La carezza di Mattarella alla Romagna alluvionata: "Niente pause negli aiuti, sarò accanto al governo"
dal nostro inviato Concetto VecchioFAENZA - L'acqua è arrivata quasi fino in piazza, "merce alluvionata sconto 50 per cento" è il cartello che i negozianti di Faenza espongono nelle vetrine di corso Saffi, incontri ragazzi con le pale e gli stivali sporchi di fango, in via Silvio Pellico in tre estraggono silenziosi la melma dalla cantina di un affittacamere, da Benetton campeggia la scritta "Mattarella passaci a trovare".
E il presidente ieri la Romagna dell'alluvione l'ha girata in lungo e in largo, Modigliana, Forlì, Cesena, Lugo, Ravenna, Faenza, ha stretto centinaia di mani, incoraggiato gli sfollati, ringraziato i volontari, che gli hanno regalato il loro gilet giallo con la scritta Tin Bota, resisti. A questo popolo, che lo ha accolto ovunque con affetto e gratitudine, è venuto a portare la solidarietà della Repubblica. "Non ho parole per ringraziarvi" ha detto ai soccorritori, più e più volte.
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FAENZA - L'acqua è arrivata quasi fino in piazza, "merce alluvionata sconto 50 per cento" è il cartello che i negozianti di Faenza espongono nelle vetrine di corso Saffi, incontri ragazzi con le pale e gli stivali sporchi di fango, in via Silvio Pellico in tre estraggono silenziosi la melma dalla cantina di un affittacamere, da Benetton campeggia la scritta "Mattarella passaci a trovare".
E il presidente ieri la Romagna dell'alluvione l'ha girata in lungo e in largo, Modigliana, Forlì, Cesena, Lugo, Ravenna, Faenza, ha stretto centinaia di mani, incoraggiato gli sfollati, ringraziato i volontari, che gli hanno regalato il loro gilet giallo con la scritta Tin Bota, resisti. A questo popolo, che lo ha accolto ovunque con affetto e gratitudine, è venuto a portare la solidarietà della Repubblica. "Non ho parole per ringraziarvi" ha detto ai soccorritori, più e più volte.
Qual è il senso del viaggio? "Non dovete avere paura di rimanere soli", ha spiegato ai sindaci riuniti a Faenza, nell'ultima tappa. "Non lo sarete. Sarò al vostro fianco. Il governo ha stanziato somme ingenti e io sono accanto al governo. L'attenzione rimarrà alta anche quando i riflettori si spegneranno". Ora il decreto del governo non c'è ancora, e si litiga sul commissario alla ricostruzione, ma intanto Mattarella ci mette la faccia. Il messaggio politico che ha voluto lanciare è di aperto sostegno ma anche di vigilanza: tutti devono marciare nella stessa direzione, le istituzioni ai vari livelli debbono sentirsi responsabili. A Forlì, in piazza la mattina, tra i bambini col tricolore, aveva detto alla popolazione assiepata sotto i portici: "Tutta l'Italia vi è vicina. La ricostruzione deve essere veloce. Ricostruire è un'esigenza nazionale, perché questo è un territorio importante economicamente. So che ce la farete, e ce la farete con l'aiuto dello Stato e del governo. Ho visto tante ferite sorvolando Modigliana, abitazioni, aziende, strade, bisogna riprendere con coraggio e decisione". "La sua presenza per noi è una carezza" c'era scritto in un manifesto in piazza Saffi.
Mentre parlava a Forlì, il ministro Nello Musumeci ha provato a rovinare la visita, polemizzando su RaiNews 24 per il fatto che nessuno avesse invitato un rappresentante del governo a illustrare al capo dello Stato "le criticità". Come se il governatore Bonaccini e i sindaci non conoscessero la loro terra. E il Quirinale ha replicato: "Mai fatto inviti, ma se qualcuno vuol venire è benvenuto".
Il Presidente ha elogiato a più riprese il grande cuore dei romagnoli, la loro operosità fattiva, "noi siamo già ripartiti", gli ha annunciato il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca. "Non bisogna fare in modo che vi siano sentimenti di resa, di abbandono", ha detto il capo dello Stato. Ma i 108 sindaci avevano facce tese e stanche, queste due settimane pesano come secoli, in un intervento toccante Massimo Isola, il primo cittadino di Faenza, dopo aver elencato i danni (la città conta 2 mila sfollati, colpite soprattutto le case popolari) e i pericoli che ora corre l'economia, gli ha detto: "Abbiamo bisogno del suo spirito repubblicano".
A Cesena gli hanno fatto gustare una fava romagnola al cento per cento, ci sono 50 mila posti nell'agricoltura a rischio, un contadino gli ha detto: "Ci vogliono tre anni per rifare un vigneto e cinque per un frutteto di peschi". Naturalmente gli hanno cantato "Romagna mia", e un signore commosso gli ha raccontato come ha messo in salvo la famiglia in canoa. E Mattarella: "Complimenti anche per l'inventiva". Gli hanno detto grazie per avere donato il premio avuto dal Papa, centomila euro. A Lugo ha visitato il teatro difeso dalle acque dagli stessi abbonati che di notte hanno messo in salvo platea e poltrone. "Tornerete come prima", li ha elogiati.
Il sole cocente picchia sulla Romagna ferita. La gente nei bar discute di cantine allagate, di idraulici da chiamare, di mobili rovinati. C'è chi ha perso tutto. Ai lati delle strade il fango segna il passaggio dell'acqua, mobili accatastati, pronti per la discarica. Eppure, in tanto strazio ("il primo pensiero è per le vittime", ha ripetuto il capo dello Stato), colpisce lo spirito ottimista e concreto. Il Quirinale ha portato l'abbraccio dello Stato, e la promessa che farà da garante affinché la ricostruzione proceda spedita. Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ex dc di centrodestra, ha citato un episodio della lotta partigiana. "Complimenti per la resistenza", ha detto Mattarella.