Angelosanto: "Narcos digitali, ecco come cambia la lotta alle mafie"
di Gianluca Di Feolessibile, innovativa, cosmopolita: la 'ndrangheta non è più la realtà arcaica dell'Aspromonte ma una vera holding hi-tech, con strumenti sofisticati come la criptofonia e una padronanza degli investimenti telematici. Per questo la lotta alle mafie deve estendersi al cyberspazio". L'Arma dei carabinieri festeggia oggi 209 anni dalla fondazione e il generale Pasquale Angelosanto, il comandante del Raggruppamento Operativo Speciale che ha catturato Matteo Messina Denaro, si trova a fronteggiare sfide che parevano inimmaginabili, coi vecchi boss che maneggiano tecnologie avanzatissime e agiscono sui mercati mondiali con una visione da manager globali. Sono i narcos digitali, una minaccia al centro dell'operazione Eureka condotta in tutta l'Ue contro i nuovi traffici delle cosche calabresi, in grado di importare cocaina a tonnellate: "Ormai sono diventate una mafia senza confini", dichiara il generale.
Come si stanno trasformando i …
lessibile, innovativa, cosmopolita: la 'ndrangheta non è più la realtà arcaica dell'Aspromonte ma una vera holding hi-tech, con strumenti sofisticati come la criptofonia e una padronanza degli investimenti telematici. Per questo la lotta alle mafie deve estendersi al cyberspazio". L'Arma dei carabinieri festeggia oggi 209 anni dalla fondazione e il generale Pasquale Angelosanto, il comandante del Raggruppamento Operativo Speciale che ha catturato Matteo Messina Denaro, si trova a fronteggiare sfide che parevano inimmaginabili, coi vecchi boss che maneggiano tecnologie avanzatissime e agiscono sui mercati mondiali con una visione da manager globali. Sono i narcos digitali, una minaccia al centro dell'operazione Eureka condotta in tutta l'Ue contro i nuovi traffici delle cosche calabresi, in grado di importare cocaina a tonnellate: "Ormai sono diventate una mafia senza confini", dichiara il generale.
Come si stanno trasformando i clan italiani del terzo millennio?
"Hanno saputo adeguarsi al cambiamento dei tempi e dell'economia, modificando i metodi d'azione per evitare le misure repressive e ottimizzare i profitti. La ndrangheta è una delle più evolute: ha assunto i lineamenti di una holding criminale con molteplici interessi leciti e illeciti, infiltrando numerosi settori dell'economia legale. E si è ristrutturata: in pratica ha diversificato le strutture operative, interne o esterne alle famiglie, a seconda delle competenze nei traffici, nelle capacità imprenditoriali e finanziarie. Il tutto senza alterare l'apparato di rituali che garantiscono un efficace controllo sugli affiliati, sia nei territori d'origine che nel resto del mondo. Mantiene le radici nella tradizione ma cresce nel futuro. Quanto alle tecnologie, le mafie per sottrarsi alle attività investigative fanno uso di tutti gli strumenti più evoluti, tra cui la telefonia criptata".
Nelle sua lunga carriera lei si è occupato di Cosa nostra, camorra e ndrangheta. Ritiene che oggi alla guida delle famiglie ci sia una nuova generazione più aperta allo sfruttamento delle innovazioni tecnologiche?
"Le organizzazioni mafiose non costituiscono un'entità statica, ma tendono costantemente ad adattarsi allo scenario normativo, economico e sociale. Oggi, ci troviamo di fronte a mafie con elevate capacità tecnico-informatiche che sanno ben utilizzare il FinTech per ottenere servizi e prodotti finanziari o ricorrere all'impiego di criptovalute per trasferire capitali in maniera istantanea e anonima in qualunque parte del pianeta".
Il Ros ha una struttura investigativa tecnologica d'avanguardia: oggi il problema maggiore è inseguire lo sviluppo delle innovazioni oppure introdurre gli strumenti giudiziari per contrastare le cosche hi-tech?
"La spiccata capacità tecnologica mostrata dalle mafie richiede che la lotta si sposti anche nel cyberspazio. Il Raggruppamento utilizza in modo sempre più significativo sistemi tecnologici avanzati, come i programmi per le ricerche nel 'deep web' e le intercettazioni audio-video e telematiche con l'analisi della "scia telematica", rappresentata dai metadati dei messaggi scambiati tra gli indagati. È indispensabile da un lato che le forze di polizia dispongano di personale altamente specializzato e degli strumenti più avanzati, dall'altro che la normativa venga costantemente adeguata. Ad esempio, particolarmente complesse sono le operazioni per il sequestro dei portafogli di criptovalute, perché si tratta di asset digitali che valgono milioni ma possono essere dispersi con un semplice click: c'è bisogno di leggi all'altezza della sfida e di una efficace cooperazione giudiziaria e di polizia tra Stati".
Tra le organizzazioni criminali italiane, la 'ndrangheta è quella che non solo ha consolidato la presenza in alcuni Paesi europei ma sembra continuare a espandersi in nuovi continenti. Esiste una mappa aggiornata dell'internazionalizzazione?
"Un collaboratore di giustizia che sedeva al vertice della mafia calabrese ha dichiarato: 'La 'ndrangheta non si ferma a Reggio Calabria: è in Canada, in Australia, in America... in tutte le parti del mondo'. Le evidenze giudiziarie e di analisi confermano la sua presenza in diversi Stati europei, tra cui spicca la Germania, e in altri continenti come le Americhe e l'Australia. Già negli anni Novanta le famiglie calabresi mandarono loro emissari in Colombia per aprire canali di importazione diretti: sono stati tra i primi a introdurre la figura del broker, che si occupa degli acquisti di droga e dei mezzi per trasportare i carichi in maniera sicura. La novità è il rapporto sempre più stringente tra le mafie italiane e quelle straniere, tra cui quella albanese che, oltre ad avere propri broker nei paesi produttori per comprare i narcotici, ha acquisito entrature nei porti del Nord Europa per garantire il passaggio di tonnellate di cocaina nascoste tra i container. E c'è un'evoluzione nei trasferimenti dei capitali con cui vengono pagate le importazioni di stupefacenti: impiegano pure "specialisti" cinesi che mettono a disposizione milioni ovunque nel mondo, praticamente senza spostare somme di denaro grazie al meccanismo delle compensazioni".