dell'organizzazione criminale mafiosa. Dire così equivale a dire che lo Stato si comporta nei confronti dei contribuenti come una associazione criminale. È gravissimo, soprattutto se a di…
"Le tasse paragonate al 'pizzo di Statò sono un messaggio politico chiaro di Giorgia Meloni: è lo scambio tra la tolleranza ad evadere in cambio del consenso politico. Non a caso l'ha detto in campagna elettorale". Cecilia Guerra è la responsabile Lavoro del Pd, economista, deputata, ex sottosegretaria. Giudica le parole della premier un fatto "grave", non solo perché "strizza l'occhio all'evasione", ma anche per il paragone con il "pizzo", che rimanda all'estorsione mafiosa.
Cecilia Guerra, le tasse ai piccoli commercianti sono "pizzo di Stato", come sostiene la premier Giorgia Meloni?
"La parola 'pizzo' è inequivocabile. Il pizzo è uno strumento nelle mani dell'organizzazione criminale mafiosa. Dire così equivale a dire che lo Stato si comporta nei confronti dei contribuenti come una associazione criminale. È gravissimo, soprattutto se a dirlo è la presidente del Consiglio che rappresenta lo Stato al suo massimo livello. Ha indicato le tasse come strumento estorsivo sorretto da una minaccia: se non mi paghi avrai conseguenze terribili e ingiuste. Ma la tassazione, per quanto impegnativa, è lo strumento per il funzionamento dei beni collettivi: la sanità, l'istruzione, le strade, la difesa, la sicurezza, le infrastrutture".
Un messaggio con quali conseguenze?
"È un messaggio di legittimazione dell'evasione fiscale, di un comportamento cioè in base al quale una parte dei cittadini italiani fa bene a non concorrere al finanziamento dei beni collettivi, pur usufruendone".
Però Fratelli d'Italia accusa il Pd e la sinistra di strumentalizzare il discorso di Meloni, che proprio contro i grandi evasori ha promesso battaglia.
"Ha fatto riferimento alla banche, che non mi risulta siano tra i soggetti che evadono. Inoltre abbiamo un impegno internazionale a contrastare l'elusione dei grandi gruppi economici. Ma gli ultimi dati del ministero dell'Economia e Finanze dicono che nell'ambito del lavoro autonomo e della piccola impresa c'è un tasso di evasione sul reddito del 68,3%. Ovviamente ci sono tanti contribuenti onesti e la nostra finalità non è certo prendersela con una categoria o l'altra di contribuenti, ma garantire un sistema fiscale equo in cui, a parità di reddito, tutti paghino la stessa imposta".
Oggi non è così?
"Non è così, dal momento che ogni tipologia di reddito paga la sua imposta. Tutti i redditi fuori dall'Irpef non sono sottoposti alla progressività e non pagano un euro ai Comuni di residenza e alla Regione di appartenenza. Noi dem vogliamo cambiare questo stato di cose, mentre la delega fiscale del governo lo conferma e anzi lo peggiora".
Tuttavia c'è una iniquità del sistema fiscale, non crede?
"La stessa evasione fiscale è un elemento di iniquità molto forte e non va tollerata. Mentre nella delega fiscale del governo si procede con il ricorso continuo ai condoni".
Meloni ha anche detto che è meglio il taglio del cuneo fiscale del salario minimo. Lei è d'accordo?
"Sono due cose entrambe necessarie. Il taglio del cuneo fiscale rientra nell'ambito della riforma del sistema fiscale e dovrebbe portare a un riequilibrio dell'onere di imposta che ora grava in modo sproporzionato sul reddito da lavoro dipendente. Il salario minimo riguarda il mercato del lavoro e serve ad affermare un principio di base: il lavoro va pagato, remunerato. Il salario minimo eviterà gli abusi legati alla contrattazione pirata, che vediamo agire continuamente in alcuni settori, ad esempio nell'agricoltura, nella logistica, nei servizi".