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Mattarella a Parigi: "Con la Francia rapporti secolari e solidi" . E sull’Europa avverte: “Abbiamo molto da recuperare in fiducia”

L'arrivo di Sergio Mattarella a Parigi (agf)
Il Capo dello Stato nel primo giorno della sua visita ufficiale oltralpe ha incontrato 50 giovani diplomatici (25 italiani e l'altra metà francesi). E ha ribadito l'importanza del Trattato del Quirinale. Domani con Macron inaugura la mostra dedicata a Napoli al Louvre, poi il pranzo all'Eliseo
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PARIGI - Quelli tra Italia e Francia sono "rapporti secolari". E solidi. Nel suo primo atto della visita di due giorni a Parigi Sergio Mattarella ribadisce la forza delle relazioni con la Francia. È l'ufficializzazione di una distensione. Domani Mattarella e Macron inaugureranno la mostra dedicata a Napoli al Louvre. Ci sarà anche il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La distensione quindi coinvolge anche il governo.  

Il Capo dello Stato stasera ha parlato a 50 giovani diplomatici, venticinque italiani e francesi, nella cornice dell'ambasciata italiana in rue de Varenne: si sono formati congiuntamente in virtù del Trattato del Quirinale. Un Trattato che la destra ha avversato, e la cui importanza è stata qui ribadita. Venne firmato al Quirinale, ricorda. Un altro tassello di un asse. Poi cita De Gaulle, che due giorni dopo la caduta del fascismo, il 27 luglio 1943, parlò "di stretta vicinanza" e di "i…

PARIGI - Quelli tra Italia e Francia sono "rapporti secolari". E solidi. Nel suo primo atto della visita di due giorni a Parigi Sergio Mattarella ribadisce la forza delle relazioni con la Francia. È l'ufficializzazione di una distensione. Domani Mattarella e Macron inaugureranno la mostra dedicata a Napoli al Louvre. Ci sarà anche il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La distensione quindi coinvolge anche il governo.  

Il Capo dello Stato stasera ha parlato a 50 giovani diplomatici, venticinque italiani e francesi, nella cornice dell'ambasciata italiana in rue de Varenne: si sono formati congiuntamente in virtù del Trattato del Quirinale. Un Trattato che la destra ha avversato, e la cui importanza è stata qui ribadita. Venne firmato al Quirinale, ricorda. Un altro tassello di un asse. Poi cita De Gaulle, che due giorni dopo la caduta del fascismo, il 27 luglio 1943, parlò "di stretta vicinanza" e di "interdipendenza tra due grandi popoli latini". In questo modo Mattarella ribadisce la forza di un'amicizia, che è un modo di stare in Europa. Proprio mentre la destra e i popolari preparano l'assalto al cielo di Bruxelles, l'anno prossimo alle Europee, col proposito di sfrattare i socialisti e disegnare un'altra visione. 

L'altro tema è quindi l'Europa. Domani Mattarella e Macron pranzeranno insieme all'Eliseo. I migranti saranno in cima all'agenda, proprio mentre Giorgia Meloni a Tunisi prova a costruire un percorso che porti a una frenata delle partenze. Ma il ruolo della Ue il cuore di tutto. Tra un anno che Europa sarà? Quella di Mattarella si può riassumere in tre parole: democrazia, tolleranza, solidarietà. Un nucleo di valori costruito insieme con la Francia, ribadisce Mattarella. Il Capo dello Stato, nell'intervista a Poste News, lo scorso 30 maggio, ha sottolineato l'importanza delle prossime elezioni. L'asse che ha retto negli ultimi vent'anni è a rischio. Da Mattarella viene un invito al coraggio, e allo slancio. Come la ebbe Robert Schumann del 9 maggio 1950 "per mettere insieme, tra i sei Paesi fondatori, l'energia di allora: carbone e acciaio. Nei nostri giorni abbiamo molto faticato per concordare soltanto un modesto tetto al prezzo del gas". E quindi il Capo dello Stato ha aggiunto: "Abbiamo molto da recuperare in fiducia e fede per il futuro". È un invito morale a non sottovalutare il cimento tra un anno. Altrimenti, è il non detto, i concetti di democrazia, tolleranza e solidarietà potrebbero subire delle ammaccature.