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Europee 2024, l’operazione tutta in salita dell’ala destra dei popolari per liberarsi dei socialisti

Manfred Weber  
Il tentativo solitario di Manfred Weber di incassare l’intesa per accreditarsi in vista del 2024. Gozi: "No a patto scellerato tra Ppe e sovranisti"
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BERLINO - Salvate il soldato Manfred. Si potrebbe battezzare così la complessa, duplice missione del leader dei popolari europei, Manfred Weber. Portare Giorgia Meloni nell'alveo del Partito popolare europeo e sabotare la ricandidatura di Ursula von der Leyen. Ai primi di giugno, il capo del Ppe sarà a Roma per approfondire le discussioni in corso con la premier italiana e favorire un avvicinamento di Fratelli d'Italia a una famiglia politica che ha sempre avuto un enorme peso nel continente. I popolari navigano in acque agitate e subiranno un'emorragia di seggi, alle elezioni del 2024 - anche per il destino incerto di Forza Italia. Ecco perché Weber si è messo in testa di allargare il Ppe almeno ai postfascisti italiani e ai conservatori cechi, scippandoli ai conservatori europei. L'8 giugno sarà di nuovo a Roma con l'amico Antonio Tajani per un convegno sui valori cristiani. In realtà per continuare a tessere la sua trama…

BERLINO - Salvate il soldato Manfred. Si potrebbe battezzare così la complessa, duplice missione del leader dei popolari europei, Manfred Weber. Portare Giorgia Meloni nell'alveo del Partito popolare europeo e sabotare la ricandidatura di Ursula von der Leyen. Ai primi di giugno, il capo del Ppe sarà a Roma per approfondire le discussioni in corso con la premier italiana e favorire un avvicinamento di Fratelli d'Italia a una famiglia politica che ha sempre avuto un enorme peso nel continente. I popolari navigano in acque agitate e subiranno un'emorragia di seggi, alle elezioni del 2024 - anche per il destino incerto di Forza Italia. Ecco perché Weber si è messo in testa di allargare il Ppe almeno ai postfascisti italiani e ai conservatori cechi, scippandoli ai conservatori europei. L'8 giugno sarà di nuovo a Roma con l'amico Antonio Tajani per un convegno sui valori cristiani. In realtà per continuare a tessere la sua trama.

L'intesa è un asso che il politico della Csu tedesca vuole calare al cospetto dei suoi colleghi europei anche per garantirsi un futuro. La poltrona di Weber è insidiata dagli astri nascenti dei conservatori tedeschi - come Daniel Caspary, attuale capo della Cdu/Csu al Parlamento europeo. Ma la stessa Ursula von der Leyen, per ora Spitzenkandidatin per i Popolari, sarà candidata in Bassa Sassonia e potrebbe ambire a presiedere il gruppo finché non le sarà garantita la conferma alla presidenza della Commissione. Weber guarda a questo futuro ricco di insidie e prova a portare in dote Meloni anche per garantirsi una posizione di prestigio - si mormora della presidenza del Parlamento Ue - se tutto andrà secondo i piani.

La richiesta a Meloni di togliere la fiamma fascista dal simbolo del partito, raccontata ieri da Repubblica, si accompagnerà dunque a una serie di raccomandazioni che Weber ribadirà alla premier e che il politico della Csu tedesca ha già avuto modo di formulare in quest'anno di ripetute missioni in Italia. Per ora quella del matrimonio tra i postfascisti italiani e i popolari europei è ancora un'impresa complicata, che vede impegnato Weber in prima persona, ma che continua a suscitare alzate di sopracciglia tra molti suoi alleati, anche tra il potente azionista di maggioranza del Ppe, la Cdu/Csu tedesca. Weber le ripeterà probabilmente di tenersi lontana dall'autocrate ungherese Orban. O di non calpestare le linee rosse segnalate nei mesi scorsi e preliminari per un dialogo futuro con il Ppe: sostegno all'Ucraina, rispetto dello stato di diritto, fedeltà alla Ue e alla Nato. Il timore è che Meloni possa essere tentata di rincorrere Matteo Salvini o adottare in vista delle Europee gli stessi toni estremisti del 2021.

La missione di Weber, al momento, viene ancora definita "solitaria" da due fonti qualificate del Ppe. Nessuno dei primi ministri o presidenti in Europa che faccia parte dei popolari europei gli ha ancora fornito un appoggio esplicito al "lodo Meloni". E i rappresentanti dei Paesi nordici sono tendenzialmente contrari. La cancellazione della fiamma sembra dunque un primo passo per rendere la sua missione anzitutto più appetibile nei Paesi dove l'opposizione a qualsiasi forma di fascismo è ancora una questione seria.

Gozi: "No a patto scellerato tra Ppe e destre"

"Dai padri fondatori ai figli distruttori. Quello che Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman hanno costruito - il sogno di un'Europa unita, democratica, all'insegna della pace -, i loro eredi del Partito popolare europeo vogliono distruggere. Il progetto di Manfred Weber e Antonio Tajani di spostare a destra il Ppe, per andare alla guida dell'Ue con i sovranisti e i nazionalisti, è un patto scellerato con il diavolo che rischia di distruggere per sempre l'Unione europea." Lo afferma Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo. "Cosa ne pensa l'attuale presidente del Parlamento, Roberta Metsola? Noi di Renew Europe non lo permetteremo", conclude.