In Rai Amadeus, Venier, Insegno e Lippi: la Tele-Meloni che verrà tra le tante conferme e poche novità e sul 'modello' Mediaset
di Giovanna VitaleTeleMeloni modello Mediaset. Nel corso del comitato editoriale che in Rai non si riuniva da sette anni, i nuovi vertici della televisione pubblica - l'ad Roberto Sergio e il dg Giampaolo Rossi - insieme ai neo-direttori dei Generi hanno iniziato a disegnare i palinsesti della prossima stagione in vista della presentazione a Napoli il 7 luglio. Un percorso che entrerà nel vivo da lunedì, quando cominceranno gli incontri one-to-one con i conduttori e gli autori dei programmi - sia confermati sia debuttanti - da mandare in onda a partire dall'autunno.
Usato sicuro
Due i caposaldi del new deal catodico a matrice sovranista. Il primo: puntare sull'usato sicuro per evitare di spaventare il pubblico Rai, procedendo con alcuni cambi chirurgici alla guida delle trasmissioni più seguite - per esempio Serena Bortone, che potrebbe lasciare Oggi è un altro giorno a Nunzia De Girolamo - ma senza toccare il grosso dei volti storici. Anchor come Amadeus, Mara…
TeleMeloni modello Mediaset. Nel corso del comitato editoriale che in Rai non si riuniva da sette anni, i nuovi vertici della televisione pubblica - l'ad Roberto Sergio e il dg Giampaolo Rossi - insieme ai neo-direttori dei Generi hanno iniziato a disegnare i palinsesti della prossima stagione in vista della presentazione a Napoli il 7 luglio. Un percorso che entrerà nel vivo da lunedì, quando cominceranno gli incontri one-to-one con i conduttori e gli autori dei programmi - sia confermati sia debuttanti - da mandare in onda a partire dall'autunno.
Usato sicuro
Due i caposaldi del new deal catodico a matrice sovranista. Il primo: puntare sull'usato sicuro per evitare di spaventare il pubblico Rai, procedendo con alcuni cambi chirurgici alla guida delle trasmissioni più seguite - per esempio Serena Bortone, che potrebbe lasciare Oggi è un altro giorno a Nunzia De Girolamo - ma senza toccare il grosso dei volti storici. Anchor come Amadeus, Mara Venier, Carlo Conti, Antonella Clerici, Alberto Matano e via elencando dovrebbero perciò conservare gli spazi consueti. A cui si aggiungerà qualche "grande ritorno", da Claudio Lippi a Pino Insegno. E qualche novità: in testa Myrta Merlino (che potrebbe traslocare da La7 la sua striscia quotidiana) ma non Nicola Porro, che ha appena comunicato l'intenzione di restare fedele al Biscione.
Reti modello Mediaset
Il secondo caposaldo è la riorganizzazione delle reti, ciascuna destinata ad avere un compito specifico. Un po' come già fatto a Mediaset. RaiUno rimarrà generalista e istituzionale (al pari di Canale5), quindi non dovrebbe subire grossi stravolgimenti. RaiDue si dedicherà prevalentemente all'intrattenimento e alle serie tv, con lo sguardo puntato ai giovani e agli esperimenti cross-mediali (simile a Italia1): il format da testare partirà il 4 luglio, si intitola Happy Family e verrà trasmesso dal lunedì al venerdì in diretta tutte le mattine, sia alla radio sia in tv. Condotto da Ema Stokolma con i Gemelli di Guidonia, se andrà bene verrà riproposto anche dopo l'estate. A rischiare lo snaturamento è invece Rai3, che dovrebbe diventare la rete principe dell'informazione e dell'approfondimento, esattamente com'è oggi Rete4.
Lo snaturamento di Rai3
Progetto che però, sussurrano allarmati a Saxa Rubra, potrebbe far perdere quell'identità progressista e di sinistra coltivata sin dai tempi di Angelo Guglielmi. È qui infatti che dovrebbero finire i nuovi talk sovranisti, che andranno ad affiancare programmi più longevi come Carta Bianca. Un grande calderone dove far convivere Marco Damilano e la meloniana Laura Tecce; Sigfrido Ranucci e Monica Setta, pupilla di Salvini; l'intellettuale di destra Pietrangelo Buttafuoco e, forse, Massimo Gramellini che non ha ancora deciso se abbandonare o rimanere in Rai. Oltre a Monica Maggioni, che potrebbe prendere il posto di Lucia Annunziata la domenica pomeriggio. E così l'effetto annacquamento sarebbe garantito.
Conferme e novità
A RaiUno l'informazione sarà presidiata da Bruno Vespa, ormai diventato il consigliere preferito della premier per gli affari televisivi, che manterrà sia la striscia post Tg1 sia Porta a Porta. A UnoMattina tornerà Roberto Poletti, già direttore di RadioPadania e biografo del leader leghista. Milo Infante, sempre caro al Carroccio, conserva Ore14 su Rai2, seguito da Bella ma' di Pierluigi Diaco, amico dichiarato di Giorgia Meloni. Mentre resta un rebus la collocazione di Report su Rai3: l'ipotesi - studiata con perfidia - è anticiparlo alla domenica sera, dove Fabio Fazio ha lasciato una voragine, ma la redazione resiste e si capisce pure perché. Se dovesse fare anche solo un punto in meno di share, la colpa sarà del programma d'inchiesta più odiata dalla destra.