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Baruffi: "Alle comunali una grande sconfitta ma ora non processiamo Elly Schlein"

Intervista al responsabile enti locali dem: "In un’alleanza bisogna investirci. Un limite che Conte non abbia chiuso la campagna con noi"
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ROMA - "Mettere "sotto processo" Elly Schlein sarebbe una sciocchezza, peraltro queste amministrative erano state impostate prima che diventasse segretaria". Davide Baruffi, bonacciniano, è il responsabile enti locali del Pd. Ammette la delusione per la sconfitta netta. E lancia una stoccata a Conte: "Nelle alleanze bisogna crederci".

Baruffi, la destra ha vinto tutte le città al ballottaggio tranne Vicenza. Speravate in un bottino alle amministrative e invece è stata una batosta?

"Il nostro risultato è negativo, inutile girarci intorno. Se è vero che il segno complessivo viene dalle città principali allora ha vinto la destra, però ci sono stati buoni risultati in città medie da Cologno Monzese a Torre del Greco".

Meloni e Salvini hanno il vento in poppa: su 13 città capoluogo la destra ne ha vinte 9 e in Sicilia ha fatto cappotto.

"Meloni gode ancora di un credito important…

ROMA - "Mettere "sotto processo" Elly Schlein sarebbe una sciocchezza, peraltro queste amministrative erano state impostate prima che diventasse segretaria". Davide Baruffi, bonacciniano, è il responsabile enti locali del Pd. Ammette la delusione per la sconfitta netta. E lancia una stoccata a Conte: "Nelle alleanze bisogna crederci".

Baruffi, la destra ha vinto tutte le città al ballottaggio tranne Vicenza. Speravate in un bottino alle amministrative e invece è stata una batosta?

"Il nostro risultato è negativo, inutile girarci intorno. Se è vero che il segno complessivo viene dalle città principali allora ha vinto la destra, però ci sono stati buoni risultati in città medie da Cologno Monzese a Torre del Greco".

Meloni e Salvini hanno il vento in poppa: su 13 città capoluogo la destra ne ha vinte 9 e in Sicilia ha fatto cappotto.

"Meloni gode ancora di un credito importante, ma la forza della destra, anche in questo caso, nasce più dalla capacità di stare insieme che da un consenso maggioritario nel Paese che non c'è. E il punto è proprio qui".

Lei è un "bonacciniano", con la responsabilità degli enti locali: cosa ritiene che non abbia funzionato?

"Che un'alternativa alla destra deve presentarsi come tale, riconoscibile e credibile. E invece un centrosinistra nuovo che si presenti agli elettori per vincere ancora non c'è".

Ma ora la segreteria è già sotto botta e partirà un "processo" a Schlein?

"No. Queste amministrative era state impostate e chiuse prima ancora che la nuova segreteria nascesse. Sarebbe quindi una sciocchezza. Non lo dico per scaricare responsabilità, Schlein ha scelto subito di metterci la faccia. Ma per dire che il percorso che abbiamo davanti è lungo e deve impegnare tutti".

A Vicenza avete indovinato il candidato, che è un lettiano?

"Quella di Giacomo Possamai è stata un'ottima candidatura, credibile e affiancata da molte energie civiche. Non vince perché lettiano, ma perché l'alchimia creata ha superato i limiti politici generali che dicevo ed enfatizzato la cifra dell'innovazione e della freschezza della proposta".

Avere perso Ancona è il rammarico maggiore?

"Sì, perché è una città importante e perché la destra non sta facendo bene in quel territorio. Ma naturalmente il responso degli elettori va accettato".

In Toscana non siete riusciti a spuntarla, nonostante ci fossero divisioni a destra.

"Siamo riusciti a portare la destra al ballottaggio nei tre capoluoghi in cui eravamo all'opposizione, ma non è bastato. Servirà un supplemento di riflessione, perché l'aspettativa era diversa".

Sconfitta a Brindisi: è segno che l'alleanza con i 5stelle non è decisiva? Anche a Pisa il patto rosso-giallo non ha funzionato.

"In una alleanza bisogna investirci: il fatto che Conte non abbia accettato di chiudere da nessuna parte la campagna elettorale con Schlein, lo giudico un limite. Il caso Brindisi va poi esaminato a parte: abbiamo scelto di non sostenere il sindaco uscente, che pure si era ricandidato, e questo ha complicato non poco la sfida rispetto alla destra. Ma cambiare era comunque necessario, come si è visto".