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Mattarella a Parigi tenta di rinsaldare l’intesa con Macron. Ma Meloni guarda a Est

(ansa)
L'occasione è l'inaugurazione della mostra che il Louvre dedica a Napoli. Sul tavolo il possibile ribaltone a Strasburgo dei conservatori e i popolari contro gli attuali inquilini di centrosinistra
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PARIGI -  Sergio Mattarella torna a Parigi. Ma non ci sono strappi da ricucire stavolta. L'occasione è domani l'inaugurazione della mostra che il Louvre dedica a Napoli, accogliendo una sessantina di capolavori provenienti dal museo di Capodimonte. Per felice coincidenza l'omaggio, corredato da una lunga serie di eventi, cade a ridosso dello spettacolare scudetto del Napoli, una festa sportiva e popolare che ha confermato la forza dell'immaginario della città. Poi Emmanuel Macron e la moglie Brigitte offriranno a Mattarella e alla figlia Laura un pranzo privato all'Eliseo. 

Di cosa parleranno i due presidenti? Di migranti, delle relazioni tra i due Paesi, del Trattato del Quirinale. Ma inutile negare che il convitato di pietra sarà il cambiamento che si prospetta nel Vecchio Continente. L'orizzonte rischia di mutare. Quel che si prepara è un ribaltone dei conservatori (la destra) e i popolari contro gli attuali i…

PARIGI -  Sergio Mattarella torna a Parigi. Ma non ci sono strappi da ricucire stavolta. L'occasione è domani l'inaugurazione della mostra che il Louvre dedica a Napoli, accogliendo una sessantina di capolavori provenienti dal museo di Capodimonte. Per felice coincidenza l'omaggio, corredato da una lunga serie di eventi, cade a ridosso dello spettacolare scudetto del Napoli, una festa sportiva e popolare che ha confermato la forza dell'immaginario della città. Poi Emmanuel Macron e la moglie Brigitte offriranno a Mattarella e alla figlia Laura un pranzo privato all'Eliseo. 

Di cosa parleranno i due presidenti? Di migranti, delle relazioni tra i due Paesi, del Trattato del Quirinale. Ma inutile negare che il convitato di pietra sarà il cambiamento che si prospetta nel Vecchio Continente. L'orizzonte rischia di mutare. Quel che si prepara è un ribaltone dei conservatori (la destra) e i popolari contro gli attuali inquilini di centrosinistra. Che Europa sarà, tra un anno, quando si voterà nei paesi dell'Unione? Molto diversa da com'è stata negli ultimi vent'anni, forse. L'Europa potrebbe scegliere il centrodestra, come sta avvenendo un po' ovunque, in questi mesi, e come potrebbe avvenire in Spagna e Polonia, tra luglio e novembre. Giorgia Meloni è la king maker di questa operazione. Le trattative tra i Conservatori e Popolari vanno avanti, pur tra mille contraddizioni, con i popolari tedeschi divisi, (in settimana il tedesco Manfred Weber sarà a Roma per tessere la tela di un accordo), con la ferma volontà di rompere l'asse con i socialisti. 

Nascerebbe un'Europa di colore opposto rispetto a quella per cui Sergio Mattarella, con molta energia, ha perorato la causa, spendendo la sua influenza morale per contribuire a condurla fuori dalle secche dell'austerity. Francia e Germania non sono quelle di un tempo. Macron è alle prese con numerosi conflitti interni, anche oggi è previsto un altro sciopero contro la riforma delle pensioni; la Germania si dibatte con la recessione. E se il centrodestra si sta organizzando, fiutando il ribaltone, il centrosinistra europeo dà l'impressione di attendere la sua sorte: un po' com'è accaduto in Italia, alle ultime politiche. C'è un anno di tempo, e lo scenario potrà cambiare, naturalmente. Ma intanto questo è l'umore. Per una singolare  circostanza giovedì Mattarella vedrà il cancelliere Scholz al Quirinale, il leader tedesco sarà infatti a Roma per incontrare Giorgia Meloni.  

Il Capo dello Stato atterra oggi. Stasera in ambasciata incontrerà alcuni giovani diplomatici francesi e italiani nell'ambito di uno scambio di formazione previsto dal Trattato del Quirinale, un accordo, quest'ultimo, che a dispetto degli strali della destra, procede il suo cammino. Poi domani il Louvre. Il governo sarà rappresentato dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano. E' un'occasione festosa, di prestigio. Molto diversa dagli ultimi incontri. Due anni fa, a luglio, Mattarella venne a Parigi per chiudere una volta per sempre il contezioso apertosi col governo gialloverde sui gilet giallo; l'anno scorso, a ottobre, Macron fu ospite a Roma, pranzando nella sala del Belvedere superiore al Torrino, e il mese dopo scoppiò l'ennesimo scontro sui migranti: Mattarella, che si trovava in visita di Stato in Olanda, dovette metterci una pezza. Le punzecchiature nei confronti del governo Meloni da parte francese sono proseguite in questi mesi, ma Macron e Meloni  si sono parlati di recente a Hiroshima, rasserenando i rapporti ai massimi livelli, almeno per il momento.