Torna in grande stile la parata del 2 giugno: oltre ai muscoli sfila la difesa civile
di Conchita SanninoROMA - "L’Italia siamo noi", orgoglio di patria inciso nel tema della prima Festa della Repubblica dell’era Meloni. E, sotto quel titolo, lo slogan che ribadisce, e accarezza il Tricolore: "Italiani, patrimonio di valori". Un claim che vuole essere "totalmente inclusivo", si precisa a scanso di equivoci ai piani alti del Palazzo della Difesa. Sarà comunque una parata militare e civile in grande stile, quella messa a punto dal ministro Guido Crosetto con i suoi generali, al lavoro da settimane sulla sequenza che oggi dominerà il panorama dei Fori Imperiali.
Sono 77 anni da quel referendum che sancì la nascita dell’Italia repubblicana (affluenza all’89 per cento, ricorda la scheda voluta dal governo: andarono a votare quasi 25 milioni sui 28 aventi diritto): e a dare il via alla giornata solenne è come sempre il presidente Sergio Mattarella, al suo fianco il titolare della Difesa, che apre le celebr…
ROMA - "L’Italia siamo noi", orgoglio di patria inciso nel tema della prima Festa della Repubblica dell’era Meloni. E, sotto quel titolo, lo slogan che ribadisce, e accarezza il Tricolore: "Italiani, patrimonio di valori". Un claim che vuole essere "totalmente inclusivo", si precisa a scanso di equivoci ai piani alti del Palazzo della Difesa. Sarà comunque una parata militare e civile in grande stile, quella messa a punto dal ministro Guido Crosetto con i suoi generali, al lavoro da settimane sulla sequenza che oggi dominerà il panorama dei Fori Imperiali.
Sono 77 anni da quel referendum che sancì la nascita dell’Italia repubblicana (affluenza all’89 per cento, ricorda la scheda voluta dal governo: andarono a votare quasi 25 milioni sui 28 aventi diritto): e a dare il via alla giornata solenne è come sempre il presidente Sergio Mattarella, al suo fianco il titolare della Difesa, che apre le celebrazioni con l’omaggio al Milite ignoto e l’alzabandiera sull’Altare della Patria, prima di passare in rassegna, sulla storica Lancia Flaminia, ben dieci reparti, prima della sfilata. Che apre con 300 sindaci insieme al presidente dell’Anci Antonio Decaro, con rappresentanza degli amministratori dell’Emilia Romagna colpita al cuore, e chiude con le acrobazie mozzafiato delle Frecce.
Perché quell’accento sugli italiani? "Perché si festeggia la Repubblica di tutti, ma soprattutto la Repubblica per tutti", spiega Crosetto a Repubblica, nella breve pausa prima di entrare ai giardini del Quirinale. "È ciò che rende l’Italia un 'autentico patrimonio di valori', come leggete nel nostro tema di quest’anno, perché l’Italia siamo noi, con i nostri valori e la nostra storia. La Difesa è di tutti e per tutti". Un modo per dire, come recita la nota scritta, che "la Repubblica non esisterebbe senza la coesistenza di differenti sogni, provenienza, età, professioni, condizioni sociali che senza alcuna distinzione si identificano in una unità che affratella tutti". (Non tutti, in verità: vista la mancata cittadinanza per tanti figli di immigrati che hanno completato un ciclo di studi nel nostro Paese).
A cantare l’inno sarà il soprano Eleonora Buratto con la banda interforze, anche se per motivi di scaletta non riuscirà ad eseguire la versione lunga, originaria, del 1847: che viene però pubblicata per esteso nella brochure della Festa meloniana, con le strofe sull’Austria che dilania Italia e Polonia (“Il sangue d’Italia, il sangue polacco, bevé col cosacco”) o su “i bimbi d’Italia si chiaman Balilla” (il riferimento è al soprannome del ragazzo-eroe, nella settecentesca rivolta popolare di Genova).
I numeri raccontano comunque una visione. Sfileranno oggi oltre 5400 donne e uomini delle forze militari e civili, 140 mezzi ruotati, 171 cavalli, 76 bandiere, 19 tra bande e fanfare e ben 30 velivoli. Tra questi ultimi, gli elicotteri NH90 della Marina militare che hanno strappato alla morte gli anziani arrampicati sui tetti dell’Emilia Romagna, o gli F35 e gli Eurofighter, i caccia di quinta generazione sui teatri di guerra. Da un lato, insomma, prova muscolare di schieramento militare nelle varie articolazioni (sebbene non al livello del 2009, con l’allora ministro La Russa. Che poi, negli anni recenti in cui era mancata quella grandeur, era arrivato a disertare la Festa per protesta).
Dall’altro, celebrazione di una macchina di soccorso e sicurezza che in queste settimane ha dato un’altra prova d’eccellenza, dalla tragica alluvione interna (con quei salvataggi di vecchi e bambini tenuti stretti al verricello, in volo sopra i centri alluvionati), al Piano di evacuazione che ha riportato a casa gli italiani travolti dagli scontri in Sudan.
Dieci maxischermi distribuiti nelle maggiori piazze di Roma e Milano trasmettono il manifesto della 77esima Festa, mentre a Roma sfila il corteo imponente. Dopo i primi cittadini, la banda dell’Arma, e le bandiere di tutte le forze armate con quelle dell’Unione europea, dell’Onu e della Nato, ecco le rappresentanze d’elite e tutti i vari settori (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma, Guardia di Finanza, Polizia. In particolare, è una donna, la dirigente superiore Elisabetta Mancini ad aprire il reparto del corpo civile di pubblica sicurezza, che quest’anno sfila anche con i campioni paralimpici diventati operatori di Ps).
A chiudere, naturalmente, le ardite “coreografie” dei piloti delle Frecce Tricolori, il più giovane dei quali ha realizzato un sogno: Luca, trent’anni appena (ma come i colleghi, con esperienze nell’operativo), l’anno scorso sfilava in reparto sui Fori Imperiali, adesso ribalta la visuale, governerà con i seniores, tra rombi e incroci, il finale dall’alto.