"Forse non si è capito, ma il voto di domani a Strasburgo è di importanza cruciale: mi auguro che sul regolamento europeo per aumentare la produzione di munizioni per l'Ucraina la segretaria tenga la barra dritta e non abbia cedimenti", avverte Lia Quartapelle, deputata riformista ed ex responsabile Esteri del Pd.
Perché è così importante, onorevole?
"Perché va nella direzione di rafforzare l'integrazione europea come risposta all'aggressione russa. Tutti i Paesi membri, Italia compresa, hanno un'industria di armamenti tarata per un tempo di pace, ma purtroppo Putin ci ha trascinato in guerra e quindi bisogna fare in modo di adeguarla alle esigenze del conflitto in corso".
E cosa c'entra l'integrazione europea?
"La proposta della Commissione prevede per la prima volta regole e risorse comuni nel campo della difesa. Per chi come il Pd si batte da anni per creare un unico sistema europeo di Difesa è un deciso passo in avanti".
Il suo gruppo in Europa è spaccato, alcuni ritengono che tali iniziative portino a un'escalation bellica anziché fermare la guerra.
"Capisco che non sia gradevole parlare di produzioni di armi, ma ripeto: dovremmo essere tutti sollevati che ci sia un'Europa solidale, disposta ad aiutare un altro Paese a rispondere a un'aggressione militare".
Anche la segretaria pare però avere qualche incertezza.
"Leggo dai giornali che ci sono alcuni colleghi che vorrebbero astenersi. Mi auguro che Schlein intervenga per tenere la barra dritta. Il Pd ha sempre votato sì, mutare orientamento non romperebbe solo l'unità dei socialisti europei, schierati decisamente a favore, ma pure l'unità del Pd: significherebbe cambiare la linea del partito sul conflitto in Ucraina senza averlo mai discusso da nessuna parte".
Neanche se desse indicazione per l'astensione?
"Sarebbe un regalo incredibile alle destre: fra le forze politiche italiane resterebbero le uniche a votare per il rafforzamento della difesa europea, nonché a sostenere l'Ucraina e l'Occidente".