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La resa di Ancona, roccaforte espugnata: "Il vento del centrodestra spirava troppo forte"

La candidata Pd, erede della sindaca uscente si ferma a 48,3%: è la prima volta dall'avvento della Seconda Repubblica. Vince Daniele Silvetti di Forza Italia (ma con trascorsi An). E i suoi sostenitori invadono il municipio con bandiere e cori da stadio
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ANCONA - "Le roccaforti rosse non esistono più. Mi spiace molto di non essere riuscita a fermare l'avanzata della destra" Così dice, con un filo di voce, Ida Simonella, erede della sindaca uscente Valeria Mancinelli. La candidata dem si arrende dopo un'ora e mezza di spoglio, quando ormai mancano una manciata di sezioni e il risultato è chiaro: ad Ancona vince la destra, che qui non ha mai vinto negli ultimi trent'anni, dall'inizio della Seconda Repubblica. Prima certo, c'erano la Dc, i repubblicani, i socialisti. Ma mai il centrodestra nato da Silvio Berlusconi era entrato nel Palazzo del Comune. Fino a ora. La candidata Pd si ferma a 48,3% contro il 51,7% dello sfidante di Forza Italia (ma con trascorsi in An e nel Fronte della Gioventù) Daniele Silvetti. Tra loro circa 1400 voti assoluti: abbastanza per cambiare la storia.

Una vera e propria presa del Comune, da parte della destra, che sente cambiare il vento appena S…

ANCONA - "Le roccaforti rosse non esistono più. Mi spiace molto di non essere riuscita a fermare l'avanzata della destra" Così dice, con un filo di voce, Ida Simonella, erede della sindaca uscente Valeria Mancinelli. La candidata dem si arrende dopo un'ora e mezza di spoglio, quando ormai mancano una manciata di sezioni e il risultato è chiaro: ad Ancona vince la destra, che qui non ha mai vinto negli ultimi trent'anni, dall'inizio della Seconda Repubblica. Prima certo, c'erano la Dc, i repubblicani, i socialisti. Ma mai il centrodestra nato da Silvio Berlusconi era entrato nel Palazzo del Comune. Fino a ora. La candidata Pd si ferma a 48,3% contro il 51,7% dello sfidante di Forza Italia (ma con trascorsi in An e nel Fronte della Gioventù) Daniele Silvetti. Tra loro circa 1400 voti assoluti: abbastanza per cambiare la storia.

Una vera e propria presa del Comune, da parte della destra, che sente cambiare il vento appena Silvetti passa in vantaggio, dopo poche sezioni. Nel comitato elettorale del candidato si raduna una folla. In strada c'è chi suona il clacson. Si comincia pure a brindare col Morodor, vino prodotto da uno dei candidati locali. Silvetti viene pure chiamato dal ministro Antonio Tajani, quando ancora si trattiene l'entusiasmo. Dall'altra parte, nella sede Pd al Museo della Città, i musi sono lunghi. Simonella si presenta a risultato acquisito: "Qui il vento della destra spirava fortissimo". Nulla da recriminare, assicura, al Pd nazionale, che pure ha cercato di lanciarle la volata, con Elly Schlein che ha tenuto il 26 maggio un grande comizio in piazza Roma: "Non recrimino nulla, e se anche avessi da recriminare non lo farei: la responsabilità è mia e della coalizione". Una coalizione Pd- centrista col Terzo Polo. Fuori i 5 Stelle e anche la lista della sinistra sinistra che non si sono apparentate al secondo turno, nonostante abbiano chiesto ai loro elettori di non votare la destra.

Esultanza e cori da stadio invece al comitato di Silvetti. Oltre un centinaio di sostenitori ha accompagnato il candidato fino al Comune. "Ancona libera" e "E Mancinelli va a casa" i cori da stadio lungo lo scalone che li conduce alla sala Angelini, dove Silvetti rilascia le prime dichiarazioni da sindaco: "La battaglia non è stata mai sul piano ideologico. Ora sarò sindaco di tutti gli anconetani".

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