Ad Ancona cade il buongoverno: i dem non conservano neppure la roccaforte
dalla nostra inviata Silvia BignamiANCONA - Per l'Europa era la migliore amministrazione del mondo, quella targata Pd di Ancona. Per gli anconetani evidentemente no. Il Pd perde nella città dove ha sempre vinto: da trent'anni solo il centrosinistra è entrato a Palazzo del Popolo. Valeria Mancinelli, sindaca uscente che aveva scelto e benedetto come candidata la sua delfina Ida Simonella, era stata insignita del premio di City Mayors come "Miglior sindaco del mondo" nel 2018: campionessa del buongoverno. Tutto crollato quando le urne hanno decretato la vittoria col 57,3% del candidato della destra Daniele Silvetti. Un ceffone in faccia al Pd. Simonella e Mancinelli, entrambe con gli occhi lucidi, si abbracciano ancora incredule nella sede elettorale mezza vuota al Museo della Città. "Ho detto a Valeria che mi dispiace di non essere riuscita a fermare la destra. Il vento era fortissimo, sono venuti qui tutti i ministri. Ora spero solo non disperdano tutto...", dice la cand…
ANCONA - Per l'Europa era la migliore amministrazione del mondo, quella targata Pd di Ancona. Per gli anconetani evidentemente no. Il Pd perde nella città dove ha sempre vinto: da trent'anni solo il centrosinistra è entrato a Palazzo del Popolo. Valeria Mancinelli, sindaca uscente che aveva scelto e benedetto come candidata la sua delfina Ida Simonella, era stata insignita del premio di City Mayors come "Miglior sindaco del mondo" nel 2018: campionessa del buongoverno. Tutto crollato quando le urne hanno decretato la vittoria col 57,3% del candidato della destra Daniele Silvetti. Un ceffone in faccia al Pd. Simonella e Mancinelli, entrambe con gli occhi lucidi, si abbracciano ancora incredule nella sede elettorale mezza vuota al Museo della Città. "Ho detto a Valeria che mi dispiace di non essere riuscita a fermare la destra. Il vento era fortissimo, sono venuti qui tutti i ministri. Ora spero solo non disperdano tutto...", dice la candidata. "Errori ne ho sicuramente fatti", ammette Mancinelli. Ma a botta calda difficile dire quale sia stato fatale.
Uno schiaffo quello di Ancona. Un altro muro che crolla. "Vittoria storica. Vittoria di Ancona e degli Anconetani", esulta il vincitore circondato da clacson, cori e oltre un centinaio di sostenitori. Silvio Berlusconi lo ha invitato ad Arcore nei giorni scorsi, lui ci andrà, giura. Non credeva di farcela, Silvetti: quando le prime schede davano vincente il Pd già parlava da sconfitto davanti alle telecamere. Poi ecco che passa in vantaggio. Un boato si leva dalla sala dove i militanti raccolgono i voti dai rappresentanti di lista. E dalla vetta non si muove più: vince e brinda sotto le finestre del Pd regionale, che ironia della sorte ha sede proprionello stesso stabile. Alla fine, nonostante la sua nascita politica nel Fronte della Gioventù, amico stretto di Galeazzo Bignami, Silvetti, iscritto a Forza Italia, si descrive come un "federatore", quasi quasi un mezzo civico. "È stata una vittoria non ideologica", dice. Come dire che non c'entra il vento della destra. È il centrosinistra che ha perso.
Ma qual è la sua colpa, nella città meglio governata del mondo? "Arroganza", sentenzia Francesco Rubini Filogna, che al primo turno aveva corso con due liste di "sinistra-sinistra" raggiungendo da solo quasi il 7%. E che non è riuscito ad accordarsi con i dem nemmeno per il bollattaggio. Troppo lontane le posizioni sull'ambiente, il consumo di suolo, la protezione del paesaggio. Impossibile parlare con un centrosinistra che "ad Ancona ha detto no all'area marina protetta del Conero. Che ha permesso l'ingresso delle grandi navi commerciali in porto. Che ha chiuso la stazione marittima", racconta. Su questi nodi si sono consumati molti divorzi. Già i Verdi al primo turno erano andati per conto loro. Così come i 5 Stelle, divisi tra loro ma uniti sul no al Pd. Per il ballotaggio il Pd non ha ricucito né fatto apparentamenti, affidandosi solo al centro e alla "resistenza contro la destra peggiore". Pure Elly Schlein è venuta in Piazza Roma pochi giorni fa a lanciare la volata a Simonella, sperando nell'effetto Udine: la sinistra che non è alleata con noi ci voterà per impedire la vittoria di Meloni. E invece no: "Arroganza. Pensavano di poter fare tutto da soli", insiste Rubini, amareggiato al telefono mentre la destra sale le scale del Comune al grido di "Ancona Libera" e "Mancinelli vai a casa".
"Ancona libera": i sostenitori di Silvetti invadono il municipio dopo la vittoria del centrodestra
Anche perché la destra ha messo il dito nelle divisioni a sinistra. Nel giorni scorsi Silvetti ha persino arruolato Floriano Bonifazi, allergologo di fama che una volta lavorava per la giunta Mancinelli. Oggi ha una delega "verde" nello staff del sindaco di destra. "Sui temi ambientali, noi eravamo paradossalmente più vicini alla sinistra del Pd", si frega le mani a vittoria in tasca Silvetti. Abbracciato dalla moglie Manola e poi via verso la "presa" del Comune, marciando su Corso Garibaldi, sotto la statua di Cavour, fino al municipio. Giorgia Meloni si complimenta su Facebook. Alle 19 col presidente della Regione Francesco Acquaroli, FdI festeggia nella piazza dove aveva fatto il comizio Schlein. Ora la destra governa quasi tutte le Marche e s'allunga sulla costa Adriatica: "Manca solo Pesaro, ma arriverà anche quella", giurano i militanti mentre entrano in Comune.