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"La prima riunione della commissione alla Casa del jazz confiscata". L'idea del Pd che non dispiace a Colosimo

Chiara Colosimo, nuova presidente della commissione parlamentare Antimafia 
La presidente della bicamerale eletta tra le polemiche accoglie l'invito del capogruppo dem ma si riserva di decidere più avanti. Il complesso fu sequestrato a Nicoletti, cassiere della Banda della Magliana
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ROMA - "La prima riunione della commissione Antimafia si faccia nella Casa del jazz di Roma, un simbolo della vittoria dello Stato contro la criminalità". Dice così il capogruppo dei dem Walter Verini che nel primo ufficio di presidenza della neonata - tra le polemiche - commissione Antimafia fa la proposta ai colleghi e a Chiara Colosimo, eletta solo dalla sua maggioranza al vertice della commissione per via dei suoi antichi legami con l'esponente dei Nar Luigi Ciavardini. Una commissione storica che ha visto tra i suoi vertici Gerardo Chiaromonte, Luciano Violante, Beppe Pisanu e Rosi Bindi. Colosimo accoglie l'invito, anche se si riserva di decidere nella prossima riunione quando saranno chiuse le formalità che accompagnano l'avvio della commissione più strategica e "visibile" sul piano dello schieramento politico contro la criminalità. Ma quello di Colosimo non è affatto un no preclusivo. Tutt'altro.&nbs…

ROMA - "La prima riunione della commissione Antimafia si faccia nella Casa del jazz di Roma, un simbolo della vittoria dello Stato contro la criminalità". Dice così il capogruppo dei dem Walter Verini che nel primo ufficio di presidenza della neonata - tra le polemiche - commissione Antimafia fa la proposta ai colleghi e a Chiara Colosimo, eletta solo dalla sua maggioranza al vertice della commissione per via dei suoi antichi legami con l'esponente dei Nar Luigi Ciavardini. Una commissione storica che ha visto tra i suoi vertici Gerardo Chiaromonte, Luciano Violante, Beppe Pisanu e Rosi Bindi. Colosimo accoglie l'invito, anche se si riserva di decidere nella prossima riunione quando saranno chiuse le formalità che accompagnano l'avvio della commissione più strategica e "visibile" sul piano dello schieramento politico contro la criminalità. Ma quello di Colosimo non è affatto un no preclusivo. Tutt'altro. 

La proposta del senatore Verini, del resto, è inappuntabile. Proprio perché fortemente simbolica, visto che tutta la storia della Casa del jazz dimostra come lo Stato possa non solo riappropriarsi di un bene, ma farne un simbolo della lotta alla mafia. Proprio come disse l'allora sindaco Walter Veltroni quando il complesso, sequestrato al cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti, fu affidato al Comune di Roma da Margherita Vallefuoco, allora commissaria straordinario del governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali.

"La casa di morte diventa casa di vita" disse Veltroni. E così è stato. Anche se la stele all'ingresso con i nomi di 683 vittime della mafia dal 1893 al 2005, frutto della collaborazione di Libera, non consente di dimenticare il passato. E non è certo un caso se tra gli "inquilini" della Casa del jazz ci sia anche l'associazione Ossigeno per l'informazione, il gruppo che documenta i tanti casi di giornalisti minacciati proprio per il lavoro che svolgono coraggiosamente.

Insomma, della Casa del jazz ci sarebbe tanto da raccontare dall'inaugurazione con Don Luigi Ciotti presidente di Libera e Nando Dalla Chiesa. Certo è che, come dice Walter Verini, essa è il "luogo giusto per far partire la nuova Antimafia". Il senatore dem lo chiede pubblicamente: "No a un'Antimafia chiusa nelle sue stanze, sì  a un'Antimafia che apre i suoi lavori in un luogo simbolo della lotta alla mafia". Dalla Colosimo arriva un "grazie per la proposta" e a seguire il suo "per me nulla osta".